Gli alberi
non sono oggetti
L'intervento
di Fulvio Ventrone
Gli alberi sono parte di noi, viviamo e respiriamo grazie a loro e non vorrei che si dimentichi che gli abbattimenti vanno ad incidere sul cambiamento climatico globale, in aggiunta ad inquinamento e surriscaldamento del pianeta.
Gli alberi rappresentano una importante risorsa per una migliore qualità della vita dei cittadini e dei turisti; è nota a tutti – o quasi – l’insostituibile funzione salubre degli esemplari adulti (purificazione dell’aria per l’assorbimento di diversi inquinanti, diminuzione del calore urbano, schermatura e protezione dal vento, effetto rilassante e distensivo, etc.), che un numero anche maggiore di alberelli da piantare in sostituzione di quelli abbattuti non è assolutamente in grado di svolgere.
Ho deciso di intervenire nella questione alberi del quartiere Pace perchè la cosa mi ha alquanto scosso.
Qui non si tratta di difendere un albero malato o moribondo, quindi pericoloso. Sono, piuttosto, contrario al fatto che il Comune non renda partecipe la cittadinanza, quando si tratta di abbatere degli alberi. Queste mosse vengono fatte spesso all’improvviso, senza preavviso, lasciando di stucco i cittadini, come è il caso ultimo della zona Pace. Se ci sono dei giusti motivi, quali la già citata pericolosità o l’esigenza di creare spazio per strade od aree di pubblico interesse, perché non dirlo? Perché non discuterne insieme agli abitanti, ai residenti? Perché non cercare una soluzione insieme a loro?
La città di Macerata è sempre stata sensibile al tema della vegetazione urbana, basti ricordare che al parco di Fontescodella, vicino le serre comunali, si iniziò un programma di piantumazione di alberi per i nuovi nati, nel 1984. Infatti dei bambini della scuola Mestica parteciparono ad un programma televisivo su retequattro e vinsero degli alberelli che il comune piantò con tanto di manifestazione e statua ricordo. Dal quel giorno per ogni nuovo nato vennero piantati degli alberi a Fontescodella. Insomma tutto questo per dire che simbolicamente gli alberi di Fontescodella sono i cittadini di Macerata ed abbatterli è comunque simbolicamente un delitto.
In ogni caso, l’abbattimento deve essere l’ultima delle strade percorribili. L’albero ha un ciclo di vita, esattamente come noi, una vitalità che non lo rende paragonabile a un oggetto, ed è giusto sostituirlo solo quando muore o quando diventa potenzialmente dannoso. Non prima. Non nel momento in cui diviene disarmonico, disomogeneo, non dignitoso o di ostacolo. Si devono trovare delle alternative all’abbattimento. Se non si capisce ciò, si rimane molto indietro nel percorso evolutivo che le società più avanzate stanno perseguendo.
L’amministrazione comunale, secondo la mia visione, deve salvaguardare la vita sotto tutte le sue forme e farsi promotore della difesa anche di chi non può né parlare, né fuggire, proprio come gli alberi.
Ritengo che si debba trovare una posizione comune e partecipata per la difesa del verde sia pubblico che privato e che il Comune debba essere un alleato in queste battaglie. Sono dell’opinione che la vita umana debba tutelarsi cominciando a difendere quella degli esseri cosiddetti inferiori. Inoltre, secondo il mio punto di vista, il numero di alberi all’interno del comune di Macerata, andrebbe aumentato. Andrebbero creati polmoni verdi, magari a Fontezucca, a Botonto o a Fontescodella. Andrebbero incrementati anche i corridoi ecologici, allo scopo di creare delle ‘strade’ attraverso le quali gli animali selvatici si possano spostare, rifugiare e riprodurre.
Non capisco perché nella nostra città molti interventi debbano necessariamente comportare una distruzione del verde. Guardiamo il quartiere nuovo delle Vergini. E’ pieno di querce secolari che gridano vendetta, costrette tra muri di confine le cui fondamenta hanno tranciato le radici portanti, grosse come tronchi e potature drammatiche per far largo alle gru delle imprese costruttrici, oppure ancora, querce mezze secche, che prima dei lavori erano in perfetta salute. La salvaguardia degli alberi è anche la nostra salvaguardia. A Milano la gente si sta attivando per far approvare il progetto di Abbado e Piano per la piantumazione di ben 90.000 alberi!!
In conlusione, spero che il progetto di cui ha parlato il sindaco Carancini, sia a regola d’arte, con le giuste piante, adatte al luogo ed alla funzione e che, come spesso purtroppo succede, non siano piantumati alberi residui di qualche vivaio, recuperati all’ultimo momento, malandati e/o moribondi. Tali alberi, inoltre, si spera verranno protetti sia nel loro apparato radicale, tramite apposite griglie di protezione, che in quello aereo, specialmente da alcuni giardinieri ‘selvaggi’ che per tagliare l’erba con il decespugliatore, danneggiano irrimediabilmente il colletto, la zona basale del tronco, che è la più delicata della pianta.


Parlando di alberi, mi pare che qualcosa sia stato fatto e si stia facendo al Sasso d’Italia, che quando ero piccolo ricordo per i giochi e per i quattro alberelli in croce dietro l’altalena…Fontescodella è stato recentemente riqualificato e mi pare un lavoro ben fatto A me piacerebbe poter fruire del parco di Villa Lauri tutto l’anno, anche se capisco che sia per la zona (un po’ fuori mano tranne per chi non abita in viale Indipendenza) sia per motivi legati alla proprietà (Università) la cosa resta nel campo dell’irrealtà….
Sulla questione alberi della pace, peraltro ampiamente dibattuta, il sig. Ventrone ha ragione a chiedere, così come i cittadini, di vedere le carte e di ricevere assicurazioni sul futuro del verde della zona. Non ci si può permettere di pensare solo al mattone e non al ripristino dell’equilibrio verde delle zone; resto dell’idea comunque che Macerata offra abbastanza verde per i suoi cittadini (Sasso d’Italia, Fontescodella, giardini Diaz….) anche se ovviamente non bisogna mai accontentarsi e non è solo un fatto di quantità, ma anche di qualità ed accessibilità (ex; spazi con strutture per far giocare i più piccoli, spazi dove si possano portare i cani, ecc..)
Guardate che continuano imperterriti nell’opera di disboscamento, in via Bianchini negli ultimi giorni hanno fatto fuori diversi abeti. Una vergogna.
Ringrazio l’ amico Fulvio Ventrone per l’articolo preciso e puntuale.
Mi associo alle sue osservazioni e mi auguro che la nuova Amministrazione Comunale dia la DOVUTA e FONDAMENTALE importanza agli alberi e all’aria che respiriamo. Ho saputo ieri dello sforamento, nella nostra città, delle pm10 oltre la tolleranza annuale dei 35 casi previsti per legge. Non possiamo permettere e permetterci queste sconfitte! Questo fatto ci richiama drammaticamente alla realtà delle operazioni da intraprendere.
Penso che la verità è una: dobbiamo rispetto al Verde inteso come fonte di vita perciò bisogna necessariamente incrementare la piantumazione di nuovi alberi e curare quelli che abbiamo. Come possiamo pensare di progredire se perdiamo di vista questi concetti?
Sindaco Carancini la prego di tenere molto in considerazione questi nostri appelli!Altrimenti cosa diremo tra qualche anno ai nostri figli?!
grazie
Riprendo la seguente espressione di Fulvio Ventrone: «Sono … contrario al fatto che il Comune non renda partecipe la cittadinanza, quando si tratta di abbattere degli alberi. … Se ci sono dei giusti motivi, quali la … pericolosità o l’esigenza di creare spazio per strade od aree di pubblico interesse …Perché non discuterne insieme agli abitanti, ai residenti? Perché non cercare una soluzione insieme a loro?».
Unendomi alla protesta dell’autore e ai commenti di coloro che sono intervenuti, mi permetto di aggiungere che, anche a Macerata, I PRIMI DI MAGGIO si è SUPERATO IL LIMITE massimo CONSENTITO IN UN ANNO di presenza nell’aria della quota ritenuta soglia di tolleranza di DI PM10 (le ormai tristemente famose polveri sottili). Due facce della stessa medaglia e se anche sarebbe forse il caso di parlare di poliedri, dal momento che le facce dell’inquinamento dell’aria sono molteplici, pur solo soffermandomi sulle due problematiche maggiormente incidenti – abbattimento di alberi e scarsissima cura del polmone verde cittadino da un lato e non urgenza nel prendere provvedimenti per la riduzione del tafffico veicolare privato dall’altro – sono decisamente inquietata dal silenzio, dalla noncuranza (pavidità o che altro?) con cui passa sotto silenzio la gravità della situazione in cui versa l’aria.
Quello che auspico non è certamente il colpo di bacchetta magica, ma il rendere edotta la cittadinanza, il discutere collettivo e il farsi carico delle urgenze: ciascuna comunità potrebbe intervenire rispetto alla propria situazione, chiedendo consiglio a comuni che abbiano già affrontato il problema, offrendo lo studio del nostro caso a comuni che, a loro volta, si ritrovino in questo momento ad affrontare il medesimo problema.
Partecipazione alla gestione democratica della città e condivisione delle conoscenze acquisite sul campo dai cittadini: non sono la bacchetta magica, ma lo strumento politico veramente nuovo.
Grazie.