Civita.s, il Pd chiede il conto a Ciarapica:
«Paghino lui e la giunta
gli 80mila euro di spese legali»
CIVITANOVA - I consiglieri Lidia Iezzi e Francesco Micucci criticano la scelta del Comune che si era costituito parte civile nel procedimento alla Corte dei conti e che ha portato l'Ente a risarcire Silenzi e Corvatta: «Un obiettivo politico e giustizialista perseguito mettendo le mani nelle tasche dei cittadini»

Lidia Iezzi e Francesco Micucci
Caso Civita.S, il Pd attacca: «80mila di spese legali, Ciarapica e gli assessori paghino di tasca propria». A tanto ammontano le spese legali sostenute dal Comune per la costituzione in giudizio nella vicenda che è stata oggetto della Corte dei conti e legata alla Civita.S, la società partecipata del Comune che si occupa della riscossione dei crediti.
La vicenda è quella della mancata riscossione della Tari e Tarsu negli anni dal 2006 al 2012 nei confronti dell’Ast Macerata quando ancora era Asur. Condannati l’ex presidente Alessandro Brandoni (chiamato a risarcire per 150mila euro) e l’ex dirigente Marco Passarelli (per altri 50mila).
L’ex sindaco Tommaso Corvatta e il vice Giulio Silenzi erano stati chiamati in causa dalla Corte dei conti e poi scagionati da ogni accusa. Il Comune però si era costituito parte civile, sia nel procedimento, sia nel ricorso presentato da Brandoni in Cassazione. E per le spese legali ora il Comune deve pagare 80mila euro di fondi pubblici.
Qui si innesta l’attacco politico del Partito democratico con i consiglieri comunali Lidia Iezzi e Francesco Micucci: «C’è un aspetto scandaloso nella vicenda della Civita.s – dicono – ed è rappresentato dagli 80mila euro di spese legali tra condanne e parcelle sostenute dal Comune per incarichi ad avvocati deliberati dalla giunta Ciarapica, che si è accanita anche costituendosi in giudizio laddove era facoltativo e anche contro le evidenze processuali con l’obiettivo estremo di “azzannare” l’avversario politico che, nelle speranze del centrodestra, doveva uscire come responsabile del mancato introito della tassa rifiuti dovuta al Comune dall’ Asur. Un obiettivo politico e giustizialista perseguito mettendo le mani nelle tasche dei cittadini perché sono le loro tasse che oggi pagano gli 80mila euro di parcelle legali dovute sia alla condanna del Comune e sia agli avvocati nominati dal Comune stesso. Gli amministratori che quell’incarico lo hanno deliberato, Ciarapica, Morresi, Capponi, Carassai, Cognigni, dovrebbero essere chiamati a pagare personalmente per questo sperpero di denaro pubblico. Ci sarebbe materiale per far lavorare la Corte dei Conti visto il disinvolto uso di soldi della comunità, sottratto ai servizi sociali, alle manutenzioni stradali. Un danno erariale tanto quanto quello della tassa rifiuti non incassata, vicenda per la quale sono emerse soltanto responsabilità precise e non politiche, come era stato chiaro fin dai primi vagiti della vicenda processuale. Ma Ciarapica è andato avanti, tanto a pagare non era e non è lui. Andrebbero, tutti insieme, processati per questo uso dissennato delle risorse pubbliche di cui non hanno nessun rispetto».
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