Gargiulo è uscito dal tunnel:
«Sbalzi d’umore e pianti improvvisi,
chiedere aiuto mi ha salvato»
CIVITANOVA - Il centrale della Lube parla del disagio vissuto negli ultimi mesi: «Quando andavo in campo il mio pensiero si concentrava sulle partite e sui tifosi e riuscivo a stare bene. Quando invece rientravo a casa, senza comprenderne il motivo, avvertivo nausea e un senso di oppressione»

Giovanni Gargiulo
Ci sono momenti in cui anche chi è abituato a scendere in campo davanti a migliaia di persone deve trovare il coraggio di fermarsi. Per Giovanni Gargiulo è stato così. Il centrale della Lube Civitanova, campione del mondo con la Nazionale nel 2025, ha scelto di raccontare un periodo difficile della propria vita, fatto di disagio emotivo, sbalzi d’umore, insonnia e momenti di pianto. E soprattutto di raccontare la scelta che gli ha permesso di stare meglio: chiedere aiuto.
La Lube prosegue intanto la preparazione all’Eurosuole Forum a ranghi ridotti, aumentando gradualmente i carichi di lavoro. Tra gli atleti più motivati c’è proprio Gargiulo, che si presenta all’appuntamento con la nuova stagione con un entusiasmo ritrovato. L’atleta originario di Sorrento, protagonista in biancorosso nelle ultime due stagioni, ha deciso di rendere pubblica la propria esperienza per sensibilizzare sull’importanza di riconoscere i segnali del disagio psicologico e, soprattutto, per lanciare un messaggio a chi potrebbe trovarsi nella stessa situazione: non isolarsi e chiedere sostegno senza vergogna.

«Per prima cosa voglio ringraziare lo staff della Nazionale italiana e la Lube Volley – spiega Gargiulo – Marco Meoni e Fefè De Giorgi hanno capito la portata del mio malessere quando mi sono confidato e ho chiesto una pausa alla vigilia della seconda tappa di Vnl. Allo stesso modo, Marko Podrascanin e il club mi hanno aiutato ad affrontare questo periodo con umanità e affetto».
Il malessere, racconta Gargiulo, non è arrivato improvvisamente. Per mesi il giocatore ha cercato di convivere con qualcosa che faticava persino a comprendere. «Anche durante il campionato di Superlega ho vissuto molte giornate difficili – racconta – quando andavo in campo il mio pensiero si concentrava sulle partite e sui tifosi e riuscivo a stare bene. Quando invece rientravo a casa, senza comprenderne il motivo, mi sentivo diverso. Avvertivo sbalzi d’umore ed episodi improvvisi di pianto».

Una distinzione netta tra quello che accadeva dentro il palazzetto e ciò che succedeva una volta tornato a casa. Il campo diventava quasi una parentesi, il momento in cui riusciva a concentrarsi sul gioco e sul rapporto con i tifosi. Poi, lontano dalla pallavolo, tornavano i pensieri.
È stato necessario arrivare al momento in cui riconoscere che qualcosa non andava e parlarne con le persone vicine. «Ho capito tardi la necessità di parlarne con le persone che mi stavano vicino – dichiara – grazie all’aiuto ricevuto e a un percorso mirato sono riuscito ad affrontare la realtà. Sto migliorando anche sul fronte dell’insonnia e non avverto più quel senso di nausea e oppressione che provavo lontano dal campo, quando rimanevo solo con i miei pensieri. Invito chi si trova in una situazione simile a cercare un sostegno esterno».
La decisione di fermarsi temporaneamente con la Nazionale non è stata semplice. Gargiulo era arrivato a quel livello dopo anni di lavoro e sacrifici, ma in quel momento ha capito che c’era una priorità diversa. «La vita è una e ho compreso che dovevo rimettermi in sesto – chiarisce – ho lottato molto nella mia carriera per arrivare in un grande club come la Lube e per vestire la maglia azzurra, quindi non ho preso questa scelta a cuor leggero. Era ciò di cui avevo bisogno».

Una scelta che oggi, con il percorso intrapreso, guarda con occhi diversi. E che lo ha portato a un punto in cui può tornare a parlare di pallavolo con la leggerezza che aveva smarrito. Adesso Gargiulo guarda alla nuova stagione e al rapporto con il pubblico dell’Eurosuole Forum. «I supporter mi hanno sempre fatto sentire a casa – ricorda – quando torno all’Eurosuole Forum, la passione sportiva e la voglia di vincere mi spingono a dare tutto».
Poi un ricordo, quello di Alessio Fiore, ex compagno di squadra, che a Castellana Grotte ripeteva alla squadra di lasciare fuori dalle mura del palazzetto i problemi. Oggi Gargiulo sente di poterlo fare davvero. «Finalmente posso dire di sentirmi bene e di sognare una stagione strepitosa con la Lube».