Rebus mattatoio, Parcaroli cerca alleati:
«Da 40 a 60 capi per il pareggio di bilancio»
Capponi: «Una società per controllare»

MACERATA - A raccolta sindaci e associazioni di categoria per cercare una strada condivisa nel caso l'ente si aggiudichi l'asta del 14 maggio: «Serviranno investimenti per renderlo più funzionale e appetibile: vogliamo farlo insieme». Il direttore di Cia Marche Massimo Sandroni: «Accollarsi la gestione come voler prendere un pullman a due piani per trasportare 15 persone». VIDEO

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Il piano del sindaco Sandro Parcaroli per il mattatoio
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La riunione sul mattatoio

di Marco Pagliariccio (foto di Fabio Falcioni)

Che futuro dare al mattatoio di Villa Potenza? Stavolta il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli non vuole fare da solo. E allora ecco la mossa del primo cittadino: innanzitutto confermare la partecipazione del Comune alla prossima asta, fissata per il 14 maggio (a 10 giorni dalle elezioni comunali), la cui vittoria è la conditio sine qua non per qualsiasi ragionamento ulteriore. E poi lanciare un dibattito con i sindaci del territorio e le associazioni di categoria per immaginare quale potrebbe essere la rotta da seguire per rendere sostenibile il nuovo percorso.

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Il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli

Alla chiamata in sala consiliare oggi pomeriggio hanno risposto i rappresentanti di sei Comuni (Appignano, Corridonia, Montelupone, Porto Recanati, Tolentino e Treia) e di diverse associazioni di categoria, in testa quelle legate al mondo dell’agricoltura (Coldiretti, Cia, Confagricoltura). La disponibilità a studiare la strada migliore c’è da parte di tutti, ma il “come” sembra ancora decisamente nebuloso.

«Il comune di Macerata – ha spiegato Parcaroli – è intenzionato a partecipare all’asta, perché riteniamo fondamentale salvaguardare un presidio produttivo importante per il nostro territorio e per le aziende del comparto. Il mattatoio non riguarda solo la nostra città ma un’area vasta e, per questo, abbiamo voluto condividere fin da subito questo percorso con i Comuni e con le associazioni di categoria. Se il Comune si aggiudicherà l’asta, si dovrà necessariamente aprire una fase di confronto per definire il modello di gestione più adeguato e sostenibile, coinvolgendo gli enti locali e i rappresentanti del settore. Allo stesso tempo sarà necessario valutare con attenzione gli interventi e i lavori da effettuare sulla struttura per renderla pienamente operativa e rispondente alle esigenze della filiera».

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In prima fila Giuliana Giampaoli e Franco Capponi, sindaci rispettivamente di Corridonia e Treia

Parcaroli ha confermato che il Cozoma chiuderà a breve la sua attività. «Ho provato in tutti i modi a convincerli, ma è comprensibile visto che il bilancio è in perdita da diversi anni, l’ultimo con un rosso di 88mila euro – ha proseguito il primo cittadino – è evidente che i problemi maggiori arrivino dalle utenze, elettricità, gas e tutto il resto. Attualmente il mattatoio viaggia a ritmi da poco meno di 40 capi di settimana, quando per il pareggio di bilancio ne servirebbero almeno 60. Chi prenderà la gestione della struttura dovrà per forza di cose intervenire in qualche modo per abbattere le spese, altrimenti si tornerebbe punto e a capo».

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Mariano Calamita, sindaco di Appignano

Il problema, appunto, è che il comune di Macerata farebbe fatica a fare da solo, dopo essersi impegnato con un mutuo da 500mila euro. E allora bisogna trovare una strada per rendere l’attività di macellazione quantomeno non in perdita. L’immagine della situazione attuale l’ha fornita il direttore di Cia Marche Massimo Sandroni: «Ad oggi, accollarsi la gestione del mattatoio è come voler prendere un pullman a due piani per trasportare 15 persone».

Per questo, come ha ipotizzato il sindaco di Treia Franco Capponi, la questione va scorporata in due parti: «Da un lato, una volta acquisita dal Comune di Macerata la titolarità della struttura all’asta, si potrebbe pensare alla costituzione di una società per controllare la proprietà – ha detto Capponi – oggi quella struttura è superata e ha bisogno di pesanti interventi, per cui con gli apporti dei singoli Comuni che entrano nella società si potrebbero fare gli interventi necessari per ammodernare la struttura e renderla efficiente a livello energetico. Il passo ulteriore sarebbe quello di costituire un soggetto, magari una cooperativa, che si occupi invece strettamente della gestione della macellazione. Ma non può essere il pubblico a fare anche questo, si rischia anche di configurare un aiuto di Stato. Qui credo possano incidere le associazioni di categoria».

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Il sindaco di Treia Franco Capponi

Associazioni di categoria che hanno dato la loro disponibilità ad essere della partita. «Ma non possiamo essere noi in prima persona ad agire – ha spiegato Francesco Fucili, presidente di Coldiretti Macerata – come organizzazione non possiamo spingerci fino a quel punto, ma possiamo cercare di coinvolgere associati o imprenditori privati affinché possano essere coinvolti nella cosa. Su questo c’è la nostra massima apertura». Il consigliere comunale di Tolentino Mirko Angelelli ha messo sul piatto un caso analogo: «Da noi, 15-20 officine si sono organizzate e hanno aperto un ufficio revisioni unico: può essere un modello da perseguire». Luca Pompozzi di Confagricoltura ha invece suggerito di coinvolgere Unicam con la sua facoltà di veterinaria. Spunti, idee, riflessioni, ma la strada è stretta è tortuosa e passa prima di tutti dalle “forche caudine” dell’asta del prossimo 14 maggio, cui l’imprenditore Ilario Marcolini, che se l’era già aggiudicata lo scorso 15 gennaio per 394mila euro prima che il giudice stoppasse tutto, ha già annunciato che riparteciperà.

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Il sindaco di Porto Recanati Andrea Michelini

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