Presidio alla Beko,
con i lavoratori anche Elly Schlein:
«Il distretto non è sacrificabile»
FABRIANO – La protesta, promossa dai sindacati, è scaturita dal mancato rispetto degli accordi da parte dell’azienda. La segretaria dem in un post sui social: «Chiediamo al Governo di far rispettare gli impegni assunti». Presenti anche gli assessori regionali Giacomo Bugaro e Tiziano Consoli
Elly Schlein accanto al sindaco di Fabriano Daniela Ghergo al presidio del lavoratori Beko Melano (foto Uilm Ancona)
AGGIORNAMENTO 18,40 – «Beko non sta rispettando l’accordo siglato 16 mesi fa: gli investimenti non sono arrivati, la produzione è calata e la cassa integrazione è aumentata – ha scritto la segretaria del Pd Elly Schlein sul suo profilo social -. Chiediamo al Governo di far rispettare gli impegni assunti da Beko nell’accordo firmato al ministero.

Elly Schlein
Non possiamo accettare che le multinazionali facciano quello che vogliono, spremano un territorio, ricevano sostegno pubblico e poi delocalizzino e lascino a casa centinaia di persone. Se qualcuno pensa che il distretto di Fabriano sia sacrificabile, faremo muro insieme alle lavoratrici e ai lavoratori. Non possono essere loro a pagare sulla loro pelle le ristrutturazioni aziendali».
Presidio alla Beko, arriva anche Elly Schlein. A Fabriano anche la segretaria nazionale del Pd si è schierata al fianco dei lavoratori, che stamattina, al termine dell’assemblea sindacale, si sono raggruppati avanti lo stabilimento. La protesta, proclamata da Fim, Fiom e Uilm, è scaturita dal mancato rispetto degli accordi da parte dell’azienda che secondo l’ultimo piano industriale dell’aprile 2025 aveva previsto ingenti investimenti per il sito di Melano, al momento non attuati come invece i 66 esuberi.
I rappresentanti sindacali anche stamattina hanno evidenziato come a distanza di 16 mesi dalla firma al Mimit, sono stati programmati sei giorni di chiusura dello stabilimento fabrianese, dal 23 al 30 settembre, la Cig sarà utilizzata anche nel mese di settembre e questo comporterà una riduzione della capacità produttiva che si attesterà attorno al 60%.
Presenti anche i sindaci e le istituzioni del comprensorio fabrianese e limitrofo che si sono uniti nel fermo proposito di respingere il ridimensionamento industriale del Distretto dell’elettrodomestico. In prima linea Daniela Ghergo, prima cittadina di Fabriano, che già nei giorni scorsi aveva annunciato la sua adesione alla manifestazione a tutela dello stabilimento di Melano.
Tra gli altri, hanno voluto manifestare solidarietà ai lavoratori con la loro partecipazione diretta anche gli assessori regionali Giacomo Bugaro e Tiziano Consoli, i consiglieri regionali di FdI Marco Ausili, Mirella Battistoni e Chiara Biondi con l’on Antonio Baldelli, i consiglieri regionali dem Valeria Mancinelli, Maurizio Mangialardi e Antonio Mastrovincenzo.
«Abbiamo condiviso con il Ministro Urso e le altre Regioni, nella call di questa mattina, una strategia chiara per fare muro: siamo vicini ai lavoratori e vogliamo preservare gli stabilimenti e l’occupazione – è intervenuto con una nota il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli -. L’ipotesi di chiusura dello stabilimento di Cerreto è irricevibile, ferisce la dignità delle persone e la loro professionalità, insieme alla storia industriale del distretto. Serve un nuovo piano credibile e lotteremo, con il Governo, per tutelare il lavoro e l’occupazione».
«In questi anni, purtroppo, davanti ai cancelli delle fabbriche del nostro territorio mi è capitato di esserci troppe volte. – scrive la consigliera regionale Chiara Biondi – C’ero anche questa mattina, accanto ai lavoratori della Beko di Melano e alle organizzazioni sindacali. E ogni volta la sensazione è la stessa: dietro una vertenza, dietro un piano industriale, dietro parole come esuberi, cassa integrazione o investimenti, ci sono persone. Ci sono famiglie. Ci sono uomini e donne che chiedono una cosa molto semplice: poter guardare al proprio futuro con un po’ di certezza. Queste battaglie le ho sempre seguite, anche nella scorsa legislatura, perché quando viene colpito il lavoro viene colpito tutto il nostro territorio. E Fabriano, purtroppo, sa fin troppo bene cosa significa. Oggi c’è un accordo sottoscritto e ci sono impegni assunti dall’azienda. I sacrifici chiesti ai lavoratori sono stati rispettati. Adesso devono arrivare fino in fondo anche gli investimenti e le prospettive industriali promesse. Su questo bisogna essere tutti dalla stessa parte».
«E proprio per questo credo che almeno davanti al lavoro dovremmo avere la capacità di lasciare da parte polemiche, appartenenze e tentazioni di mettere una bandierina politica. La vertenza Beko non è di destra o di sinistra. È una battaglia di Fabriano e del suo territorio. Io continuerò a seguirla come ho sempre fatto: senza bisogno di rivendicare primogeniture, ma cercando di esserci quando serve. Questa mattina era importante esserci» sottolinea Biondi.
Anche i Civici Marche ritengono che «Beko deve ottemperare agli accordi sottoscritti nelle sedi istituzionali, rispettare i lavoratori e tutto il territorio: respingiamo con forza la volontà aziendale di ridimensionare il distretto del bianco. Il piano di investimenti sottoscritto dall’azienda, che doveva portare stabilità e prospettive industriali a lungo termine, è rimasto su carta mentre sono aumentare le ore di cassa integrazione e di fermo produttivo: Fabriano e la Regione Marche non ci stanno ad essere prese in giro da una multinazionale che finora non ha mostrato la benché minima volontà di collaborazione. Siamo a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori Beko e sosterremo ogni azione che la Regione metterà in campo affinché venga tutelata la dignità dei lavoratori e di tutto il territorio».


