I 50 anni insieme di Rosanna e Giancarlo
nel segno della Divina Pastora
TOLENTINO - Celebrate le nozze d'oro di Rosanna Paparoni e Giancarlo Pettinari nella chiesa dove si sono sposati. Hanno sempre vissuto a pochi passi da lì. Lui, andato in pensione, ne è diventato il diacono

Rosanna e Giancarlo
Cinquant’anni fa, nella piccola chiesa rurale della Divina Pastora di Tolentino, Rosanna Paparoni e Giancarlo Pettinari si giurarono amore davanti all’altare. Oggi, in quella stessa chiesa, riaperta da appena un mese dopo il sisma, la coppia ha rinnovato la promessa in un anniversario che è, al tempo stesso, storia personale e memoria collettiva di un luogo. Perché Rosanna e Giancarlo a dirsi “sì” stavolta ci sono tornati come custodi di quella chiesa: lui Diacono, lei “vergara” della comunità, impegni presi anni fa in nome della fede per ricambiare della protezione ricevuta in 50 anni di vita insieme. Ed ecco come il filo dorato e prezioso in questa mattina di maggio torna a legarsi al punto in cui tutto ebbe inizio.

La coincidenza non poteva essere più felice: la riapertura della chiesa, attesa e desiderata da tutta la comunità, si sovrappone con l’anniversario di matrimonio dei suoi custodi più fedeli.
Ed è proprio questo intreccio di affetti, di radici e di devozione a rendere la celebrazione di oggi qualcosa di speciale. Una giornata di gioia dell’intera contrada che si è riunita come una grande famiglia per festeggiare Giancarlo e Rosanna, che hanno vissuto tutta la loro vita a pochi passi dalla chiesa, senza mai allontanarsi da quella collina appena fuori Tolentino che affaccia sui Sibillini. Una vicinanza che, col tempo, si è trasformata in vocazione.

Quando Giancarlo è andato in pensione, ha scelto di diventare Diacono, prendendo su di sé la cura concreta e quotidiana della chiesa: è lui ad aprirne e chiuderne le porte ogni giorno, a tenerla come uno scrigno prezioso, un gioiello custodito con amore e rispetto. La comunità lo riconosce come custode indiscusso di questo luogo sacro. Rosanna, da parte sua, ha assunto con uguale dedizione il ruolo di vergara della comunità, figura antica e preziosa, colei che veglia sull’ordine e sulla vita della parrocchia con il calore proprio di chi considera la chiesa come la propria seconda casa.

E la sua casa, quella vera, è sempre stata aperta a tutti: Rosanna ama cucinare, ed è sempre in prima fila quando la parrocchia organizza i suoi pranzi, portando a tavola non soltanto piatti genuini ma soprattutto quel senso di famiglia allargata che è l’anima più profonda della comunità rurale. A celebrare la messa oggi sono stati don Gianni, parroco di San Catervo, e Don Alberto, dell’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra.
La loro presenza sottolinea quanto questo anniversario trascenda la dimensione privata per diventare un momento di grazia condivisa con l’intera comunità di fede. Attorno all’altare della Divina Pastora, proprio quello davanti al quale si promisero amore mezzo secolo fa, parenti ed amici di sempre si sono stretti attorno a Giancarlo e Rosanna per ringraziarli di ciò che hanno dato, e continuano a dare, a questo luogo.
(fr. mars.)