
Alessandro Giostra
“Ilario Altobelli e Galileo Galilei. Scienza e fede durante la rivoluzione scientifica”. È il titolo della conferenza in programma il prossimo venerdì 6 marzo alle 16,30, all’Aula Multimediale di Treia, organizzata dal Centro Studi Storici Maceratesi, in collaborazione con il Comune di Treia.
Il relatore Alessandro Giostra è tra i maggiori studiosi della figura di Ilario Altobelli e del rapporto tra scienza e fede nel periodo della rivoluzione scientifica. L’iniziativa si inserisce anche nel programma delle celebrazioni per gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Ilario Altobelli (Treia, 1560–1637), infatti, fu frate francescano dell’Ordine dei Minori Conventuali.
La ricorrenza sarà ricordata da un intervento introduttivo di Alberto Meriggi, presidente del Centro Studi Storici Maceratesi, che ripercorrerà sinteticamente il legame storico tra la città di Treia e il francescanesimo. La conferenza approfondirà in particolare la figura del frate treiese Ilario Altobelli, astronomo e studioso, e il suo rapporto con Galileo Galilei.

Galilei
Quasi coetaneo di Galileo, Altobelli si dedicò fin da giovane agli studi matematici e astronomici, condividendo ricerche e interessi legati all’osservazione dell’universo e aderendo alle teorie innovative della scuola galileiana. Una scelta non priva di difficoltà per un religioso dell’epoca, che contribuì tuttavia a far conoscere Altobelli nel mondo scientifico del suo tempo. Altobelli costruiva personalmente gli strumenti necessari alle sue osservazioni astronomiche e richiedeva a Galileo lenti per i propri telescopi. Fu autore di diversi trattati di carattere scientifico, storico e teologico ed è noto agli storici della scienza soprattutto per il carteggio con Galileo relativo alla Supernova di Keplero, conservato in copia presso l’Accademia Georgica di Treia.
La sua attività scientifica è legata anche agli studi sui satelliti di Saturno, alla definizione della proiezione ortografica della sfera celeste e all’analisi del percorso del Sole. Dalle sue lettere emerge inoltre il rapporto con il cardinale Carlo Conti, vescovo di Ancona e corrispondente di Galileo, che ebbe un ruolo significativo nelle riflessioni dello scienziato sul rapporto tra scienza ed esegesi biblica.
Il carteggio tra Altobelli e Galileo conservato a Treia rappresenta una testimonianza significativa delle discussioni scientifiche che accompagnarono la nascita della nuova visione della natura, ma anche delle complesse relazioni tra scienza e fede, un tema che continua ancora oggi ad animare il dibattito culturale e scientifico. Tra i corrispondenti di Altobelli figurano inoltre importanti studiosi dell’epoca, tra cui il cartografo e astronomo Giovanni Antonio Magini e il matematico tedesco Cristoforo Clavio. L’appuntamento è organizzato anche col patrocinio dell’Accademia Georgica e delle associazioni Auser Treia e ArtemisiaLab.
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