Matelica riscopre
gli antichi Piceni

Al Palazzo Ottoni di Matelica è stata allestita la mostra “ Potere e splendore , gli antichi Piceni a Matelica “ che si chiuderà l’11 Gennaio 2009.
Essa contiene reperti rivenuti nei recenti scavi condotti durante il 2004 e il 2005 in diverse aree di Matelica che si vanno ad aggiungere al materiale esposto presso il Museo civico archeologico .
Attraverso un percorso avvincente e carico di fascino si possono incontrare le testimonianze di un mondo arcaico che sa ancora catturare l’attenzione dei visitatori.
Non sarà mai abbastanza, infatti, parlare di questa nostra cultura, quella dei Piceni, così sconosciuta ai più.
Plinio racconta che durante il periodo del ver sacrum, un gruppo di giovani sabini si spinse, alla guida del picus, uccello-totem sacro al dio Marte, in questi territori, dando vita ad una civiltà che si svilupperà tra il IX e il III secolo a.C., fino al 268 a.C., quando,con la battaglia di Ausculum, i Romani occuparono il Piceno.
Il nostro territorio è disseminato di testimonianze archeologiche di età preromana, di cui i Musei civici ed archeologici dei vari centri e città marchigiane sono ricchi, come è ben dimostrato dalla mostra di Matelica.
Emerge un mondo fiero e guerriero, culturalmente vivace e aperto agli scambi commerciali con gli Etruschi , i Greci e persino con le popolazioni baltiche da cui era importata l’ambra, la preziosa resina fossile che veniva lavorata per abbellire fibule ed oggetti di ornamento.
La tomba 1 di Villa Clara e la tomba 53 della necropoli di Brecce ( Matelica ), entrambe sepolture di principi, esprimono l’aristocrazia guerriera presente a Matelica nel VII secolo a.C. attraverso la deposizione di ricchi corredi costituiti non solo da armi di offesa e di difesa ma anche da vasellame fittile e bronzeo che documenta le pratiche del banchetto e del simposio in voga in Grecia.
I beni accumulati in queste tombe monumentali, caratterizzate da ampi circoli, oltre « ad evidenziare l’opulenza raggiunta e a sottolineare il significato del valore militare e l’esaltazione della forza fisica, attestano i contatti di questa classe di principi con aristocrazie di altre aree culturali della penisola e del Mediterraneo » .
Appartengono invece al corredo della principessa della tomba 1 in località Passo Gabella, sempre a Matelica, lo splendido esemplare di holmos e la oinochoe polimaterica che si affianca all’altra rinvenuta a Pitino di San Severino ed esposta al Museo Archeologico Nazionale di Ancona.
Si tratta, quindi, di un percorso gradevole caratterizzato da un allestimento che rende fruibile a tutti la lettura e la comprensione dei reperti e dei contesti funerari, un’esperienza da vivere e da cui catturare emozioni indimenticabili.
Maria Filoni