Sequestrate a largo di Cipro le barche
della Flotilla con gli attivisti marchigiani:
corteo di solidarietà ad Ancona
PROTESTA - Lo organizza alle 16 in piazza del Crocifisso il Coordinamento Marche per la Palestina. I partecipanti proseguiranno lungo via Marconi, passando davanti alla statua di Traiano dove da ieri sera è indetto un presidio permanente fino a domenica

La partenza della Flotilla dal porto di Ancona a marzo (foto Fb Coordinamento Marche per la Palestina)
Allerta massima dopo l’abbordaggio e il sequestro degli attivisti e delle attiviste della Gsf avvenuto questa mattina in acque internazionali a largo di Cipro da parte della marina dell’esercito israeliano. «Prelevati dalle loro imbarcazioni con le mani in alto, sono stati prima caricati su gommoni con a bordo una ventina di soldati per poi essere trasferiti nella nave-prigione. Purtroppo, in attesa di informazioni più certe e dettagliate, non sappiamo ancora dove verranno portati. Anche gli attivisti marchigiani – Marco, Vittorio e Maurizio – sono stati sequestrati insieme al loro equipaggio. Le barche invece che sono rimaste, stanno cercando di ripiegare su Cipro. Questo ennesimo sopruso e abuso di potere avviene in pieno giorno, in acque internazionali, dove libere cittadine e cittadini sono stati sequestrati» fa sapere il coordinamento Marche per la Palestina che ha indetto una manifestazione per oggi pomeriggio alle 16 in piazza del Crocifisso ad Ancona.
«Un corteo in solidarietà verso i nostri compagni e di tutti gli attivisti che sono in mano all’Iof. – fanno sapere gli organizzatori – Il corteo proseguirà lungo via Marconi, passando davanti alla statua di Traiano (a fianco della Banca d’Italia) dove da ieri sera è indetto un presidio permanente fino a domenica prossima. Il corteo di oggi invece, proseguirà verso l’autorità portuale passando sotto al palazzo della Rai. Si invita tutta la cittadinanza a partecipare alle mobilitazioni organizzate in questi giorni in sostegno della Flotilla e sempre a fianco del popolo palestinese e contro il genocidio perpetrato da anni dallo stato di Israele. Blocchiamo tutto!» conclude il comunicato del Coordinamento Marche per la Palestina.
(redazione Cronache Ancona)
Tre marchigiani verso Gaza: riparte la missione della Flotilla: sit-in al porto con gli attivisti
Prima vennero a prendere i palestinesi ma loro non protestarono Poi vennero e portarono via i comunisti e neanche allora protestarono Presero anche chi portava aiuti ma loro niente Tutta gente che non gli era simpatica Infine vennero e presero loro,gli stupidi,e si accorsero solo allora che non c’era più più nessuno a protestare per poterli salvare.Semi cit.Facile sparare stupidate quando stai con il posteriore al caldo mentre altri corrono rischi per l’inezia della politica e l’indifferenza delle masse ignoranti.
Sarò un cretino insensibile ma a me la flotilla ricorda “Mi Faccio la barca”, film di Sergio Corbucci del 1980.
Per il sig. Poloni. Voleva dire “l’inerzia”, vero?
Se volessero realmente aiutare la gente di Gaza si rivolgerebbero a quei canali umanitari a cui è permesso di portare gli aiuti umanitari. Andarci, inalberando le bandiere dei nemici palestinesi di Israele con la convinzione che Israele è satana, mentre Gaza è dio è solo una opinione ideologica e politica di parte. Se gli Israeliani li hanno fermati al di fuori delle loro acque territoriali è per evitare di mitragliarli qualora fossero entrati nella acque territoriali di Israele. Certo, morire da martiri è una fine alla pari di quelli che sono saltati sulla bomba che stavano preparando. Pensano che dopo il martirio dei “flottilleros” il governo italiano muoverebbe guerra ad Israele? Non sarebbe invece – questa – l’occasione criminale di scatenare una sommossa nelle piazze per portare ancora più confusione nella società, per poi avere l’occasione di instaurare un regime “forte” atto a contenere la rabbia contro l’intera casta partitica inetta, perché gestita da “apprendisti stregoni”, servi tutti dell’Alta Finanza, che non sa più come contenere e gestire la protesta di una società sempre più proletaria e senza un domani?