Ospedale, maggioranza all’attacco
«Espropriare soltanto nove ettari»

MACERATA - Una mozione a firma di Silvano Iommi, Laura Laviano di Forza Italia, Marco Caldarelli per l’Udc, Alberto Tombesi di Fdi e Andrea Blarasin di Vannacci: «La procedura sta subendo rallentamenti in Provincia per la richiesta di chiarimenti sull’utilizzo dell’area extra ospedaliera»

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di Luca Patrassi

Una mozione contro l’operato dell’amministrazione comunale (Parcaroli uno e due) quella firmata da cinque consiglieri di maggioranza sulla questione degli ettari da espropriare per la realizzazione del nuovo ospedale di Macerata il cui iter amministrativo – per la gioia finanziaria, ancorchè non dichiarata, della Regione – sembra procedere a rilento.

La Provincia si sta occupando – assicurano – della Vas per poi passare la palla al Comune che a quel punto potrà procedere con l’esproprio degli ettari reputati necessari.

Laviano_FF-9

Laura Laviano

La conferenza dei capigruppo è fissata per il prossimo giovedì per stilare l’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale in calendario a settembre ma intanto è stata presentata una mozione a firma di cinque consiglieri di maggioranza (Silvano Iommi e Laura Laviano di Forza Italia, Marco Caldarelli per l’Udc, Alberto Tombesi di Fdi e Andrea Blarasin di Vannacci) che chiedono in questa fase di limitare la variante ai nove ettari indicati dai tecnici nel piano di fattibilità della Regione.

L’amministrazione comunale non commenta ma sembra assodato che voglia proseguire nel solco del percorso indicato – i 24 ettari dalla “variante Carancini” e sostenuto anche nel primo mandato Parcaroli.

Tra gli elementi che contestano i cinque consiglieri rilevano che «la procedura sta subendo rallentamenti in Provincia per la Vas appunto per la richiesta di chiarimenti sull’utilizzo dell’area extra ospedaliera, che si andrebbe a produrre un eccessivo consumo di suolo e che nelle vicinanze ci sono aree edificate da recuperare».

Andrea Blarasin_Consiglio Comunale_FF-9

Andrea Blarasin

Nella mozione si fa una lunga premessa sulla situazione legata al nuovo ospedale e si arriva alla parte dispositiva: «Limitando la variante urbanistica e il relativo vincolo preordinato all’esproprio esclusivamente all’area di circa 9 ettari, definita come necessaria dal Piano di fattibilità regionale per il nuovo presidio ospedaliero.

Rimodulare le aree del procedimento: escludere dalla procedura speciale d’urgenza i residui 14,45 ettari circa, demandando tempestivamente agli uffici tecnici il conseguente aggiornamento degli elaborati e della perimetrazione per agevolare e snellire il percorso autorizzativo.

 

Pianificazione ordinaria: ricondurre la disciplina urbanistica delle aree escluse all’alveo della pianificazione comunale ordinaria promuovendo, per le funzioni para-sanitarie, soluzioni improntate alla rigenerazione urbana, al riuso del patrimonio edilizio esistente e al contenimento del consumo di suolo agricolo. Sbloccare l’iter regionale: trasmettere sollecitamente la presente mozione di indirizzo e i conseguenti elaborati aggiornati alla Provincia di Macerata e alla Regione, al fine di superare le attuali criticità istruttorie in sede di Vas e giungere celermente all’approvazione definitiva dell’opera pubblica. Programmazione e sviluppo: indirizzare gli uffici comunali a programmare con attenzione le ricadute viabilistiche e infrastrutturali del nuovo baricentro di Sforzacosta, per farsi trovare pronti a gestire in modo efficiente le opportunità derivanti dal nuovo Puc e dall’inclusione nella Zes».


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