
La locandina dell’esposizione
Da oggi la sede elettorale di Gianluca Tittarelli, candidato sindaco della coalizione di centrosinistra, ospita la mostra di Mauro Bubbico, “La Ripartenza”.
«Vi invito a entrare – dichiara Gianluca Tittarelli – a venirci a trovare, a partecipare e a godere di queste bellissime opere. Questa mostra non è solo arte: è visione, è messaggio, è comunità. Il titolo parla da solo, “La ripartenza”, e risuona profondamente con ciò che ripetiamo ogni giorno: Macerata, si riparte. Ma si riparte come? Mettendo al centro le persone, tutte, senza eccezioni».
Il tema della partecipazione è un elemento cardine del percorso di Tittarelli. «Dentro questi manifesti – prosegue il candidato – c’è un messaggio chiaro: tutte le persone contano. L’accoglienza non è uno slogan, ma una scelta. L’ambiente non è un tema tra tanti, ma una responsabilità. Le questioni sociali non si ignorano, si affrontano insieme. La mostra è un invito a guardare, a riflettere, ma soprattutto a partecipare, perché una città che riparte è una città che include, che ascolta, che si prende cura. Macerata è la nostra casa: prendiamocene cura».
Il candidato sindaco, Gianluca Tittarelli, sarà presente nella sede elettorale di via Garibaldi, 24, oggi e tutti i giovedì, dalle ore 18 alle 19,30, per accogliere e ascoltare i cittadini che volessero dare consigli, fare segnalazioni, proporre idee.


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Ripartenza ripartenza,
sembra slogan tutto nuovo,
rima fa con resistenza,
sarà caso oppur rinnovo;
e di nuovo poi di cosa,
che promesse son le stesse,
forse qui gatta ci ‘posa’,
o rimangon cose concesse;
belle sì e strabilianti,
le promesse sulle carte,
ma tra re e pure fanti,
chissà ciò per quale corte;
ancor libro bello grosso,
di promesse elettorali,
ma con questo mare mosso,
poco a sperar in canali,
che riportino sereno,
in finanze popolari,
ma che almeno più o meno,
calmino un poco i mari;
e non è che l’altra sponda,
possa sol cantar vittoria,
non trattiamo solo fronda,
che ancor cerca sua gloria;
ma di glorie oggi ormai,
non possiam tanto vantarci,
ricercar noi casomai,
colpe in chi vuol disarmarci;
e non penso certo solo,
alle armi pur da fuoco,
ma ancor più a chi con dolo
volto a toglierci dal gioco… m.g.