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La bellezza dell’imperfezione
sul palco del Politeama

TOLENTINO - Serata promossa dalla Consulta delle donne con la Commissione consiliare Pari opportunità: testimonianze, filosofia e psicologia per raccontare fragilità, rinascita e il valore delle “crepe” che diventano forza

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Sul palco del Politeama Moschini le testimonianze di chi ha saputo trasformare un limite in un nuovo punto di partenza. Questi i temi al centro dell’evento “La bellezza dell’imperfezione”, un appuntamento promosso dalla Consulta delle donne in collaborazione con la Commissione consiliare Pari opportunità e con il patrocinio del Comune e della Commissione Pari opportunità Marche. Una serata nata con un obiettivo preciso: celebrare la forza di chi ha saputo trasformare un limite in un nuovo punto di partenza, dimostrando attraverso testimonianze autentiche che l’imperfezione non rappresenta mai l’ultima parola.

L’incontro si è trasformato in un vero e proprio viaggio tra filosofia, esperienze di vita e psicologia, attorno a una domanda tanto semplice quanto profonda: cosa succede quando qualcosa dentro di noi si rompe? E cosa rappresenta quella “crepa”? Il filo conduttore è stato il valore della fragilità come elemento che rende ogni persona unica e preziosa. Ferite, paure, malattie e momenti difficili non sono stati raccontati come segni di debolezza, ma come possibilità di rinascita. Al cuore della serata, l’arte giapponese del Kintsugi ha fatto da simbolo conduttore: proprio come i ceramisti giapponesi ricompongono gli oggetti rotti valorizzando le fratture con l’oro, invece di nasconderle, così le ferite della vita possono trasformarsi in punti di forza e in bellezza autentica. Una visione che ha attraversato ogni intervento della serata, trovando risonanza nelle voci dei relatori e nel silenzio emozionato del pubblico.

Ad aprire la serata è stata Solidea Vitali, presidente della Consulta delle Donne. Hanno portato i propri saluti il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi, il sottosegretario alla Giunta regionale delle Marche Silvia Luconi, la presidente della Commissione pari opportunità Marche Roberta Leri e l’assessore alle Politiche sociali Benedetta Lancioni. Di grande spessore e coinvolgimento anche gli interventi dei relatori: il filosofo e saggista Roberto Mancini, l’attrice non vedente di Ancona Stefania Terrè, Gaya rappresentante degli stomizzati al Parlamento europeo e portatrice di stomia di Imperfettaproject, Cristina Falappa e Desiré Ombrosi, mamma donatrice e figlia trapiantata di rene, oltre alla psicologa Chiara Maria Leone. Ad arricchire ulteriormente l’evento le esibizioni del Liceo coreutico dell’Istituto Filelfo e la partecipazione di Barbara Salcocci.

«La bellezza dell’imperfezione ha lasciato nel pubblico un messaggio forte e universale: la vera perfezione risiede proprio nelle cicatrici, nelle “crepe” e nella capacità di rialzarsi. – ha evidenziato Solidea Vitali -. Ogni ferita può diventare una feritoia da cui entra nuova luce, ogni frammento ricomposto una testimonianza di resilienza, coraggio e rinascita. L’augurio è che l’evento possa essere di ispirazione a tutte quelle persone che hanno necessità di approcciare alle fragilità in maniera diversa e valorizzare le proprie “crepe”». «E’ stata una serata ricca di relazioni, riflessioni ed emozioni. Siamo onorati di aver collaborato con la Consulta delle donne e ci auguriamo che sia la prima di numerose altre azioni» – ha aggiunto Benedetta Lancioni.


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