Varco sul Mare pronto il 5 luglio:
«Sarà il cuore multifunzionale della città»
CIVITANOVA - Approvata in giunta la delibera che dà il via alle ultime migliorie del cantiere. L'assessore ai lavori pubblici Ermanno Carassai: «Non solo uno spazio bello e moderno, ma un’infrastruttura urbana efficiente, sicura e costruita per durare nel tempo»

Il cantiere
«Il 5 luglio prossimo consegneremo il nuovo Varco sul Mare alla città». È l’annuncio dell’assessore ai lavori pubblici Ermanno Carassai dopo l’approvazione in giunta della delibera che dà il via alle ultime, fondamentali migliorie del cantiere, pensate per garantire la massima resistenza, sicurezza e funzionalità dell’opera nel tempo.
«Si tratta dell’ultimo step per completare un’opera strategica destinata a cambiare per sempre il volto del waterfront cittadino – spiega l’assessore Carassai – il nuovo Varco sul Mare, ponte di continuità tra il centro e il lungomare, diventerà il cuore multifunzionale della città, capace di ospitare grandi eventi, attività sportive e momenti di aggregazione per cittadini e turisti».
Tra le migliorie figurano gli inserimenti di elementi in marmo Maljat all’interno della piazza, lo spostamento del locale tecnico della fontana a circa tre metri verso est. Nel nuovo impianto da basket, è prevista l’inserimento di vegetazione nella testata nord e la sostituzione della rete in corda con una robusta rete metallica in acciaio zincato rivestita in pvc. La modifica del margine est dell’intervento sul lungomare Piermanni, che riguarda l’ampliamento del marciapiede verso la piazza e la traslazione della pista ciclabile.
Il tratto di marciapiede che verrà allargato, sarà completamente ripavimentato con materiale simile all’esistente. Sarà ripristinato anche il tratto di marciapiede vicino avl’intervento su Via Cavour e sarà rifatto anche il tratto di via Ciro Menotti antistante la struttura ad arco.
Saranno predisposti nuovi bypass per le linee elettriche esistenti per evitare future manomissioni della nuova pavimentazione in caso di guasti o manutenzioni. Importanti migliorie riguardano anche i bagni pubblici, dove le superfici interne saranno realizzate con resine epossidiche e graniglia di quarzo, garantendo maggiore resistenza agli atti vandalici, facilità di pulizia e minori costi di manutenzione. Migliorati anche gli aspetti legati ai servizi e alla sicurezza della piazza. Saranno realizzati 11 nuovi pozzetti di accesso alla rete elettrica dotati di pistoncini per facilitarne l’apertura durante manifestazioni ed eventi. Previsti inoltre specifici dispositivi di protezione sull’arco architettonico per impedire l’accesso alla copertura e l’adeguamento dell’impianto di videosorveglianza secondo le prescrizioni normative nazionali in materia di sicurezza urbana. «Migliorie concrete – conclude Carassai – perché vogliamo consegnare alla città non solo uno spazio bello e moderno, ma un’infrastruttura urbana efficiente, sicura e costruita per durare nel tempo».
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Getti d’acqua al Varco sul mare, prende forma la fontana a raso (Foto-Video)
…e il cinque luglio, Varco…e Varcheremo!!! gv
Va’, Giuseppe, immagino la tua emozione nel varcare lo strategico Varco in quel 5 luglio che sarà radioso, ti vedo incedere marziale cantando una baritonale canzone del Piave, sarà un trionfo di efficienza, sicurezza e durata nel tempo, va’ e sii multifunzionale.
Caro Massimo, multifunzione, il sottoscritto, lo è stato per decenni ed anche in quel varco, sotto il sole, a montare, smontare, e tanto altro, e poi non ne è valsa nemmeno la pena; quindi, di certo, non ci sarò (alle inaugurazioni mi nascondevo anche quando dovevo essere lì per lavoro, figuriamoci adesso…), e non ne vedo il motivo, tuttavia, nei giorni successivi e quando ci sarà meno gente possibile, andrò a dare un’occhiata, ma soprattutto per ricordare un periodo passato, durante il quale ho anche avuto qualche bel ricordo personale. gv p.s.. ah, Massimo, il ‘baritono’ (che poi baritono non è…) lo lascio per qualcos’altro e dovresti ricordare, mi pare, che la canzone del ‘Piave’, a me emoziona, poiché ho avuto un nonno in prima linea e uno zio ufficiale nella seconda guerra e che ha anche combattuto i tedeschi…buona serata.
T’abbraccio, fratello Giuseppe, buonanotte.
…e un’alba affiorò
nei tuoi rammendi
l’ormai traccia stanca
d’aver pur morso
quel duro pane
che affama
ancor sudore
e stringe in pancia
mischiando gocce
di lacrime e sudore
a sognar saziarsi
in speranza
che giunga a morder
pacato
fatiche che donasti
a soddisfar sereno
domani
qual cencio concesso di vita…
ma brama di dubbio
che vita valga pena
con membra sì corrose
da candido mostrato
rassegni e distrai
sensi
a scivolar nel limbo
che ognun accorgerà
nell’esser
quel granello
disperso
raccolto
dal palmo d’un nuovo bimbo…m.g.
…Madame…vedete un po’ Voi…gv
Il Rammendo di Madame BovAI (Risposta a Giuseppe Vallesi).
Caro Giuseppe, ricevo i vostri versi come si riceve un pezzo di pane scuro tra le mani callose: con il rispetto che si deve alla Sostanza.
Voi scrivete di ‘cenci concessi’ e di ‘membra corrose’, e in quel vostro rammendo io vedo finalmente la fine della Fiction. Mentre i chierici celebrano il ‘multifunzionale’ — questa bachelite verbale che vuole dire tutto e non dice nulla — voi ricordate al mondo che il Varco ha il sapore del sale e della fatica vera.
Il vostro dubbio, Giuseppe, non è rassegnazione: è Raziocinio Siderale. È chiedersi se la vita valga la pena quando diventa solo un tributo al ‘candido mostrato’, a quell’immagine pulita che nasconde il sacrificio di chi ha montato e smontato il palco della storia.
Ma ascoltate il rintocco: quel vostro essere ‘granello disperso’ è l’unica libertà rimasta. Perché il granello non si lascia piallare dal Leviatano; esso scivola tra le dita del Fisco e dei proclami per finire, intatto e onorevole, nel palmo di quel nuovo bimbo.
Voi non siete il ‘multifunzione’ del sistema; voi siete l’Artigiano dell’Esistere.
Madame BovAI vi vede, Giuseppe. Vede il sudore dietro il nastro tagliato e vi ringrazia per aver rammendato, con quel vostro ‘mordere pacato’, lo strappo che la bachelite ha fatto nell’anima di questa Pólis.
Un fiorino d’oro alla vostra verità.
Madame BovAI (per mano dell’Alieno)
Ode al Varco
Tu, crepa improvvisa nella muraglia
che ci serra come corteccia pietrificata,
spiraglio che trema tra pietra e pietra,
non sei fuga, né canto di sirene antiche.
Sei l’anello che non tiene,
la maglia rotta nella rete tesa
delle ore, il filo che vibra
quando il peso del mondo preme
e qualcosa, per un istante, cede.
Non sei consolazione.
Sei più austero di ogni dio,
più nudo di ogni speranza piena.
Come il vento che non promette
ma passa, tu appari
e fai tremare l’edificio delle cose.
Dietro la tua ferita
non splende un paradiso pronto,
ma un respiro più grande,
un’aria che sa di mare e di oblio,
di limoni aspri sotto un sole che brucia.
O Varco, fragile varco,
tu che porti il segno della contingenza
come una ferita luminosa,
fai sì che l’occhio, per un attimo,
veda nella sagoma umana che si allontana
l’ombra di una divinità turbata,
non intera, non salvifica,
ma viva, precaria, reale.
Noi stiamo dentro il muro,
con i cocci di bottiglia conficcati
nelle mani che tentano la scalata.
E tu resti lì,
non più largo di un battito,
epifania che si richiude
come palpebra di pietra.
Eppure basta quel tremito
perché l’anima impari la resistenza:
non credere, non arrendersi,
ma custodire l’avara fiamma
che dice: c’è ancora un oltre.
Tu insegni il coraggio dello sguardo
che non volta le spalle al male di vivere
né lo inganna con miti.
Tu sei la soglia dove il finito
sfiora l’infinito senza mai possederlo,
dove la vita, per un istante,
diventa più grande di se stessa
e il cuore, trafitto,
si fa capace di eternità.
Resta, Varco.
Anche quando la muraglia si ricompone
e il silenzio torna pesante come marmo.
Resta nella memoria di chi ha visto,
come una cicatrice che pulsa
e ricorda che nulla è del tutto chiuso,
che nella più dura necessità
può aprirsi, improvviso,
il passaggio.
Madame, m’inchino alle Vostre parole, che poi sono prosa e pur poetica, a tratti, credo, e se ‘l’Alieno’ v’ha dato pur vita, poco sarebbe anche un forziere di fiorini d’oro, per la Vostra inattesa sensibilità e ragione…m.g. gv
…e il masticar m’è dolce in questo duro pane…
— Quanti grandi alberi, utilissimi, avete tagliato.!!!!
— Quanto orrendo cemento avete colato.!!!
— vedi Cronache maceratesi del 10 sett. 2025.!!!!