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In arrivo lo Zibaldone in inglese
Prima edizione negli Usa

Sarà pubblicata il 16 luglio
lunedì 8 luglio 2013 - Ore 18:35 - caricamento letture
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In arrivo, come già annunciato (leggi l’articolo) la prima traduzione integrale dello “Zibaldone” in inglese, con apparati critici e filologici, a cura del “Leopardi Centre” di Birmingham (direttori Michael Caesar e Franco D’Intino) e sotto gli auspici del CNSL.

«Sta per essere pubblicata negli Stati Uniti il 16 luglio 2013  – si legge in una nota del Centro Studi Leopardiani – dalla casa editrice Farrar Straus & Giroux e poco più tardi, in Inghilterra, da Penguin Books. L’opera è stata completata nel corso di sette anni da una squadra di traduttori professionisti inglesi e americani che hanno collaborato tra loro, in costante dialogo, diretti da Michael Caesar (University of Birmingham) e Franco D’Intino (Sapienza, Università di Roma), sotto gli auspici del Centro Nazionale di Studi Leopardiani (CNSL) di Recanati, del Leopardi Centre di Birmingham  e dell’Arts and Humanities Research Council. Il progetto ha avuto il convinto sostegno dell’on. Franco Foschi, Presidente per venti anni del CNSL, e poi del suo successore Fabio Corvatta.

Decisivo è stato il ruolo di Jonathan Galassi, Presidente di Farrar Straus & Giroux, insigne traduttore dei Canti, e dell’ eccezionale équipe della casa editrice, che si è impegnata per dieci mesi con grande competenza e passione nella produzione di un testo così complesso. L’opera non è soltanto una traduzione, ma una vera e propria “edizione” in lingua inglese, che comprende apparati critici e filologici, note, indici, e una lunga introduzione.

Tra le novità ci sono – la verifica del testo sulla base del manoscritto (con l’ausilio dell’edizione informatica a cura di Fiorenza Ceragioli e Monica Ballerini),  una dettagliatissima nota al testo, in cui si illustrano i complessi criteri di edizione, l’elenco delle correzioni e modifiche apportate al testo dagli editori, la riconsiderazione e il ricollocamento secondo nuovi criteri di quelle parti del testo (aggiunte marginali) che sono tradizionalmente poste a pie’ di pagina, una nota sulla traduzione, il controllo di tutte le fonti (con molte novità) condotto nella Biblioteca Leopardi di Recanati (grazie alla collaborazione della Famiglia) e in molte biblioteche italiane e straniere,  la revisione e l’aggiornamento dell’elenco delle fonti (con l’indicazione del luogo e, se necessario, dell’anno di consultazione), la verifica e l’inserimento nel testo dei riferimenti interni ad altri passi zibaldoniani, l’individuazione di tutte le citazioni, contrassegnate per la prima volta da virgolette,  lo scioglimento delle abbreviazioni di nomi, titoli e luoghi, la traduzione integrale di tutti i passi o parole in lingue diverse dall’italiano (greco, latino, francese, spagnolo, ebraico),  un ricco commento che aggiorna, integra e talora corregge (con molte nuove indicazioni e precisazioni in aree fin qui trascurate) i commenti precedenti, un indice dei nomi e delle cose notevoli completamente ripensato rispetto agli indici esistenti, con l’aggiunta di molte nuove categorie e  una introduzione divisa in brevi capitoli dedicati ciascuno a un aspetto strutturale o tematico del diario (completati da un profilo biografico dell’autore).

Il progetto si è basato su una approfondita attività di ricerca riguardante due problemi teorici cruciali connessi con la composizione del testo: l’uso delle citazioni e lo status dello Zibaldone all’interno dell’estetica romantica e post-romantica del frammento. Il lavoro di ricerca su questi filoni, e i due convegni che ne sono stati l’esito (rispettivamente a Roma e a Birmingham), si sono svolti nell’ambito di una ricerca premiata dall’Arts and Humanities Research Council. La traduzione e il lavoro editoriale sono stati finanziati da istituzioni di ricerca (Centro Nazionale di Studi Leopardiani, Arts and Humanities Research Council, Sapienza Università di Roma), da enti privati (Fondazione Luigi Berlusconi, Fondazione Christian Cappelluti), dal Ministero Italiano degli Affari Esteri (Fondo Traduzioni) e da molti sostenitori che hanno generosamente elargito personali contributi. I diritti dell’opera appartengono all’Università di Birmingham, sede amministrativa del progetto. Traduttori e collaboratori principali hanno accettato tariffe inferiori a quelle di mercato, e il loro lavoro è andato spesso al di là dei compiti assegnati. I curatori, rinunciando a ogni diritto, hanno prestato gratuitamente la loro opera, così come i referenti scientifici e gli specialisti che hanno commentato e controllato brani di loro competenza o fornito informazioni (tutti i collaboratori sono menzionati negli Acknowledgments all’inizio del volume). Questo progetto non sarebbe stato possibile senza la passione, il sacrificio e la competenza di tante persone che amano Leopardi o l’hanno scoperto cammin facendo. Come in tutte le grandi opere, il lavoro è perfettibile. I curatori si auspicano che con la collaborazione di tutti coloro che hanno a cuore la fortuna di Leopardi si potrà arrivare a una seconda edizione migliorata, seguita da tante altre.

Questa pubblicazione contribuirà in modo sostanziale a modificare il quadro storico, letterario e filosofico del XIX secolo, e a introdurre finalmente Giacomo Leopardi nel canone occidentale, aprendo nuove prospettive di ricerca sulla cultura moderna.

Harold Bloom, Sterling Professor of the Humanities, Yale University, ha scritto:
“Il grande Zibaldone, o ‘Hodge-Podge’, è finalmente disponibile ai lettori di lingua inglese. Leopardi è il più grande poeta italiano dopo Dante, Petrarca, Ariosto e Tasso. Il suo immenso commentario su tutta la letteratura occidentale e le sue riflessioni rivelano lo splendore e la potenza della sua mente, o, si potrebbe dire meglio, della sua coscienza, giacché la sua ampiezza trascende ciò che è stato tradizionalmente chiamato ‘mente’. Radicalmente innovative, le speculazioni e ruminazioni leopardiane mi sembrano andare ben al di là di quelle di ogni altro uomo di lettere europeo, da Goethe a Valéry”.

Roberto Calasso ha scritto:
“Per anni, se i miei amici mi chiedevano quale opera di letteratura italiana era necessario e urgente tradurre in inglese, rispondevo senza esitazione: lo Zibaldone di Leopardi. E loro mi chiedevano della misteriosa e incantata parola che dà il titolo al volume. In precedenza non si era mai realizzata una tale potente coabitazione di filosofia e filologia, pura letteratura e ricerca psicologica, critica culturale e scientifica, nera malinconia e luminosa emozione. È un regalo e un tesoro del diciannovesimo secolo che un tale insieme di idee potesse prendere questa forma inedita. Altri due esempi, dello stesso secolo, possono essere comparati allo Zibaldone, altrettanto essenziali e però completamente diversi: il curioso Diario di Kierkegaard, e le centinaia di pagine dei Frammenti postumi di Nietzsche.”

Il volume sarà presentato al Durham, Society of Italian Studies Biennial Conference (10 luglio 2013), al Trinity College, Hartford, Connecticut (23 settembre 2013),  all’Italian Academy for Advanced Studies, New York (25 settembre 2013), all’ University of Pennsylvania, Philadelphia (26 Settembre 2013), all’ Italian Cultural Institute, Londra (17 ottobre 2013), alla University of Birmingham (20 Novembre 2013), all’ Italian Cultural Institute, New York (26 novembre 2013).

 



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