Ferri nel mirino della Corte dei Conti:
«Dall’amministrazione solo silenzi»

TOLENTINO - All'assessore al patrimonio contestati 118mila euro per prestazioni esterne svolte quando era dirigente Erap Marche. Forza Italia e Lega all'attacco: «Sovrapposizione di ruoli, indennità, presenza nell'attività del Comune: serve chiarezza»

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Franco Ferri, assessore al patrimonio

di Francesca Marsili

Franco Ferri, ingegnere in pensione e attuale assessore comunale al Patrimonio del Comune di Tolentino, è finito sotto la lente della Corte dei Conti, che gli contesta 118mila euro per prestazioni esterne svolte quando era dirigente Erap Marche. Al centro della contestazione ci sono le autorizzazioni per consulenze esterne svolte da Ferri tra il 2013 e il 2022, periodo in cui ricopriva il ruolo di segretario dell’Erap Marche.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti della Guardia di Finanza di Ancona, gli importi dichiarati da Ferri come redditi da lavoro autonomo avrebbero superato, in diverse annualità, le cifre autorizzate dall’ente di appartenenza (Erap). La cifra contestata ammonta a 118mila euro, somma che la Corte dei Conti richiede ora come sanzione amministrativa, pari all’introito che risulterebbe privo di copertura autorizzativa. Va precisato che non si tratta di un procedimento penale, ma di una contestazione di natura amministrativa e contabile.

Nonostante la natura amministrativa della vicenda, il caso ha innescato un’immediata reazione politica. In una nota congiunta, Roberto Scorcella (coordinatore comunale Forza Italia) e Giovanni Gabrielli (segretario comunale Lega) hanno sollevato interrogativi sulla permanenza di Ferri in giunta, subentrato, come figura tecnica esterna, dopo la cacciata dell’ex assessore alla ricostruzione Flavia Giombetti.  Ferri è un ex dirigente Erap e oggi ricopre il ruolo di assessore al patrimonio immobiliare, ambito che inevitabilmente si interseca anche con il patrimonio di edilizia residenziale pubblica. «Una sovrapposizione – aggiungono – che, pur non configurando automaticamente incompatibilità, pone una questione evidente di opportunità politica e istituzionale che meriterebbe maggiore attenzione e, soprattutto, trasparenza». Le critiche politiche toccano anche la gestione quotidiana del suo assessorato e la scelta dell’amministrazione di nominare un assessore esterno. «Peraltro non residente a Tolentino, la cui presenza nella vita amministrativa cittadina appare tutt’altro che incisiva. Le cronache aggiungono – raccontano di una partecipazione non sempre costante ai lavori di giunta, con numerose assenze o collegamenti da remoto. Una modalità formalmente legittima, ma difficilmente conciliabile con l’idea di un impegno pieno e quotidiano richiesto da un incarico di governo locale. Resta poi aperto il tema delle indennità percepite. Ferri risulta in quiescenza e percepisce un compenso pieno per l’incarico politico. È quindi legittimo chiedersi, senza pregiudizi ma con senso di responsabilità, se tale situazione sia pienamente conforme alla normativa vigente in materia di cumulabilità tra pensione e incarichi pubblici retribuiti».

Il punto più politico della nota riguarda il confronto con il passato recente, citando il caso Assm del 2023 relativo a indennità contestate, che scatenò polemiche feroci. «Allora si assistette a richieste di chiarimenti pubblici e un dibattito acceso improntato al rigore e alla trasparenza. Oggi, invece, di fronte a una contestazione da 118mila euro che riguarda un assessore in carica, si registra ad oggi solo silenzio». La nota di Lega e Forza Italia conclude con degli interrogativi: «Al di là delle questioni giuridiche, quali sono stati i risultati concreti dell’azione dell’assessore Ferri e quale sia stato il suo reale contributo alla gestione della città, anche alla luce di una presenza non sempre costante ai lavori di giunta, tra assenze e collegamenti da remoto? Riteniamo che l’amministrazione comunale non possa continuare a sottrarsi».




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