Una via a Bettino Craxi
A Civitanova scoppia la polemica
Dopo la proposta dell'ex sindaco Ivo Costamagna
di Mauro Montali
Via Craxi a Civitanova: è polemica. In linea con parecchie altre città italiane, a partire, come si sa, da Milano. La proposta di Ivo Costamagna, storico esponente socialista della costa (sindaco della città e assessore regionale nei tempi belli dell’epopea craxiana e della Milano… da bere), ha suscitato un vespaio. Che è destinato, da qui al 19 gennaio, giorno del decennale della morte dell’ex premier, avvenuta ad Hammamet, in Tunisia, mentre era latitante, ad aumentare nei toni e nelle polemiche personali. “Avevo solo 12 anni quando è scoppiato in Italia lo scandalo di tangentopoli, ma in me è ancora vivo il ricordo del disagio e dello smarrimento generale che i cittadini italiani hanno provato di fronte al crollo di tutte le certezze della politica, è ancora vivo in me il ricordo dei miei professori che a scuola cercavano, con grande imbarazzo, di spiegarci cosa stava accadendo in quei giorni in Italia”.
Lo dice, e lo scrive ai giornali Mirko Montecchiani, capogruppo dell’Idv, la formazione capeggiata da Antonio Di Pietro, al Consiglio provinciale di Macerata. E così continua: “A quanto pare, sull’onda della proposta di Letizia Moratti, anche a Civitanova c’è chi vorrebbe intitolare una via ad uno dei maggiori protagonisti di Tangentopoli: Bettino Craxi. Al di là dei colori politici, sia in qualità di cittadino che come giovane consigliere provinciale, non riesco a spiegare un gesto del genere”.
Insomma, Ivo Costamagna, che ha indirizzato la lettera-proposta al presidente del Consiglio comunale Pierpaolo Borroni, sapeva bene che si sarebbe scontrato contro un muro di dinieghi. Ma non è detto che alla fine la sua idea non passi. La patata bollente ora è nelle mani di Borroni che ha la potestà di inserire la proposta negli ordini del giorno del Consiglio comunale. La partita è assai delicata. Civitanova da quindici anni, per motivi che adesso non staremo a dire, si è spostata a destra. La vecchia città operaia, dell’industria e della pesca, è sostanzialmente morta, o quantomeno è ai margini della vita politica. E con essa anche la sua rappresentanza politica.
La domanda, allora, è questa: il centrodestra vuol andare allo scontro, sia pur simbolico, con la sinistra politica e sociale? A nessuno sfugge, infatti, che attorno al nome di Craxi si stia giocando una battaglia ideologica, del tipo comunismo no. E per sempre. Ma c’è la vicenda giudiziaria dell’ex premier socialista a dare impulso a movimenti di tipo nuovo che con il comunismo, storicamente inteso, hannno poco o nulla a che fare.
Le associazioni ACU Marche, Nova Polis, Civicamente, Meetup, Art.3 per la Costituzione, hanno già invitato Borroni a rigettare la proposta di Costamagna. E annunciano “una raccolta di firme contro questa ipotesi con tanto di banchetti in città”.
Altri si lamentano che, a Civitanova, mentre c’è già una strada intitolata a Giorgio Almirante, non ci sono vie dedicate, per esempio, a Sandro Pertini o Alcide De Gasperi, senza dimenticare Nenni, La Malfa.
Una vera patata bollente per Borroni. E per il Pdl.

Per trovare vie dedicate a Nenni e La Malfa basta cercare, in Italia ci sono; per l’amatissimo Ugo (da me, se non altro, ma non solo, ovviamente, ce n’è una proprio a Sambucheto). Quanto invece ai Togliatti, Stalin, Lenin, etc. basta recarsi in Emilia Romagna, dove ce ne sono a iosa. Sorprendentemente, mentre in Russia hanno abbattuto i mausolei, in Emilia Romagna a nessuno è mai venuto in mente di sollevare proteste per vie intestate a chiari e acclarati dittatori sanguinari o a migliori che migliori – documenti alla mano – non furono affatto.
Tuttavia: secondo me è opportuno che permangano vie intestate ai Togliatti, Stalin, Lenin e fam.; costituiscono un’ottima occasione per non dimenticare di cosa si è stati capaci nel secolo breve. A tale riguardo, quindi, anche vie intestate a Craxi possono giovare allo stesso utilizzo. Con dispiacere per tutti gli altri allegri briganti della prima repubblica che non hanno avuto la stessa fortuna di incarnare una stagione, come invece c’è riuscito lui. E intendiamoci: all’epoca ero repubblicano (io lo sarei ancora, ma sono i repubblicani che non ci sono più). Ero cioè avversario n.1 della politica craxiana dei due forni, quella che oggi per intendersi piace tanto a Casini. Se però le cose vanno dette, devono valere per tutti.
Certo intestare una via a chi è stato condannato con sentenza definitiva, mi lascia pensare, ma daltronde abbiamo vie intestate a Togliatti che ha vessato i progionieri italiani in Russia, facendoli ammazzare o torturare se non si convertivano al comunismo, meglio allora una via intestata a Craxi. E’ l’italietta del dopoguerra!
Non voglio entro nel merito se sia opportuno o no dedicare una via a Craxi. Anche se devo notare che sono molte le vie, le scuole, i luoghi pubblici, monumenti, dedicati a personaggi molti dei quali annoverati nella storia e dalla storia come responsabili di assassini, crimini e nefandezze varie.
Non voglio neanche ricordare che la condanna di Craxi, il famoso “Non poteva non sapere” è stato cancellato dalla corte di giustizia europea.
Poi scusatemi sarà anche vero che Craxi è colpevole perchè “Non poteva non sapere” ma perchè solo Lui? Forse Moro, Pertini, La Malfa, ecc. ecc perchè trattavano e governavano con Lui anche loro “Non potevano non sapere”. Ed il presidente della repubblica che gli ha dato l’incarico di formare il governo “Non poteva non sapere” eppure delle vie a lui dedicate ci sono? Tutti quei ministri che hanno collaborato come il “santo” Scalfaro nei governi Craxi?
Comunque non è per questo che intervengo a commento dell’articolo. Ma per chiedere al consigliere dell’IDV, Mirko Montecchiani che sul Carlino di oggi si meraviglia per chi vuole dedicare una via a chi è “stato latitante” come lo definisce Lui. Poi si appella ai principi e si dichiara seguace dell’idea e degli uomini e della dirittura morale di Falcone e Borsellino. Benissimo anche io lo sono e con noi tanti Italiani. Bene. Ma come fa il caro Mirko a militare in un partito dove il numero due: Orlando Leonluca, ha contrastato politicamente Falcone, denunciandolo addirittura al CSM e impedendogli di diventare capo del POOL antimafia? quel Leonluca Orlando che allora sindaco di Palermo denunciava Falcone accusandolo di favorire i politici legati alla mafia. Certo nel 1990 il buon Mirko non era ancora nato e si ricorda solo di quando aveva 12 anni, è comprensibile ma forse andarsi a rivedere un po di cronaca di quei tempi non sarebbe male.
Se Orlando per la sua avversione del tempo a Falcone puo essere considerato un buon e degno politico penso che Craxi possa tranquillamente avere dedicata una via.
L’anima socialista di
Tonino Quattrini