La lezione amara di Fabriano
per una ricetta anti-crisi
Il caso della Merloni si riflette anche sul Maceratese
di Maurizio Verdenelli
Torno venerdì a Fabriano dopo un pò: la città è isolata da uno sciopero che bloccherà le province di Ancona, Macerata e Perugia. Sulla superstrada -svincolo per Fabriano est- al centro di uno degli striscioni degli operai della “A.Merloni” (tra loro tanti dipendenti dello stabilmento di Matelica) c’è l’inviato di Striscia la notizia, Jimmy Ghione. La protesta da uno dei distretti industriali più importanti d’Italia rimbalzerà sui Tg nazionali e il giorno dopo dal Festival di Sanremo, il ministro Scajola cita la vertenza della “A.Merloni” insieme con quella dei lavoratori Fiat di Termini Imprese, ospiti in delegazione di Maurizio Costanzo. Si attende, il 28, la firma sull’Accordo di programma, ma il grande problema di fondo resta per tutto il comprensorio: Fabriano, che fare? A che punto è la notte che striscia avanzando da alcuni anni? Ha detto il sindaco Roberto Sorci (nella foto) a Dino Jajani (L’appennino camerte): “Siamo in difficoltà non per una nostra incapacità, non per errori fatti da noi, ma perché è cambiato il mondo. La globalizzazione ha aumentato la concorrenza mettendo in difficoltà il territorio perché non ci sono leggi opportune o politiche economiche da parte dello Stato che aiutino le imprese”.
Quali nuovi orizzonti per salvaguardare il lavoro fabrianese? Per Sorci una chiara opportunità resta quel versante umbro dell’Appennino con cui peraltro Fabriano ha sempre costituito un unico territorio montano, anche “per sfruttare flussi turistici che vengono dalla linea Assisi-Gubbio in modo da trasferire un po’ di ricchezza da noi. Quindi sì ad una maggiore integrazione così come l’abbiamo fatta con le fabbriche: oggi siamo in difficoltà pure perché stabilimenti fabrianesi sono in Umbria. Questa integrazione era dunque già avvenuta nel manifatturiero: adesso si tratta di trasferirla in ogni settore”.
C’è in fondo un uomo che da solo, con la sua esistenza, sintetizza il talento, l’impegno e la stessa eccellente speranza nel futuro di questo territorio di Area Vasta che va dalle Marche all’Umbria: un cuore verde che pulsa da secoli al centro del Belpaese e che va da Fabriano a Gubbio, Gualdo Tadino e Fossato di Vico. Proprio da qui arrivò in anni non vicini all’Istituto tecnico industriale fabrianese, un geniale insegnante: l’ingegner Abramo Galassi, ‘fresco’ (dal 5 novembre scorso) di laurea ad honorem dell’Università Politecnica delle Marche. La storia della Faber, fondata nel 1955 in un appartamento subaffittato, fa già parte della storia imprenditoriale italiana: una leggenda umbro-marchigiana. L’uomo di Fossato da qualche anno è tornato sui suoi passi realizzando nell’antica Badia in Val di Rasina (Gualdo Tadino) un regno del benessere “che trova pochi uguali nel Centro Italia” (scrive Giampiero Donnini). Una struttura alberghiera-turistica con un occhio alle eccellenze produttive che indica nuove strade di sviluppo e lavoro. “Il professore –dicono alle Terre del Verde- ha il cuore qui…”. L’albergo-torre ha suites straordinarie: Dorme qui, il professore?. “Mai, a sera torna a Fabriano”.


Noi dell’UDC per una Regione Marche più coraggiosa e incisiva, abbiamo preso il nostro impegno. Il Modello Marchiagiano creato solo per capacità imprenditoriale e non per quella politica, segna il passo. La vicina Emilia Romagna non si è mai gongolata come abbiamo fatto noi in questi anni. Niente Rigassificatori, niente nuove centrali Elettriche, niente terrmovalorizzatori. Il coraggio politico è rimasto solo quando si commemora Enrico Mattei a Matelica o Acqualagna naturalmente solo a parole. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: Competitività energetica a basso costo ZERO. SADAM di Jesi – Campiglione di Fermo, agricoltori maceratesi impegnati con la produzione della barbiapietola da zucchero quale riconversione? Nelle Marche bisogna cambiare rotta difendere il Modello Marchigiano signofica modificare politica, il posto di lavoro per noi Ex Democristiani è una cosa sacra e siamo disposti a qualsiasi battaglia politica, vogliamo che i MARCHIGIANI SI RIPRENDANO IL LORO ORGOGLIO ad accompagnare le persone giuste in questa dura ma non difficile impresa politica di riordino. Noi che li abbiamo conosciuti, chiudiamo gli occhi e riportiamo alla nostra mente: Aristide Merloni e Enrico Mattei, ci trasmetteranno quel coraggio per dialogare meglio e andare ancora avanti. Grazie Verdenelli, su Cronache Maceratesi bisogna parlare anche di questo.