L’Anci si riunisce a San Severino
Allarme fra i sindaci dei piccoli Comuni:
“Se si va avanti così saremo costretti
a chiudere bottega”

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Il direttivo dell’Anci riunito nella sala del Consiglio

La riforma dello sportello unico delle imprese e le deroghe alle aperture domenicali e festivi per il commercio sono stati solo alcuni degli argomenti trattati dal direttivo regionale dell’Anci, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, riunitosi nei giorni scorsi nella sala del Consiglio del Comune di San Severino Marche. L’assemblea, la prima del nuovo anno, ha fatto il punto sulle attività svolte nel corso del 2010 e su quelle in programma per il primo semestre del 2011 e si è poi conclusa con una visita alla mostra “Meraviglie del Barocco nelle Marche”. Nel corso dell’incontro si è più volte parlato delle difficoltà che vivono i Comuni e le piccole realtà locali in particolare. A margine dell’assemblea il sindaco Cesare Martini, cifre alla mano, è tornato a lanciare un appello: “Se va avanti così saremo costretti a chiudere bottega. Nel 2011 – ha subito dopo precisato il primo cittadino settempedano – subiremo tagli per circa 700 mila euro di cui oltre 400mila per tagli da parte dello Stato. Dovremo poi dire addio ad altri 150mila euro legati al terremoto e subiremo l’azzeramento del fondo unico regionale che sarà destinato ad iniziative specifiche. E nel 2010 – ha aggiunto Martini – non abbiamo certo festeggiato. Abbiamo subito un taglio di 100mila euro da parte dello Stato, di altri 150mila euro legati sempre al terremoto e di circa 80mila euro del fondo unico regionale. Per fortuna, grazie ad una buona amministrazione, siamo riusciti a rispettare gli obiettivi imposti, che andavano ad incidere sia sulla spesa di funzionamento che sugli investimenti, perché altrimenti avremmo subito il taglio del 5% dei contributi ordinari dovuti dal ministero dell’Interno per l’anno successivo, cioè quello in corso. Ma abbiamo dovuto anche rispettare il limite all’impegno delle spese correnti in misura non superiore all’importo annuale minimo degli impegni effettuati nell’ultimo triennio. Inoltre le amministrazioni locali si sono viste vietare il ricorso all’indebitamento, all’assunzione di personale. Ma questa – ha proseguito ancora il sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini – è solo la premessa. Perché poi i nostri Comuni devono fare continuamente i conti anche con l’aumento costante di spese e tariffe. Solo per quanto riguarda i rifiuti l’attivazione del servizio di raccolta differenziata ha comportato per il nostro Comune un aumento di costi che supera i 250mila euro. Poi ci sono gli aumenti dell’energia elettrica e delle spese per il riscaldamento delle scuole ed altro ancora. Quello che da tempo ormai auspichiamo – ha concluso Martini – è che il Governo raccolga le richieste che arrivano dai Comuni che da tempo si lamentano, indipendentemente dalla loro appartenenza politica”.


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