La cena dei “Cinquantottini”:
diplomati quando Pelè
vinceva il Mondiale
MACERATA - Era il 1958 e loro finivano gli studi allo Scientifico. Da trent'anni si ritrovano quasi ogni anno. Seduti tra i banchi, in cattedra avevano storici prof

I Cinquattottini
Erano i tempi di Pelè e del primo Mondiale vinto dal Brasile e ancora oggi, ai tempi di Messi e Haaland – di questi giorni calcio tema caldo – gli ex compagni di scuola continuano a ritrovarsi. Sono gli ex ragazzi del liceo Scientifico di Macerata che amano chiamarsi “Cinquattottini”, perché è il quell’anno, il 1958 quello del primo mondiale vinto dai verdeoro, che si erano diplomati. Da oltre trent’anni quei compagni si ritrovano.
L’hanno fatto anche sabato a Civitanova. Il gruppo dei Cinquantottini ogni anno viene convocato da Rampichini e Gaetani, ogni anno sono gli artefici e coordinatori della convocazione dei partecipanti, quest’anno dieci, erano in passato 25. E che professori hanno avuto. Gli ex studenti ne fanno un elenco, parlando e ricordandoli uno per uno.
«Durante il pasto si parla sempre del più e del meno – scrivono gli ex studenti -, ma alla fine del pasto i ricordi vanno sempre ai nostri professori, che abbiamo avuto la fortuna di avere. Il liceo Scientifico “G. Galilei” di Macerata che frequentammo non era un semplice edificio scolastico, ma il “Palazzo degli Studi”, un palazzo di grande prestigio. Fu fondato in quel lontano 1923 ed unico nelle Marche e finito di costruire nel 1931 in stile neoclassico –eclettico. Ed unici erano non solo i professori ma anche gli studenti in quel periodo che lo frequentammo, dal 1952 al 1958. Chi erano i presidi: Nazzareno Cioppettini, per due anni, che insegnava anche italiano e latino alle prime due classi del liceo, nativo di Montecosaro, capitano degli Alpini durante la Grande Guerra, l’inventore del “currenti calamo” nel compito in classe di latino, cioè traduzione all’impronta; Antonio Tasso, nato a Curzola in Dalmazia, professore di italiano e latino e profondo conoscitore della storia dei Balcani. Abbiamo, poi passato in rassegna il collegio dei professori di quegli anni, dei veri “colossi”: i professori Mammana (matematica e fisica), scelto dal Ministero dell’Istruzione a far parte del comitato di professori che stilavano i problemi di matematica per gli esami di Stato; Murri (matematica e fisica) esperto di astronomia; la Perticaroli (tedesco) che, in classe, non voleva sentire una mosca volare; Zazzeretta (italiano e latino) latinista di fama; la camerinese Berti Sabieti (italiano e latino) straordinaria poetessa contemporanea, Parrino (italiano e latino) il massimo conoscitore del dialetto fermo-maceratese, Machella (storia e filosofia), Massetani (disegno) ma anche apprezzato pittore; Budini (storia e filosofia) uno dei massimi filosofi esistenzialisti italiani; Froldi (storia e filosofia), la Mattucci (scienze e chimica), De Filippo (storia), Felici (disegno) detto Cimasa, la Rosa (matematica), la Fantoni (tedesco e inglese); il grande e conosciutissimo Natalini (ginnastica); la Tasso Marcocchia (ginnastica); Don Mario Rosati (religione) sempre sorridente, Don Ferroni (religione), e poi Azzari segretaria eccetera. Anche gli operatori scolastici erano in gamba: Andreanelli, Agostinelli e Teresa».