
Il comandante Raffaele Ruocco sul luogo dell’omicidio
di Alessandro Luzi
Omicidio di Gentiana Kopili, la perizia psichiatrica sull’ex marito Nikollaq Hudhra parla di «delirio paranoideo cronico» perché il 56enne credeva che la donna volesse avvelenare lui e i figli. Oggi gli esiti dell’incidente probatorio sono stati presentati al gip del tribunale di Macerata. Il pm vuole capire quanto la patologia possa incidere sulla capacità di intendere e volere e sulle aggravanti contestate. Intanto l’imputato ha iniziato lo sciopero della fame per chiedere il trasferimento dal carcere di Ferrara e dice che gli mancano i figli.
E’ durata circa un’ora l’udienza davanti al gip del tribunale di Macerata Daniela Bellesi per valutare l’esito della perizia psichiatrica su Nikkolaq Hudhra, il 56enne albanese accusato di omicidio volontario della ex moglie, 45 anni, anche lei albanese. Femminicidio avvenuto il 14 giugno scorso in via Benadduci a Tolentino.

Gentiana Kopili
Da quanto emerge dalla perizia svolta dallo psichiatra Luciano Secchiaroli, Hudhra ha una patologia di «delirio paranoideo venefico cronico» ed una «capacità di intendere e di volere grandemente scemata al momento del fatto». Secondo il perito l’uomo temeva che la donna avvelenasse lui ed i suoi figli. Hudhra, secondo la perizia, è socialmente pericoloso e in grado di stare a processo.
Il pm Enrico Riccioni, che sta coordinando le indagini, ha chiesto al perito quanto incida la patologia del 56enne sulla capacità di intendere e di volere e sulle aggravanti contestate a Hudhra: la crudeltà e la premeditazione.
Lo psichiatra Luciano Secchiaroli, libero professionista di Ancona, nominato dal gip Daniela Bellesi, oggi non era in aula perché è malato. Il medico ha risposto al pm tramite un documento in cui si dice che «le circostanze sono in rapporto con la patologia diagnosticata».
Oggi il giudice ha chiuso l’incidente probatorio e il pm valuterà se nominare un proprio collegio peritale o se attendere l’udienza preliminare.

Nikollaq Hudhra
Alla perizia Secchiaroli ha partecipato anche il consulente della difesa, Gabriele Borsetti, nominato dall’ex avvocato del 56enne, Lucia Testarmata.
Ora a difenderlo ci sono i legali Michelangelo Strammiello e Sendi Simicija. «Valuteremo se le aggravanti contestate dal pm sono connesse al vizio parziale di mente o meno» ha detto l’avvocato Strammiello al termine dell’udienza di oggi, dove ha chiesto il trasferimento dell’assistito in una Rems. Il gip ha respinto la richiesta.
La famiglia di Gentiana, assistita dall’avvocato Guglielmo De Luca, ha deciso di non partecipare all’esame tramite un proprio consulente.
Oggi il 56enne non era presente in aula. L’uomo si trova in carcere a Ferrara e dalla scorsa settimana sta facendo uno sciopero della fame per essere trasferito a Forlì. Dice che gli mancano i due figli.
Hudhra aveva ucciso l’ex moglie Gentiana a Tolentino, in viale Benadduci, la sera del 14 giugno scorso. L’uomo ha colpito la 45enne con 17 coltellate dopo averla inseguita in strada.
L’aveva colpita alla schiena e dopo averla uccisa si è seduto su una panchina in attesa dell’arrivo dei carabinieri che lo hanno arrestato.

L’avvocato Guglielmo De Luca
Il 56enne ha confessato l’omicidio e nel corso dell’udienza di convalida aveva detto: «Era la terza volta che volevo farlo, l’ho raggiunta con il monopattino perché lei conosce la mia auto. Lo dovevo fare, volevo rendere liberi i miei figli».
L’uomo, bracciante agricolo, lavorava a Passignano sul Trasimeno e quel 14 giugno era partito da lì per raggiungere Tolentino. In auto aveva un set di coltelli che aveva comprato tempo prima.
Uno di questi, con lama di 18 centimetri, l’ha avvolto in una busta e se lo è infilato in una salopette che usava per lavorare. Questo per evitare che qualcuno vedesse il coltello.
Poi ha preso il monopattino che aveva in auto e ha raggiunto viale Benadduci: sapeva che Gentiana passava per quella strada per andare al lavoro. E lì ha ucciso la donna.

Il medico Luciano Secchiaroli
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