“Fado’n’blues” sul Colle dell’Infinito
con Marco Poeta e Moni Ovadia
RECANATI - Domani sera l'evento che farà incontrare la tradizione portoghese con quella mediorientale a cura del Centro nazionale di studi leopardiani

Moni Ovadia
Il Centro nazionale di studi leopardiani promuove la rassegna “Libere assonanze: il canto del tempo”, che per l’edizione 2026 ha come direttore artistico Marco Poeta. La collaborazione, consolidata negli anni, ha portato il centro prestigiose personalità, creando occasioni di dialogo tra la poesia leopardiana e la musica.
L’edizione 2026 è articolata in tre appuntamenti: dopo il recital/concerto di Eugenio Bennato, tenutosi il 19 luglio, e lo spettacolo di Enzo Gragnaniello del 12 agosto, la rassegna giunge al suo appuntamento conclusivo domani alle 21,15 all’Orto sul Colle dell’Infinito di Recanati. Protagonisti della serata saranno lo stesso Poeta e Moni Ovadia, quest’ultimo già ospite del Centro nazionale di studi leopardiani, con la voce recitante di Giulia Poeta, per un incontro dal titolo “Fado‘n’Blues”.
Marco Poeta è considerato il padre del fado italiano e colui che ha saputo coniugare il fado con il blues; ha promosso importanti scambi culturali tra il Portogallo e l’Italia, collaborando con alcuni dei più grandi nomi del fado internazionale. Ovadia è cantante e interprete di musica etnica e popolare. Nel 1984 ha intrapreso il suo percorso di avvicinamento al teatro e ha collaborato con artisti della scena internazionale. Moni Ovadia è considerato una delle figure più prestigiose e popolari della cultura e della scena italiana. Nel corso della sua carriera ha prodotto anche numerosi dischi dedicati a musiche di ispirazione klezmer, mediorientale e greca. Giulia Poeta ha realizzato doppiaggi, audiolibri e letture teatrali, collaborando con importanti personalità del panorama teatrale e cinematografico.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. L’accesso è dall’ex convento Santo Stefano in piazzale Franco Foschi a Recanati.