Sfiducia, protocollata la mozione:
firmano in dodici,
ora Ciarapica è appeso a un filo
CIVITANOVA - Si spacca Siamo Civitanova, con Giuseppe Lepretti schierato con gli "oppositori" e Silvia Squadroni no, ma arriva il soccorso di Vince Civitanova e Nicolò Renzi: in Consiglio comunale servirà un altro voto, che potrebbe arrivare da Fratelli d'Italia. Francesco Micucci, capogruppo Pd: «Ora si scoprirà finalmente chi vuole mandare a casa il sindaco e chi vuole fare da stampella». Il quartetto Troiani-Mercuri-Croia-Renzi: «Noi coerenti con la coalizione nata nel 2022 e il centrodestra se si ripresenterà unito vincerà»

di Marco Pagliariccio
La mozione di sfiducia al sindaco Fabrizio Ciarapica arriverà in consiglio comunale. Servivano 10 firme, ne sono arrivate 12 e così stamattina il capogruppo Pd Francesco Micucci si è recato a Palazzo Sforza per protocollare il documento.
Documento che ovviamente porta la firma di tutto il centrosinistra, con, oltre a Micucci, Lidia Iezzi, Yuri Rosati, Mirella Paglialunga, Letizia Murri, Elisabetta Giorgini e Piero Gismondi. Firma solo Giuseppe Lepretti, ma non Silvia Squadroni, per Siamo Civitanova, ma soprattutto il soccorso “da destra” è decisamente sostanzioso: oltre all’annunciato Fausto Troiani, leader di quella Vince Civitanova contro la quale si è scagliato il sindaco cacciando prima l’assessora Roberta Belletti e poi la segretaria Claudia Giulietti, hanno apposto la loro firma anche Marino Mercuri, Piero Croia e pure Nicolò Renzi, con questi ultimi due che avevano lasciato Forza Italia per entrare in Vince Civitanova (Renzi poi, dopo 10 giorni, era sbarcato nel gruppo misto). In pratica, tutto il pacchetto di area Troiani all’interno della maggioranza.

Ovviamente fa rumore l’assenza (comunque annunciata) di Silvia Squadroni, che aveva spiegato che non avrebbe mai affiancato Vince Civitanova in alcuna iniziativa, persino nella sfiducia a Ciarapica. E così Micucci torna a pungolarla. «Ho provveduto stamattina a protocollare l’ennesima mozione di sfiducia al sindaco – annuncia Micucci – questa volta le firme sono 12, per cui finalmente andremo in aula a discutere della sfiducia a sindaco ed alla peggiore amministrazione che si ricordi. A firmarla sono gli stessi che sarebbero dovuti andare dal notaio, tranne una, a dimostrazione, ancora una volta, che il centrosinistra non ha nulla da nascondere alla città. E di certo non teme un confronto franco nelle sedi istituzionali. Sono mesi che lo chiediamo e finalmente l’opposizione, con le firme anche di membri della oramai ex maggioranza, riesce nel suo intento. Nessun inciucio, nessun patto per il futuro, solo la volontà di discutere, e possibilmente approvare, una mozione di sfiducia verso l’amministrazione Ciarapica. Non contro un singolo assessore, ma contro il sindaco e la sua intera giunta».
Con il soccorso di Vince Civitanova all’opposizione, ora Ciarapica viaggia davvero sul filo del rasoio: servono 13 voti (al netto di assenze “tattiche” in maggioranza) per approvare la mozione. Basterebbe, insomma, quello della Squadroni. Senza dimenticare, però, che Fratelli d’Italia appena ieri ha fatto sapere di non avere più fiducia in Ciarapica, con rumors che vogliono i meloniani pronti a votare l’atto in consiglio. «Prima cercavamo la decima firma, ora l’obiettivo è più alto: cercare il 13esimo voto in aula – finisce Micucci – qui si scoprirà finalmente chi vuole mandare a casa Ciarapica e chi vuole fare da stampella. Con la sensazione che oramai neanche la stampella basti più: dovrà cercare un bel girello il sindaco vannacciano Ciarapica».
Poco dopo la consegna al protocollo, anche il gruppo Vince Civitanova e l’indipendente Nicolò Renzi hanno spiegato le loro ragioni in una nota congiunta: «Per quanto ci riguarda, nel 2022 ci siamo presentati agli elettori all’interno di una ben definita coalizione di centrodestra, con un programma e un preciso progetto politico, assumendo insieme un impegno nei confronti degli elettori e della città – si legge nella nota – noi siamo rimasti coerentemente fedeli a quel mandato. È stato Ciarapica a scegliere nel corso del mandato una diversa collocazione politica, fuori dal perimetro della coalizione con cui era stato eletto e addirittura contro lo stesso centrodestra. Da qui nasce la nostra motivazione a firmare la mozione: dalla volontà di restare coerenti con il progetto politico votato dai civitanovesi nel 2022 e con il centrodestra che ha vinto le elezioni e che unito come nel 2022 le rivincerà. Ora la mozione seguirà il suo percorso in Consiglio comunale, dove ciascun consigliere si assumerà le proprie responsabilità ed è chiaro anzi lo auspichiamo che la mozione è aperta a tutti coloro che vorranno far dimettere Ciarapica con le loro autonome valutazioni. Per noi resta un principio semplice: il mandato degli elettori viene prima di qualsiasi convenienza politica».
FN nasce con l’affanno.
…speriamo che non sia una…’Firmaropoli’…mah!!! m.g.
Mentre sorridiamo sugli eventi che si succedono irrefrenabilmente, c’è uno scompiglio terribile dietro le quinte. Si viene accusati di mentire e poi si scopre che veniva ingenuamente rivelata prima, qualcosa che era già successa ma se ne era ancora all’oscuro e si pensava non fosse successa. Non c’è da meravigliarsi, basta seguire la vicenda dall’inizio e almeno un disturbo bipolare te lo becchi . Oppure qualche altro ginepraio finirà per spiegare come e perché si giungerà presto ad una soluzione che tra l’altro non è nemmeno scontata. Non basta essere uno dei detrattori di Ciarapica più pressante, la sorpresa per chiunque di loro è sempre possibile. Certo che la confusione e tanta e poi l’ultima: si è scoperto che Ciarapica non è una ballerina del Moulin Rouge ma La Vedova allegra e che presto debutterà. Mi chiedo solo con tutte le denunce che verrebbero probabilmente fuori in caso di commissariamento prefettizio se non sia il caso che la vedovella si legga Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij per scoprire che non era quel grande uomo che riteneva di essere e che si salverà dalla solitudine a cui pare già avviato se Vannaccio cambia idea, solo se comincerà a raccontarsi scavando nel profondo dei suoi anfratti più inaccessibili forse più fisicamente che moralmente. Una vera conta dei….fatti. Tanti fatti.