L’omicidio di Cristina:
una lettera di Carelli accresce il mistero

PORTO POTENZA - L'avvocato della famiglia della giovane ballerina: "E' uno dei pochi delitti al mondo stipulato per contratto"

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L'arresto di Sandro Carelli (foto Picchio)

 

 

Una lettera fa aumentare i misteri e le congetture intorno all’omicidio di Andreea Cristina Marin. A parlare è l’avvocato Sante Monti, legale della famiglia della ballerina uccisa a 23 anni  la mattina del 27 gennaio scorso a Porto Potenza, secondo il quale “lo scritto trovato a casa di Sandro Carelli non fa che avvalorare la tesi della premeditazione del delitto, e mi sembra apra ancora di più una porta, che era già aperta, per una responsabilità piena di tutti e quattro gli indagati». Il documento, scritto e firmato da Carelli, 58 anni, presunto mandante del delitto, per gli inquirenti sembrerebbe tratteggiare un accordo forse riferibile al delitto o al pestaggio della ballerina. Ma è tutto da provare e per questo sono in corso gli accertamenti papillari per capire chi ha toccato il documento. Per l’avvocato Sante Monti quello scritto significherebbe che quello di Porto Potenza “è uno dei pochi omicidi al mondo stipulato per contratto, o il cui prezzo era stato stipulato. Non si fa che aggravare la vicenda. Gli autori del delitto denotano una forma di perversione che va oltre ogni limite”.

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Andreea Cristina Marin

Nel documento si fa riferimento ad un lavoro e al pagamento di 1.500 euro a lavoro ultimato (non è specificato né il tipo di lavoro, né vi sono i nomi di persone a cui i soldi verranno versati). 1.500 euro era anche la somma, secondo i carabinieri, per cui Carelli si era accordato con i due esecutori del delitto, Silvio Giarmanà (difeso dall’avvocato Donato Attanasio) e Sebastian Capparucci, difeso dai legali Federico Valori e Rossano Romagnoli. Nel documento si parla anche di indumenti femminili (mutandine e abiti da sera). E una delle richieste di Carelli a Giarmanà e Capparucci era stata quella di prelevare dall’appartamento di Andreea degli indumenti. Sul documento l’avvocato Gian Luigi Boschi, che difende Carelli, insieme al legale Francesca Pettinelli, ha detto che non esistono riferimenti che possano far pensare sia una sorta di accordo per uccidere o dare una lezione alla ballerina. Il quarto indagato per il delitto è il figlio di Sandro Carelli, Valentino, difeso dall’avvocato Simone Santoro.

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Il cadavere trovato sulla spiaggia di Porto Potenza


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