«Parcaroli non conosce la politica,
lascia tutto in mano a due non maceratesi
che agiscono per interessi personali»

MACERATA - L'affondo di Roberto Cherubini (Movimento 5 Stelle) sul duo leghista Buldorini-Lucentini: «Negli ultimi 35 anni la città è stata amministrata con alterne fortune, ma è sempre stato evidente che le decisioni venivano prese da persone che, nella grande maggioranza, avevano a cuore la città. Stavolta l’aria che si respira è diversa: la politica cittadina è nelle mani di due persone che per loro tornaconto sarebbero disposte a sacrificare tutto»

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Roberto Cherubini

«Negli ultimi 35 anni Macerata è stata amministrata con alterne fortune, ma è sempre stato evidente che le decisioni venivano prese da persone che, nella grande maggioranza, avevano a cuore la città. Ma stavolta l’aria che si respira è diversa». È la riflessione di Roberto Cherubini, leader del Movimento 5 Stelle cittadino dopo la situazione di stallo che si è venuta a creare con la mancata elezione a presidente del Consiglio di Francesco Luciani a causa di defezioni e franchi tiratori in seno alla maggioranza.

«Sono nato e cresciuto a Macerata e la passione per la storia di questa città mi ha portato negli anni a realizzare diverse iniziative per i maceratesi – sottolinea Cherubini  – errori urbanistici, ambientali, strategici non sono mancati, anch’io, negli anni, ho segnalato scelte di visione discutibili, ma chi perseguiva solo il proprio tornaconto è sempre rimasto una minoranza marginale. Mi vengono in mente un paio di personaggi: un presidente di commissione che si adoperava per far passare provvedimenti “amici” e un assessore che accettava incarichi ben remunerati da chi aveva tratto vantaggio dal suo operato. Mi fermo qui. Ma oggi, dopo che i maceratesi hanno scelto democraticamente di riconfermare la fiducia a Sandro Parcaroli, l’aria che si respira è diversa».

Buldorini_Lucentini_Elezione_Presidente Consiglio_FF-10

I vertici Lega a Macerata: l’appignanese Luca Buldorini e il veregrense Mauro Lucentini

 

Non è la passione per la città a guidare le scelte, secondo il pentastellato, che ha lasciato il suo posto, nonostante fosse stato rieletto, ad Alice Verdicchio in segno di rottura e rinnovamento con il recente passato. «C’è l’influenza di un paio di persone, non maceratesi, che condizionano il sindaco al punto da compromettere equilibri politici importanti – alza il tiro Cherubini, e il riferimento al duo leghista Buldorini-Lucentini è evidentesono figure marginali nella vita reale, chi vive di politica, chi vive di altro, ma che pesano enormemente nelle dinamiche di potere. Questo accade, credo, perché il sindaco, persona che conosco e che considero umanamente apprezzabile, non ha alcun controllo sulle dinamiche politiche cittadine, semplicemente perché non conosce la città. Governare bene richiede di conoscerne le sfaccettature culturali, urbanistiche, sociali, e di prendere decisioni fondate su quella conoscenza. La sua ormai nota risposta alla domanda “Cosa ha fatto e cosa farà per Macerata?” “Ho pijato e pijerò li sordi” è la battuta di chi non ha argomenti, non quella del sindaco di un capoluogo di provincia. È proprio questa debolezza a lasciare spazio a figure di secondo piano, che finiscono per scrivere la linea politica al posto di persone serie e preparate, sacrificate agli interessi di partito. Pochi anni fa sarebbe stato difficile immaginare Macerata amministrata da una forza politica percepita come escludente, che, con il sostegno di chi si propone come interprete della fede, raccoglie consensi sorprendenti. Fa fatica, chi crede che la spiritualità sia una questione privata, a vedere gesti religiosi trasformati in strumenti di propaganda. So già che a queste righe seguiranno le solite polemiche sui banchi a rotelle di qualche leone da tastiera ignorante, che chi è informato sa essere stati ordinati nel post-Covid dai dirigenti scolastici, ma sono altrettanto certo che molti, di ogni orientamento politico, si interrogheranno su come Macerata sia arrivata a questo punto».

Lega_Consiglio Comunale_FF-13

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In politica non servono tifoserie, conclude Cherubini, «ma persone serie che perseguano il bene comune. Ce ne sono tante tra gli attuali eletti, che ho avuto la fortuna di conoscere nel mio percorso consiliare, ma oggi contano zero, perché la politica cittadina è nelle mani di due persone che, per interessi personali, sarebbero disposte a sacrificare tutto. L’episodio più chiaro di come si sia tentato di avvantaggiare interessi privati a spese dei cittadini risale a tre anni fa, quando si è corso il rischio di cedere i proventi del cimitero cittadino a soggetti vicini a chi gestisce queste dinamiche. Furono alcuni consiglieri, di maggioranza e di minoranza, ad accorgersi della manovra e a bloccare la delibera che avrebbe raddoppiato le tariffe per i maceratesi, generando ingenti guadagni per privati».

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