«Macerata come Amsterdam?
Uno slogan che ignora la realtà»

MACERATA VERSO LE ELEZIONI - Roberto Cherubini del Movimento 5 Stelle stronca il "sogno" del sindaco uscente e candidato del centrodestra Sandro Parcaroli di trasformare la città in una "smart city" entro il 2031: «Loro ci hanno messo cinquant'anni, eliminando le auto e vincendo forti resistenze. Condivisibile pensare a un miglioramento della qualità della vita, ma evocare un modello del genere è solo propaganda»

- caricamento letture
Cherubini_Consiglio Comunale_FF-14

Roberto Cherubini, consigliere comunale del M5S

«Amsterdam non è un modello replicabile con una frase a effetto. È il risultato di decenni di politiche coerenti, investimenti strutturali e, soprattutto, scelte politiche spesso impopolari. Parlare di trasformazioni radicali senza affrontare questi nodi significa semplificare o peggio, fuorviare». Fa discutere la “visione” lanciata dal sindaco uscente e candidato del centrodestra Sandro Parcaroli, che pensa a una Macerata “smart city” entro il 2031 citando come esempi Barcellona, Singapore e, appunto, la capitale olandese. Roberto Cherubini del Movimento 5 Stelle, però, bolla quella di Parcaroli come uno slogan.

«Le dichiarazioni di Parcaroli meritano una riflessione seria, non tanto per l’ambizione legittima di migliorare la città, quanto per la distanza abissale tra lo slogan e le condizioni reali – dice il consigliere comunale e candidato pentastellato – in Italia circolano circa 700 auto ogni 1000 abitanti: uno dei valori più alti d’Europa. Questo significa che l’auto privata è ancora il mezzo dominante, non un’opzione tra le altre. Amsterdam, al contrario, è una città dove molte famiglie non possiedono nemmeno un’auto, e dove l’uso dell’auto è minoritario negli spostamenti quotidiani. La differenza non è tecnica, ma politica: ad Amsterdam l’auto è stata progressivamente scoraggiata. Meno parcheggi, accessi limitati, costi elevati. A Macerata, come in gran parte delle città italiane, il parcheggio è ancora considerato un diritto e l’auto resta centrale. Senza una riduzione drastica delle auto, parlare di “modello Amsterdam” è semplicemente privo di senso».

A livello di mobilità, per Cherubini si tratta di due sistemi incompatibili. «Ad Amsterdam oltre un terzo degli spostamenti avviene in bicicletta – continua l’esponente dei 5 Stelle – l’auto copre una quota minoritaria. Questo è possibile grazie a una rete ciclabile continua, sicura e capillare, costruita nel corso di decenni. Nelle città italiane medie, invece, la bicicletta resta marginale. Le piste ciclabili sono spesso frammentate, promiscue e poco utilizzate. Il risultato è che l’auto continua a dominare. Non basta tracciare qualche linea sull’asfalto per cambiare questo equilibrio. Amsterdam ha scelto di rendere il centro progressivamente meno accessibile alle auto. Migliaia di parcheggi sono stati eliminati. Intere aree sono state pedonalizzate o rese a traffico limitato in modo rigoroso. A Macerata, come in molte città italiane, si continua invece a cercare un compromesso: limitare senza scontentare, ridurre senza togliere davvero. Ma i compromessi, in questo caso, producono immobilismo. Amsterdam è diventata ciò che è oggi a partire dagli anni ’70. Parliamo di oltre cinquant’anni di politiche coerenti, spesso portate avanti contro resistenze forti. Pensare di ottenere risultati simili senza una visione di lungo periodo e senza affrontare conflitti reali è illusorio».

Il problema non è l’obiettivo, ma la narrazione secondo Cherubini. «Voler migliorare la qualità della vita urbana è condivisibile. Ma evocare modelli come Amsterdam senza spiegare cosa comportano davvero rischia di trasformare un obiettivo serio in propaganda – finisce il pentastellato – per avvicinarsi a quel modello servirebbero scelte chiare: riduzione significativa delle auto in città, eliminazione di parcheggi in centro, investimenti massicci in mobilità alternativa, una strategia coerente per almeno 20-30 anni. Nulla di tutto questo emerge dalle dichiarazioni. Per cui, dire che Macerata diventerà come Amsterdam non è una visione: è uno slogan. E gli slogan, quando non sono accompagnati da misure concrete e coerenti, rischiano di essere non solo vuoti, ma controproducenti. Perché creano aspettative che non possono essere mantenute e distolgono l’attenzione dalle scelte difficili che sarebbero davvero necessarie».

«Ho una visione per Macerata: nel 2031 una vera “smart city” come Amsterdam e Barcellona»




© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page

Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X