Grandinata da incubo al campo scout,
a Ussita la conta dei danni.
Coldiretti chiede lo stato di calamità (Foto/Video)
TEMPESTA DI GHIACCIO - Le immagini del campo evacuato a causa di grossi chicchi piovuti dal cielo. Danni anche alle auto. Nel Maceratese in ginocchio il settore delle coltivazioni

La grandinata a Ussita
Tende prese di mira dalla grandine, fuggi fuggi dal campo scout di Ussita per una 70ina di scout che hanno vissuto minuti di paura a causa di violenti attimi di maltempo. Le tende sono state perforate dalla forza della grandine e da chicchi da record, o quasi, grossi come delle uova. Le immagini del campo scout danno l’idea dei danni, con una intensa mitragliata di grossi chicchi che hanno costretto gli scout ad abbandonare il campo dove avevano allestito a Colorito, con le tende, per trascorre dei momenti nella natura.

Natura che ieri però è stata tutt’altro che amica seminando paura e danni con auto che sono state danneggiate con vetri spaccati e carrozzerie ammaccate. Danni anche ai tetti delle Sae.
Ora il Comune intende chiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale e l’attivazione di misure di sostegno. Per questo oggi l’ente ha avviato il monitoraggio dei danni e chiede sia ai cittadini che alle imprese di segnalare i danni subiti.

Coldiretti dopo la grandine di ieri parla di «Coltivazioni distrutte e danni fino al 90%» e chiede «lo stato di calamità». L’associazione parla di «vigneti e uliveti bombardati da chicchi di grandine grandi anche come albicocche, impianti fotovoltaici infranti, coperture divelte.

La conta dei danni iniziata questa mattina dopo l’ondata di maltempo della notte che ha colpito soprattutto le province di Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli ha subito assunto i contorni del disastro.

Auto danneggiata a Ussita
Gli uffici di zona di Coldiretti sono attivi dalle prime ore del mattino per contattare le aziende e verificare l’entità dei danni. Solo nei prossimi giorni sarà possibile tracciare un quadro più preciso ma già dal Maceratese, dove la tempesta ghiacciata aveva già colpito la settimana scorsa, il settore è in ginocchio. Anche perché in questo caso, ad avere la peggio, sono state colture pregiate come i vigneti e gli oliveti.

In provincia di Macerata il fronte, che ha fatto danni anche a Fabriano e Cerreto d’Esi, ha interessato i vigneti di Matelica e di Serrapetrona, i campi coltivati di Tolentino, Belforte, Sant’Angelo in Pontano e San Ginesio, per poi spostarsi a sud in direzione di Servigliano, Falerone, Belmonte Piceno, Monsampietro Morico, Montottone, Ortezzano, Montalto delle Marche, Ripatransone. A quel punto la violenta perturbazione è tornata verso la costa passando sopra le coltivazioni di Petritoli e sui vivai di Grottammare e San Benedetto».

Secondo Coldiretti le prime stime «parlano di danni tra il 60% e il 90% su frutteti, vigneti, oliveti e ortaggi. Per i seminativi il danno è tra il 50% e il 70%. Coldiretti Marche ha chiesto alla Regione lo stato di calamità. Danni anche alle strutture, soprattutto su impianti fotovoltaici a tetto, alle tensostrutture zootecniche nelle zone terremotate, strutture dedicate al ricovero degli animali con crolli di tetti che hanno causato il loro ferimento, animali colpiti e feriti direttamente nei pascoli».
(di Redazione Macerata)
(Foto e video del campo scout di Ussita di Tommaso Maccari)

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Nel contesto scout, la strategia migliore per proteggere un blocco di tende canadesi consiste nell’utilizzare un maxi-tarp professionale (in poliestere spalmato o PVC leggero, tipo i teli da cantiere pesanti) oppure una rete antigrandine agricola di grandi dimensioni, montata come una grande tenda da sole sopra le canadesi.
Come impostarlo: Si sfrutta una corda portante centrale (tesa robustamente tra due alberi) per fare da “colmo” e si tirano i lati verso il basso con picchetti robusti, creando una grande falda inclinata che copre tutte le canadesi sottostanti.
Il vantaggio per le canadesi: Le tende canadesi tradizionali (in cotone o misto cotone) hanno il grande pregio di essere basse, stabili e con una struttura a A rigida. Se un grande telo superiore intercetta la grandine (smorzandone la violenza) e le tende sono montate un po’ distanziate tra loro per evitare che si tocchino, l’intero blocco resiste molto bene anche a temporali violenti.
Unico accorgimento: Assicurarsi che il telo sia ben teso e inclinato, in modo che l’acqua piovana scivoli via rapidamente senza accumularsi in sacche che appesantirebbero pericolosamente la struttura.
(Akela AI)