Alla scoperta delle antiche vie d’acqua:
brilla la nuova Fonte Agliana (Foto)
MACERATA - In centinaia ieri pomeriggio hanno partecipato al tour di riscoperta dei monumenti recentemente recuperati, che ha coinvolto anche il Pozzo del Mercato. A fare da cicerone l'assessore uscente Silvano Iommi: «Si potrà creare un percorso nelle campagne circostanti a servizio dei cittadini e dei turisti»

Fonte Agliana
di Marco Ribechi
Recupero fonti storiche di Macerata, oltre cento persone al tour per riscoprire Fonte Agliana e Pozzo del Mercato. In una domenica baciata dal sole, l’ultima prima della tornata elettorale che deciderà il futuro sindaco del capoluogo, c’è chi ha scelto il percorso storico al posto delle altre offerte cittadine.

L’assessore all’urbanistica e candidato consigliere di Forza Italia Silvano Iommi
Con una piazza dedicata ai bambini e corso Cairoli ai fiori (con anche una filodiffusione) circa cento cittadini hanno preferito seguire l’assessore uscente e candidato consigliere in quota Forza Italia Silvano Iommi in un tour speciale, per ripercorrere le antiche radici maceratesi che affondano direttamente nelle fonti d’acqua della città. «Un patrimonio da salvare e valorizzare, indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni che si succederanno alla guida della città – spiega lo stesso Iommi – la storia di Macerata è una storia d’acqua, anche se la città non è attraversata da un fiume. Acqua significa anche ricchezza perché ha permesso la policultura e l’allevamento, quindi un’economia florida nei secoli».

Il tour, che ha avuto un afflusso maggiore alle aspettative, è partito dal parcheggio del palazzetto dello sport di Fontescodella da dove è possibile raggiungere a piedi il primo monumento, Fonte Santa Maria Maddalena, passando per la nuova strada ciclopedonale di recente costruzione che sarà ultimata nei prossimi mesi. A dare il via alla trattazione un articolo del compianto Gianfranco Liuti del 2013 apparso su Cronache Maceratesi (leggi l’articolo) che è servito da falsariga per i racconti proposti dalla compagnia di teatro Ctr. Proprio nella prima fonte Piergiorgio Pietroni e Fulvia Zampa, con Gabriele Censi al suono, hanno esordito con la poesia di D’Annunzio “Acqua” che appunto celebra questo elemento così vitale e spesso abusato dall’uomo.

Fonte Santa Maria Maddalena
Durante la giornata citati anche molti celebri maceratesi come Libero Paci, Mario Affede, Urbano Riganelli, Gabor Bonifazi e Luigi Bartolini, tutti personaggi che hanno approcciato il tema delle fonti da un punto di vista letterario, artistico, architettonico o storico, raccontando anche di quella società in cui le lavandaie si ritrovano alla fonte per ciarlare e lavare i panni. Un’immagine che sembra sepolta nella memoria ma che, in realtà, persisteva fino a meno di un secolo fa, e quindi presente ancora negli occhi delle persone più avanti con l’età. In quegli anni le fonti erano delle vere e proprie piazze dove le persone si recavano per incontrarsi, conoscersi, chiacchierare, fare le faccende oppure semplicemente per prendere un po’ di fresco durante le calure estive. In tutti i luoghi attraversati dal tour, e interessati da importanti opere di recupero e restauro, questa vocazione è ben visibile soprattutto grazie alle tante verande e sedute recuperate dalle opere.

Pozzo del Mercato
Se Fonte Santa Maria Maddalena è ormai già ultimata, tanto che già nella passata estate vi si sono tenuti anche spettacoli teatrali all’aperto, meno conosciuta è Fonte Pozzo del Mercato, seconda tappa della visita, di cui si è interessato l’architetto Tiziano Raponi. La Fonte si trova all’inizio delle campagne che scendono da corso Cairoli e i suoi lavori di restauro dovrebbero terminare entro l’estate. «Fa parte delle quaranta fonti entro il perimetro cittadino – spiega Iommi ai visitatori – che diventano oltre cento se si considerano i primi cinque chilometri attorno Macerata. Le fonti storiche la riportano per la prima volta nel 1268, quindi possiamo ben ipotizzare che abbia almeno cento anni in più, arriviamo a circa mille anni fa».

La fonte, a causa dell’incuria passata e delle frane che si sono succedute, ha ormai perso la sua forma originaria ma la parte più antica è ancora ben visibile. Oltre a questa è stata ricreata anche una tettoia laterale che riporta sul pavimento le tracce delle vecchie vasche novecentesche. «E’ una fonte priva di bottoncino di carico – spiega l’assessore – il che significa che l’acqua sgorga direttamente, senza accumulo. I lavori principali sono ormai ultimati, mancano le decorazioni che saranno inserite a breve. Questo luogo sarà funzionale a corso Cairoli e da qui partirà anche un nuovo parco adiacente, un polmone verde per il centro».

Dalle adiacenze dello Sferisterio il gruppo ha poi raggiunto Fonte Agliana, a ridosso di viale Leopardi. I lavori qui sono stati notevoli e ora quasi ultimati, manca il verde e alcuni dettagli che però non ne impediscono la fruizione. La stessa fonte era sepolta sotto un cumulo di terra quindi, oltre al restauro, è stato necessario un consolidamento del terreno. «Per questa opera totalmente recuperata devo ringraziare il lavoro dell’architetto Tobia Oresti e della funzionaria della Soprintendenza Rossella Bellesi. Fonte Agliana fa parte di quelli che definiamo teatri paesaggistici – spiega l’assessore – l’idea è collegarla a viale Leopardi tramite il percorso della Mattonata. Nel mezzo del canneto c’è anche una fonte d’acqua naturale e più a valle un altro laghetto. Se si vorrà proseguire con questa visione della città tutti questi luoghi fuori dalle mura potranno essere inseriti in dei percorsi rurali adiacenti al centro, per offrire delle passeggiate nel verde e nella natura senza per forza dover andare all’Abbadia di Fiastra».

La targa che racconta la storia di Fonte Agliana
Per l’occasione è stata scoperta anche una targa informativa che in italiano e in inglese illustra la storia del luogo, non del tutto certa a partire dal suo nome che dovrebbe richiamare la parola greca sole. Nel ‘400 infatti si parlava anche di fonte solis, rio solis e di solagna, sempre collegati a questo luogo. Questa fonte in particolare è molto prolifica e riesce a convogliare fino a 25mila litri di acqua al giorno. La sfida sarà quella di non renderla solamente un luogo museale ma anche di darle la funziona storica per cui è stata costruita e quindi utilizzare la sua acqua per l’irrigazione delle strutture pubbliche. La storia delle fonti è anche raccolta in un libro del 2018 ad opera dello stesso Silvano Iommi, Mariella Trosce e Gianfranco Pasquali che censisce e descrive la presenza di circa 100 fontanili storici, ancora funzionanti, distribuiti in tutto il territorio comunale, con una concentrazione particolare di quelli monumentali nella fascia periurbana. La piacevole passeggiata si è conclusa con una merenda a base di porchetta e vino, un primo modo per riportare la convivialità in un luogo che nei secoli ha sempre partecipato alla vita di Macerata.

Piergiorgio Pietroni e Fulvia Zampa del CTR a Fonte Santa Maria Maddalena

Gabriele Censi del Ctr

Pozzo del Mercato


Bravo, Silvano Iommi. Una perfetta sinergia tra arti e bellezze architettoniche e storico-sociali.