Non vede la sbarra all’ingresso del porto
e la centra in pieno: ferito
CIVITANOVA - E' successo intorno alle 9,30: lo scooterista è finito al pronto soccorso

Lo scooter a terra e l’intervento dell’ambulanza
Non si è accorto che all’ingresso della banchina del molo sud del porto di Civitanova c’è una sbarra ad impedire l’accesso indiscriminato. E così un giovane alla guida di uno scooterone, stamattina intorno alle 9,30, l’ha centrata in pieno.
Il ragazzo è caduto rovinosamente a terra e, nonostante indossasse il casco, è rimasto ferito nell’impatto. Sul posto è intervenuta l’ambulanza della Croce Verde di Civitanova, che ha provveduto a trasportarlo al pronto soccorso dell’ospedale. Le sue condizioni non sembrano comunque preoccupanti.
(Foto di Alessandro Panichelli)
La Scienza ci darà scooteroni col lettore di codici a sbarre? Speriamo.
Ha fatto come FANTOZZI, ah ah ah.
tutta colpa dell’intelligenza artificiale,naorda se diceva cesinti cerqua!!
La ricerca si sta muovendo verso soluzioni che potrebbero, in futuro, ridurre questi eventi:
V2X (Vehicle-to-Everything): Questa è la tecnologia più promettente. Prevede che l’infrastruttura (in questo caso, la sbarra del porto) comunichi direttamente con i veicoli vicini. Se la sbarra trasmettesse un segnale digitale di “chiuso” e lo scooter fosse dotato di un ricevitore, il veicolo potrebbe avvisare il conducente o intervenire limitando la velocità, a prescindere dal fatto che il guidatore “veda” o meno l’ostacolo.
Visione artificiale avanzata: Sono in fase di test telecamere stereoscopiche e sistemi basati su intelligenza artificiale capaci di riconoscere oggetti di varia forma (non solo veicoli), in grado di classificare il rischio di collisione. L’integrazione di questi sistemi richiede però una potenza di calcolo e una precisione elevata che, per motivi di costo e ingombro, sono ancora difficili da implementare su scooter di piccola o media cilindrata.
Conclusione
Al momento, non esiste uno scooter in grado di evitare autonomamente una sbarra con una manovra di frenata d’emergenza automatica. La sicurezza resta affidata esclusivamente all’attenzione del conducente.
In futuro, è probabile che la soluzione non arriverà dal singolo mezzo, ma dalla connettività (Smart City): saranno i segnali inviati dall’infrastruttura (sbarre, semafori, cartelli intelligenti) a “dialogare” con i display dei caschi o dei cruscotti dei veicoli, avvisando tempestivamente il motociclista del pericolo imminente.
(Gemini AI)
Ma che hanno sti ragazzi di oggi….