Accorpamenti delle scuole,
Biondi: «Confermata la correttezza
delle scelte della Regione»

SCUOLE - La consigliera regionale, che avevo seguito direttamente il percorso da assessore all’Istruzione, rivendica l'operato. Interessati i plessi di San Ginesio e Sarnano. «Non la considero una vittoria contro i Comuni che hanno presentato ricorso ma la conferma che le decisioni sono state prese sulla base dei dati»

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La consigliera regionale Chiara Biondi, ex assessore regionale all’Istruzione

«Tre sentenze distinte, tre ricorsi respinti. Il Tar Marche ha confermato la legittimità delle scelte compiute dalla Regione sul dimensionamento della rete scolastica, al termine di un percorso complesso che avevo seguito direttamente da assessore all’Istruzione».

A dirlo è Chiara Biondi, consigliere regionale di Forza Italia, commentando le pronunce del tribunale amministrativo regionale relative agli accorpamenti dell’istituto “De Magistris” di Caldarola con il “Leopardi-Frau” di Sarnano e dell’istituto comprensivo di Colmurano con l’omnicomprensivo di San Ginesio e dell’istituto “Scipione Lapi” di Apecchio con l’istituto “Mattei” di Acqualagna. In tutti e tre i giudizi il Tar ha respinto i ricorsi e i successivi motivi aggiunti, riconoscendo la correttezza dell’operato regionale.

«È un dato particolarmente significativo – ha detto Biondi – perché in una prima fase il Tar aveva chiesto alla Regione di approfondire ulteriormente alcune motivazioni, soprattutto con riferimento alle caratteristiche dei territori montani, alle condizioni orografiche e organizzative e alle esigenze delle singole comunità. La Regione non si è sottratta a quel confronto: ha svolto i riesami richiesti, ha approfondito puntualmente le diverse situazioni e, all’esito di quelle verifiche, ha confermato le proprie decisioni». Nel caso di Caldarola, a esempio, il Tar aveva espressamente disposto un riesame approfondito che tenesse conto delle condizioni organizzative, orografiche, economiche e socioculturali del territorio.

Le sentenze oggi riconoscono proprio la fondatezza di quel lavoro. Nel caso di Caldarola, il collegio afferma di «condividere l’operato della Regione Marche» e considera esaustive le motivazioni fornite a sostegno dell’accorpamento, inserito nel più generale processo di dimensionamento imposto dalla legislazione statale. Analoga valutazione viene espressa per Colmurano, dove il Tar giudica esaustive le motivazioni regionali e riconosce che la scelta dell’accorpamento con San Ginesio è stata effettuata sulla base di condizioni territoriali, logistiche e organizzative specificamente esaminate.

«Questo – ha aggiunto la consigliera regionale – è un passaggio che considero molto importante. Difendere le aree interne e montane non significa necessariamente difendere ogni singola autonomia amministrativa a prescindere dai numeri e dalle condizioni organizzative. Significa, prima di tutto, garantire che la scuola rimanga nei territori, che i plessi continuino a essere operativi e che agli studenti venga assicurata un’offerta formativa di qualità e sostenibile nel tempo».

«Il dimensionamento – ricorda Biondi – discendeva da un quadro normativo nazionale che per l’anno scolastico 2025/2026 imponeva alle Marche di arrivare a 208 autonomie scolastiche, con una riduzione di sei autonomie rispetto all’assetto precedente. Erano scelte difficili, delle quali non abbiamo mai sottovalutato l’impatto sui territori. Proprio per questo abbiamo lavorato cercando di contemperare la necessità di rispettare un obbligo imposto a livello nazionale con la tutela delle aree interne e delle comunità scolastiche. Oggi tre distinte sentenze del Tar riconoscono che quel lavoro, dopo gli approfondimenti richiesti, è stato svolto correttamente».

«Non la considero una vittoria contro i Comuni che hanno presentato ricorso – ha concluso Biondi – perché le preoccupazioni dei territori meritano sempre rispetto e ascolto. È piuttosto la conferma che la Regione ha assunto decisioni difficili con responsabilità, sulla base di dati, valutazioni tecniche e di un interesse generale che doveva necessariamente tenere insieme esigenze diverse. E credo sia giusto, oggi, riconoscerlo».

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