Compra friggitrice su Facebook
ma non arriva.
E il “tesoretto” in bitcoin è falso
INDAGINI dei carabinieri di Treia e Macerata, due denunciati: un 21enne accusato di un raggiro sul Marketplace e una 74enne per una truffa legata alle criptovalute
Aveva pagato 800 euro per acquistare una friggitrice e una piastra da cucina professionale trovate sul Marketplace di Facebook, ma dopo il bonifico il venditore era sparito nel nulla interrompendo ogni contatto. È una delle due truffe scoperte dai carabinieri della compagnia di Macerata nell’ambito delle attività di contrasto ai raggiri online che nelle ultime ore hanno portato alla denuncia di due persone.
Nel primo caso, scoperto dai carabinieri della stazione di Treia, è stato denunciato un 21enne originario di Catania, già noto alle forze dell’ordine. Le indagini erano partite il 18 aprile dopo la querela presentata da un cittadino treiese che aveva acquistato online gli elettrodomestici per una cifra complessiva di 800 euro. Dopo aver effettuato il bonifico alle coordinate Iban fornite dal presunto venditore però la merce non era mai stata spedita. Gli accertamenti tecnici eseguiti dai militari sull’utenza telefonica e sul conto corrente utilizzato per il pagamento hanno consentito di risalire all’identità del giovane, denunciato per truffa aggravata.
Parallelamente, i carabinieri della stazione di Macerata hanno denunciato una pensionata di 74 anni residente in provincia di Palermo al termine di un’altra indagine legata a un presunto investimento in criptovalute. La vittima, una donna di origini rumene residente a Macerata, era stata contattata telefonicamente da un uomo che si era presentato come operatore di una fantomatica “Banca blockchain del Lussemburgo”. Il sedicente consulente l’aveva convinta dell’esistenza di un deposito a suo nome pari a 1,24 bitcoin, per un valore stimato di circa 69mila euro per singola unità. Per poter “sbloccare” la somma, alla donna era stato chiesto un primo pagamento di 325 euro per presunte spese burocratiche. Solo quando, durante un secondo contatto telefonico, è stata avanzata la richiesta di un ulteriore bonifico di circa 1.860 euro, la vittima ha iniziato a sospettare della truffa interrompendo i pagamenti e rivolgendosi ai carabinieri. Gli accertamenti bancari hanno permesso di verificare che il primo versamento era confluito sul conto corrente della donna denunciata.