«Manifestazione fascista a Sarnano,
da chi è stata autorizzata?
E’ un fatto vergognoso e inaccettabile»
ADUNATA - Al cimitero comunale è stata organizzata una cerimonia per ricordare la "Strage di Sarnano". Presente il consigliere comunale di maggioranza Alessandro Bruschi. Angelo Sciapichetti, segretario provinciale del Pd: «Speravamo che scene dell'orrore con tanto di scritte tipo "camerati" e canzoni del ventennio che testimoniano il ritorno dell'estrema destra, appartenessero al passato. Il sindaco chiarisca»

Alessandro Bruschi alla cerimonia
«Se non ci fosse stato il video, avremmo fatto davvero fatica a credere a quanto accaduto a Sarnano il 21 giugno. Speravamo che scene dell’orrore con tanto di scritte tipo “camerati” e canzoni del ventennio che testimoniano il ritorno dell’estrema destra, appartenessero al passato o si potessero vedere organizzate altrove, non in una terra dai valori profondamente democratici come la nostra», così il segretario provinciale del Pd Angelo Sciapichetti. La questione riguarda il raduno a cui ha partecipato anche il consigliere di maggioranza di Sarnano, Alessandro Bruschi, organizzato dalla Rsi al cimitero comunale. Si tratta di una cerimonia per la commemorazione della 82esima “Strage di Sarnano”. Organizzata da Continuità ideale Rsi, Aries nazionale, Direzione rivoluzione, Associazione nazionale famiglie caduti e dispersi Repubblica sociale italiana. Si sono sentiti termini come camerati, canzoni del Ventennio, e Bruschi ha detto: «E’ un grande onore stare qua. Come rappresentante del Comune, tesserato Casa Pound, vorrei anche ringraziare i sarnanesi presenti, non sono moltissimi, ma spero che questi anni che sto lassù in Comune di riuscire a portarmene un po’ di più a questo evento».

Angelo Sciapichetti
«Il ripetersi con troppa frequenza qua e là di scene simili significa che non possiamo e non dobbiamo abbassare la guardia – dice Sciapichetti – perchè la nostra Costituzione fondata su valori antifascisti deve essere difesa quotidianamente e pertanto ogni tentativo di minimizzare o peggio, giustificare gesti che richiamano il fascismo non può essere tollerato. Quanto accaduto a Sarnano – prosegue l’esponente del Pd – è inaccettabile e vergognoso, come inaccettabile è il fatto che sulla manifestazione fascista, invece di essere condannata da tutte le forze politiche democratiche, a destra si faccia finta di non vedere e di non sentire facendo passare totalmente il tutto sotto silenzio. Il Pd della provincia di Macerata condanna con forza l’adunata fascista e non intende per niente minimizzare, condivide totalmente, facendole proprie, la lettera inviata al prefetto di Macerata e l’interrogazione presentata in Consiglio comunale dai consiglieri di minoranza Sabina Ascenzi, Federico Dari, e Giacomo Piergentili della lista “Insieme per Sarnano”. Nonostante siano già passati diversi giorni, il sindaco è rimasto totalmente muto soprattutto rispetto alla presenza del consigliere comunale Bruschi; lo invitiamo pertanto a far sentire la propria voce per condannare e prendere ufficialmente le distanze dall’accaduto perchè una cosa è certa: il fascismo è morto, ma i fascisti ci sono ancora e per questo vanno combattuti con la forza della democrazia. Il sindaco inoltre deve chiarire se corrisponde a verità il fatto che lo stesso Bruschi abbia sostenuto in quella infausta occasione di rappresentare il Comune. Se così fosse, da chi è stato autorizzato? E inoltre, la commemorazione organizzata da fantomatiche sigle che si richiamano alla repubblica sociale italiana è stata autorizzata? Se sì, quando e da chi?».
Il fascismo non è morto, è nascosto qua e là, anche nelle istituzioni, forte del fatto che pochi ricordano la storia di pochi decenni fa. Sarnano ne è un piccolo esempio.
Secondo l’orientamento consolidato della Cassazione, il carattere commemorativo di un evento non è un “salvacondotto” assoluto che rende lecito qualsiasi atto compiuto durante il suo svolgimento. La discriminante fondamentale, come ribadito anche dalla recente giurisprudenza, è la finalità dell’azione.
• Il superamento del limite commemorativo: Quando il promotore o un partecipante istituzionale – nel caso specifico, un consigliere comunale che dichiara esplicitamente di agire in quanto “rappresentante del Comune” – utilizza lo spazio della commemorazione per lanciare appelli politici, rivendicare l’appartenenza a formazioni di estrema destra (Casa Pound) e manifestare l’intento di ampliare il bacino di adesioni a simili eventi futuri, la natura puramente commemorativa dell’atto viene meno.
• L’elemento del proselitismo: L’espressione “spero che questi anni che sto lassù in Comune di riuscire a portarmene un po’ di più a questo evento”, a parte l’italiano assai zoppicante, esplicita un obiettivo che va oltre il ricordo dei caduti: la propaganda politica attiva. L’uso della carica pubblica per invitare i cittadini a partecipare a una manifestazione intrisa di simboli e terminologia fascista configura una condotta che appare funzionale alla diffusione dell’ideologia del disciolto partito fascista.