Patto tra Lube e Unimc:
con Scienze motorie si guarda lontano.
Giulianelli: «Sfida Serie A pure nel calcio»
MACERATA - Presentato il nuovo corso. Lube Academy sarà partner strategico dell'ateneo. L'accordo prevede un investimento di 43mila euro per il primo anno, e almeno 129mila euro nel triennio. L'ad Lube: «Quando iniziammo con la pallavolo dissi che l'avremmo portata in A e ci siamo riusciti. Oggi lo dico di nuovo: dobbiamo avere l'ambizione di arrivare ai campionati professionistici». Il rettore John McCourt: «E’ un'università in fase di cambiamento e innovazione, che cerca di tradurre i bisogni del territorio in nuove opportunità di lavoro e di inclusione». VIDEO

La stretta di mano tra il rettore Unimc John McCourt e l’ad Lube Fabio Giulianelli. Sullo sfondo il direttore del dipartimento di scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo Simone Betti.
di Alessandro Vallese (Foto di Fabio Falcioni)
«Speriamo che tra qualche anno possiate essere testimoni di quello che è partito stasera e che avrà dato le fondamenta per qualcosa di davvero importante, magari una squadra di calcio del territorio che come nella pallavolo sarà in grado di raggiungere il professionismo, la Serie B e perchè no, anche la Serie A». Partiamo dalla fine, dalla chiusura del discorso con cui l’amministratore delegato del Gruppo Lube Fabio Giulianelli ha cercato di trasmettere il senso dell’intero progetto. Quello del nuovo corso di laurea triennale in Scienze motorie e sportive per l’inclusione dell’Università di Macerata è un percorso che va ben oltre l’attivazione di un nuovo indirizzo accademico. Con Lube Academy, sostenuta dal Gruppo Lube, al suo fianco come partner strategico, il corso che prenderà il via dall’anno accademico 2026/2027 nasce con l’obiettivo di formare nuove professionalità nell’ambito dello sport, del benessere e dell’inclusione. Creare un ponte tra università, territorio e mondo del lavoro. Un progetto che punta a utilizzare lo sport come strumento educativo e sociale, contribuendo al rinnovamento di un territorio che ha bisogno di attrarre, formare e trattenere giovani, offrendo loro nuove opportunità.

Il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli, il dg di Unimc Domenico Panetta, il rettore John McCourt, il direttore di dipartimento Simone Betti e l’ad Lube Fabio Giulianelli
La presentazione si è svolta a Villa Lauri, alla presenza del rettore John McCourt, del direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni culturali e del turismo Simone Betti, della presidente del corso di laurea Alessandra Fermani e dell’amministratore delegato del Gruppo Lube Fabio Giulianelli. Presenti anche il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli, gli assessori Francesca D’Alessandro, Riccardo Sacchi e Pierfrancesco Tasso, il sindaco di Treia Franco Capponi, il presidente della Lube Luciano Sileoni, al direttore sportivo della Lube Volley Marko Podrascanin e all’allenatore Giampaolo Medei. Presente anche l’ex parlamentare treiese e oggi responsabile del dipartimento nazionale energia Tullio Patassini.

Il presidente regionale Coni Fabio Luna, il rettore John Mcourt, il direttore di dipartimento Simone Betti, l’ad Lube Fabio Giulianelli e il presidente del corso in scienze motorie per l’inclusione Alessandra Fermani
Ad aprire gli interventi è stato il rettore McCourt. Sull‘iniziativa ha detto che restituisce l’immagine di «un’università in fase di cambiamento e innovazione, che cerca di tradurre i bisogni del territorio in nuove opportunità di lavoro e di inclusione». Il nuovo corso rappresenta nelle intenzioni dell’ateneo un modello di didattica aperta, interdisciplinare e internazionale, capace di mettere in dialogo le tradizionali competenze umanistiche dell’Università con le discipline motorie.

Il rettore dell’università di Macerata John McCourt
«Non stiamo semplicemente aggiungendo una casella, ma ampliando il significato di ciò che Unimc può essere», ha spiegato il rettore.
Il percorso sarà “misto” con lezioni in presenza e online per favorire anche studenti lavoratori, fuori sede e atleti impegnati nell’attività agonistica. Rimarranno invece in presenza laboratori, attività pratiche e tirocini, mentre sarà ulteriormente valorizzato il programma Dual Career, che consente agli studenti-atleti di conciliare studio universitario e carriera sportiva. Tra gli insegnamenti figurano teoria e metodologia dell’attività motoria, anatomia, fisiologia, pedagogia e psicologia dello sport, con ampio spazio alle attività sul campo e ai tirocini professionalizzanti.

Determinante per la nascita del corso è stato anche il progetto del nuovo Centro universitario sportivo. «Senza il nuovo Cus non si poteva parlare di questo corso», ha spiegato McCourt. L’intervento, da circa 11 milioni di euro, prevede una grande palestra con tribuna da 300 posti, sale polifunzionali, spazi ricreativi, una seconda palestra e campi all’aperto. Una struttura che dovrebbe essere inaugurata in autunno e che rappresenta, secondo il rettore, «l’esempio concreto di come università e Comune possano collaborare progettando insieme il futuro della città».

Il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli e il rettore Unimc John McCourt
Il nuovo percorso accademico, ha ricordato McCourt, non nasce dal nulla ma rappresenta l’evoluzione di un lavoro già avviato negli anni con i corsi dedicati alle scienze giuridiche nello sport e ai direttori sportivi, i progetti di Dual Career e iniziative come il Palio Unimc, all’insegna dello sport aperto a tutti.
Sulla stessa linea il direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo Simone Betti, che ha definito la giornata «un momento di festa arrivato in maniera tutt’altro che casuale». «Non volevamo semplicemente aggiungere un corso di laurea, ma innestare qualcosa di nuovo su radici già solide» ha spiegato, sottolineando come il progetto rappresenti «il primo passo verso qualcosa di importante» e offra alle Marche un’alternativa formativa stabile in un settore finora presidiato principalmente dall’Università di Urbino.

Il direttore del dipartimento di scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo Simone Betti
Accanto all’Università ci sarà Lube Academy. McCourt ha tenuto a precisare che non si tratta di una sponsorizzazione, ma di «una collaborazione strategica» nel pieno rispetto dell’autonomia della didattica e della ricerca. L’accordo prevede un investimento di 43mila euro per il primo anno, destinato a diventare almeno 129mila euro nel triennio, per sostenere didattica, ricerca, laboratori, seminari, convegni e attività divulgative. Sono previste inoltre borse di studio e premi per studenti meritevoli o in condizioni di svantaggio, fino a sei contributi da 3mila euro ciascuno, oltre a tirocini, stage e attività progettuali nelle strutture del Gruppo Lube e nelle realtà collegate a Lube Academy.

In platea anche il direttore sportivo della Lube Volley Marko Podrascanin
A raccogliere l’attenzione della platea è stato poi l’intervento dell’amministratore delegato del Gruppo Lube Fabio Giulianelli, che ha spiegato la filosofia alla base della Lube Academy. «Quando sentiamo di ragazzi che scivolano nel tunnel della droga o che vivono situazioni di forte disagio il primo pensiero è “Perché non prevenire”? L’Academy vuole fare questo: dare una risposta», ha esordito, raccontando come il progetto sia nato dalla convinzione che lo sport debba essere prima di tutto uno strumento educativo.

L’amministratore delegato della Lube Fabio Giulianelli
Giulianelli ha ripercorso i 36 anni di storia e successi della Lube nel volley e l’ingresso, due anni fa, nel calcio dilettantistico, esperienza che gli ha permesso di osservare da vicino alcune criticità del settore. Ha parlato del campanilismo esasperato, “addirittura tra Treia e Chiesanuova”, delle pressioni esercitate dalle famiglie sui giovani atleti e della tentazione di abbandonare gli studi inseguendo il sogno del professionismo. «Quando ci hanno dato la possibilità di aprire questa facoltà ho capito che era la strada giusta per non abbandonare i ragazzi», ha raccontato.

La sala biblioteca di Villa Lauri gremita, con il sindaco Parcaroli e gli assessori D’Alessandro, Sacchi e Tasso in prima fila
Da qui anche l’ambizione di costruire un progetto sportivo che guardi lontano. «La Lube vuole essere la squadra di tutti. Civitanova è soltanto il luogo in cui gioca. Quando iniziammo con la pallavolo dissi che l’avremmo portata in Serie A e ci siamo riusciti. Oggi lo dico di nuovo: anche nel calcio dobbiamo avere l’ambizione di arrivare ai campionati professionistici, alla Serie B o perché no alla Serie A. Quando si muove la Lube l’obiettivo deve essere importante. Non vogliamo essere antagonisti di nessuno, ma una stella polare per tutto il territorio».

L’assessore Pierfrancesco Tasso insieme al responsabile del dipartimento nazionale energia Tullio Patassini
Il passaggio più intenso è arrivato nel finale: «Non basta più delegare tutto alle istituzioni per prevenire droga e disagio. Togliere un ragazzo dalla droga vale più di cinque scudetti». Da qui l’appello conclusivo rivolto alle istituzioni, chiamate ad accompagnare un’iniziativa nella quale il Gruppo Lube ha deciso di investire in maniera significativa. «Noi ci mettiamo le risorse, ma abbiamo bisogno anche del loro aiuto», ha concluso Giulianelli.


Il presidente della Lube Luciano Sileoni e il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli

Il direttore sportivo della Lube Volley Marko Podrascanin

Il presidente del Coni Marche Fabio Luna

Il vicesindaco di Macerata Francesca D’Alessandro e il direttore generale di Unimc Domenico Panetta

La presidente del corso in scienze motorie per l’inclusione Alessandra Fermani
…io punterei anche alla Coppa del Mondo…non si sa mai…m.g. gv
Bei tempi quando d’estate c’erano quelle villeggiature lunghe lunghe.
Possiamo crederci. Fabio Giulianelli è uno che le promesse le mantiene!
Ode al Risveglio
O anima mia, inchiodata alla croce del tempo,
solleva lo sguardo oltre le mura di questa Macerata di fango e di rumore.
Tu non sei di qui.
Mai lo fosti. Il tuo nome è scritto nel Libro della Vita,
non negli atti di un comune terreno.
Tu appartieni al Regno che non ha confini di pietra,
dove la luce non è creata ma è ciò che crea.
Dimentica il veleno dolce che promette oblio:
la droga è soltanto il grido distorto di chi ha perso
la memoria della propria filiazione divina.
Chi sa di essere figlio della Luce
non ha bisogno di appannare lo specchio dell’essere
per sopportare l’esilio.
Siamo qui come in un sogno fitto,
in una realtà che simula se stessa,
passanti leggeri che lasciano impronte destinate a dissolversi.
Ogni cosa che vediamo è velo,
ogni desiderio che ci afferra è catena di fumo.
Ma dentro, intatta, arde la scintilla increata.
Riappropriati di essa.
Non con violenza, non con sforzo eroico,
ma con quell’attenzione nuda e immobile
che è già preghiera, già grazia, già ritorno.
Allora camminerai tra gli uomini
senza più essere dei loro.
Le loro paure non ti toccheranno,
perché tu avrai visto il volto del Padre
al di là di ogni maschera di questo mondo.
Non temerai più la notte,
né la solitudine, né la morte,
perché saprai di essere già morta
a ciò che muore,
e già viva
di quella Vita che nessuna sostanza può dare
né togliere.
Sii dunque straniera trasparente,
ospite senza bagaglio,
specchio senza immagine propria.
Così, ogni gesto quotidiano
diverrà atto di fedeltà al Regno,
e la tua semplice presenza
ricorderà agli addormentati
che esiste un risveglio
più sobrio dell’alba
e più inebriante di ogni vino terreno.