«No agli stipendi accreditati
solo su conti correnti individuali»
ECONOMIA - Enzo Mengoni, presidente territoriale di Confartigianato imprese Macerata, Ascoli Piceno, Fermo: «Bene l’autonomia economica delle donne ma così aumentano costi e adempimenti»

Enzo Mengoni
«Siamo contrari all’obbligo di accreditare gli stipendi esclusivamente su conti correnti bancari individuali». E’ la posizione di Confartigianato imprese Macerata-Ascoli-Fermo, ribadita anche dall’associazione di categoria a livello nazionale durante un’audizione davanti alla commissione Finanze e tesoro del Senato sui disegni di legge in materia.
Confartigianato ha espresso parere negativo «considerando che l’introduzione dell’obbligo di accreditare lo stipendio esclusivamente su un conto corrente intestato al lavoratore comporterebbe un aggravio per molti dipendenti che oggi utilizzano regolarmente un conto cointestato. In numerosi casi sarebbero costretti ad aprire un nuovo rapporto bancario, sostenendo costi aggiuntivi e rinunciando alla possibilità di gestire liberamente le proprie risorse economiche secondo le proprie esigenze familiari e personali».
Per Confartigianato «anche per le imprese la misura presenta evidenti elementi di criticità. Le proposte di legge prevedono infatti che il datore di lavoro si accerti della corretta intestazione del conto comunicato dal dipendente. Si tratta però di una verifica che le aziende non sono concretamente in grado di svolgere, poiché le informazioni relative alla titolarità del conto corrente sono riservate e accessibili esclusivamente agli istituti bancari. Di conseguenza verrebbe attribuito ai datori di lavoro un onere che, nei fatti, non possono assolvere autonomamente».
«L’obiettivo di rafforzare l’autonomia economica delle donne e di contrastare ogni forma di violenza è pienamente condivisibile – esordisce Enzo Mengoni, presidente territoriale di Confartigianato imprese Macerata, Ascoli Piceno, Fermo –. Riteniamo però che l’obbligo di accreditare la retribuzione esclusivamente su un conto corrente individuale non rappresenti lo strumento più efficace per raggiungerlo. Al contrario, rischia di creare disagi ai lavoratori che oggi utilizzano legittimamente un conto cointestato e di trasferire sulle imprese responsabilità che non sono di loro competenza. La verifica dell’effettiva intestazione del conto, infatti, può essere svolta soltanto dagli istituti di credito. Se il Parlamento confermerà questa impostazione, sarà necessario introdurre una tutela per i datori di lavoro, prevedendo che sia sufficiente la dichiarazione del dipendente sull’intestazione del conto e sull’obbligo di comunicare eventuali variazioni, evitando così di scaricare sulle aziende oneri che non possono concretamente sostenere».
Per Confartigianato, il contrasto alla violenza economica e il rafforzamento dell’autonomia delle donne «richiedono soprattutto politiche strutturali: più occupazione femminile, sostegno all’imprenditoria, investimenti nel welfare e strumenti capaci di favorire una reale indipendenza economica, non nuovi adempimenti burocratici. Esprimiamo apprezzamento per il disegno di legge che vieta agli istituti di credito di rifiutare l’apertura di un conto corrente o di chiuderlo in presenza di un saldo attivo. Si tratta di una misura che rende più equilibrato e trasparente il rapporto tra banca e cliente e per le micro e piccole imprese rappresenta un importante supporto alla gestione dell’attività, consentendo di operare con maggiore continuità e di impostare una gestione aziendale più strutturata».