“No al crocifisso nelle scuole”
Il giudice Tosti esulta
Per questo motivo fu sospeso nel 2006 dal tribunale di Camerino
Sentenza europea sul crocifisso da eliminare nelle scuole: il giudice camerte Luigi Tosti esulta. “Come al solito l’Italia ha trovato il modo di fare l’ennesima figuraccia in Europa. Questa è una sentenza storica” ha dichiarato oggi al “Corriere di Rimini” il magistrato che è stato al centro della cronaca recente per la sua battaglia, per l’appunto, contro il crocifisso.
Dall’Egitto dove il dottor Tosti è in vacanza con la moglie dice: “Vinta quella nelle aule scolastiche, ora saremo più forti”. Il giudice, per dieci anni al tribunale di Rimini, fu sospeso dall’attività di magistrato, il primo febbraio del 2006, per essersi rifiutato di tenere udienze in presenza del crocifisso in aula a Camerino. Ora, forte anche della sentenza di ieri, continuerà la sua battaglia per fare uscire il simbolo della cristianità dalle aule giudiziarie. Nelle prossime verrà giudicato il provvedimento disciplinare a suo carico. “Se dovessi perdere o se dovessi essere penalizzato in qualunque modo farei ricorso alla Corte europea. A questo punto con molte probabilità di vincere” ha detto sempre al “Corriere di Rimini” il dottor Tosti.
Il giudice del tribunale di Camerino, come si è detto, è attualmente sospeso ma continua a percepire i due terzi dello stipendio: all’incirca tremila euro al mese.
Foto di Guido Picchio (vietata la riproduzione).
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E’ semplicemente una vergogna!! Perdiamo un simbolo della identità nazionale. Provate ad andare in un paese musulmano per vedere che trattamento riservano alle altre religioni. Giudice Tosti questo suo atteggiamento è assurdo.
La recente sentenza ha riaperto, per l’ennesima volta, una discussione che, negli ultimi 200 anni, non è mai giunta al capolinea, ad una sua conclusione.
Nel corso del tempo le varie giustificazioni sono mutate.
Prima il Cristianesimo era “religione di Stato” quindi, zitti e mosca, e il crocifisso aveva una sua giustificazione nelle aule, nei tribunali, negli edifici pubblici.
Poi, da quando non è più di Stato ecco che la giustificazione per tenere il crocifisso si è spostata sui valori storici, culturali, sulle radici giudaico-cristiane della nazione Italica.
Non credo che nessuno possa mettere in dubbio che l’Italia affondi le sue radici nel Cristianesimo, così come nessuno può mettere in dubbio che uno Stato moderno debba essere laico e non religioso (e non a caso condanniamo quegli Stati dove è la Religione -e non la convivenza civile- a dettare le regole).
Ma il discorso è assai più complesso ed è pervaso da molta malafede ed ipocrisia.
Ogni grande religione (forse eccezione fatta per l’induismo)è una religione che ha, nella sua storia, un passato di “guerra”.
Soprattutto, se prendiamo le 3 grandi religioni monoteiste (ebrei, cattolici e mussulmani), tutte e tre hanno un passato di lotte, combattimenti, saccheggi, uccisioni, devastazioni, carneficine dei nemici sconfitti.
Tutte le religioni monoteiste hanno avuto, nel proprio passato, una storia di conversioni sulla lama di una spada, di assassini di infedeli, guerre (più o meno) sante.
Basta dare un’occhiata al Vecchio Testamento e rendersi conto che gli ebrei spesso combattevano, massacravano i nemici, bruciavano le città.
Basta guardarsi indietro alla religione cristiana e ricordarsi dell’Inquisizione, delle Crociate, delle conversioni forzate (bambini ebrei convertiti al cattolicesimo è cosa accaduta anche nel secolo scorso).
L’Islam poi ha esteso la sua influenza nel Mediterraneo non certo con la pace, ma con la conquista, con le conversioni forzate (pena la morte), con il massacro degli infedeli…
Le religioni si sono trasformate in “religioni di Pace” solo quando non c’è stato più nessuno disposto a fare la guerra in nome di Dio.
Quindi che oggi i nostri religiosi cristiani vogliano presentare il cristianesimo come una religione che ha sempre offerto il ramoscello di ulivo in segno di Pace è una mistificazione del passato, una pietosa bugia.
Per alcuni ambienti (reazionari) cattolici ancora oggi “gli infedeli” dovrebbero essere convertiti a suon di crocifissi in testa….
Ed anche il richiamarsi, oggi, alla tradizione giudeo-cristiana della nostra storia è una mistificazione del passato, è malafede.
Fino a tempi recentissimi gli ebrei non erano certo i “nostri fratelli maggiori” ma solo coloro che avevano ammazzato Nostro Signore, coloro che rapivano i bambini cattolici per riti di sangue, coloro che dovevano vivere nei ghetti, coloro che (quando andava bene) erano cittadini di serie B….
Perciò fare finta, oggi, che quasi abbiamo sempre amato gli ebrei è un falso che viene riproposto per giustificare una specie di naturale discendenza tra ebrei e cristiani che, fino a ieri, era negata.
Tra l’altro il crocifisso non appartiene alla nascita del Cristianesimo ed è un imposizione successiva in quanto i primi cristiani (quindi i contemporanei di Gesù Cristo) utilizzavano per identificarsi il simbolo del pesce (simbolo di resurrezzione e di vita abbondante).
http://www.dioamore.org/foto/fish_jesus.png
http://www.earthharvest.org/it/RisposteDelCristianoItaliano/ImmaginiReligioseCristiane/PallottolaPesciCristiani-01Lft.gif
http://img7.imageshack.us/img7/1483/pescekourion.jpg
La superficialità con la quale si guarda questa sentenza è macroscopica, tutti si soffermano sul valore religioso, culturale e di tradizione.
Nessuno si è accorto (tranne qualche comunità mussulmana) che è una sentenza pericolosa volta all’appiattimento dell culture ed alla negazione dell’integrazione.
Ora se il Crocifisso, un innocuo oggetto per chi non crede (non per me), deve essere tolto dalle pareti dei pubblici uffici, con la stessa motivazione qualsiasi segno di distinzione religiosa deve essere bandito, compreso lo chador, a tunica arancione dei Buddisti e la Kippa’ degli ebrei. UN ERRORE MADORNALE DA STRASBURGO, CHE DOVREBBE PENSARE A PROBLEMI BEN PIU’ IMPORTANTI.
Faccio una semplice osservazione: per quasi ottanta anni il Crocefisso non ha dato mai fastidio a nessuno (l’obbligatorietà di esporlo risale ad una legge del 1924). Il fatto che oggi qualcuno si “distturba” della sua presenza pone due tipi di considerazioni: La prima è che chi contesta la presenza del Crocefisso ha evidentemente dei problemi banali non risolti; la seconda è che ci troviamo, oggi, in un contesto in cui c’è un’evidente scontro tra civiltà diverse. Rinunciare alle proprie tradizioni, anche se si è non credenti, significa solo rinunciare a fare storia, e cioè abdicare alle culture a noi estranee. Cultura e tradizione che fanno l’identità di un popolo. Non si può infatti essere tolleranti a senso unico, bisogna che questa sia condivisa.
Ivano Tacconi purtroppo durante la presidenza Prodi non fu inserito nello statuto europeo le origini cristiane dell’Europa. L’allora Pontefice Giovanni Paolo II in più riprese chiese l’applicazione di questa giusta applicazione per l’Europa Cristiana. Oggi noi cattolici subiamo le conseguenze pericolose per la nostra fede di ques…ti organismi anti cristiani.Durante la controversia sulla stampa locale, fui lasciato solo a contrastare il Giudice Luigi Tosti, nessun movimento cattolico ebbe il coraggio di intervenire per darmi una mano. L’unico incoraggiamento, mi è venuto dalla mia ispirazione che da sempre mi guida da: Alcide De Gasperi, Giorgio La Pira, Enrico Mattei e Mario Ferrari- Aggradi. Il Crocifisso deve rimanere dove da secoli sta. La nostra battaglia sarà anche risoluta e decisa.