«Noi Moderati in autonomia?
Non per convenienza
ma unica strada possibile»

MACERATA VERSO LE COMUNALI - Luigi Carelli e Guido Garufi: «Imbarazzante che ancora non si conoscono i candidati sindaco. Correre da soli è una scelta chiara in questo orizzonte nebuloso»

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Luigi Carelli

«La nostra autonomia non è una manovra di convenienza E’ l’unica via possibile per dare chiarezza in una situazione nebulosa». Così Luigi Carelli, segretario cittadino di Noi Moderati di Macerata, e Guido Garufi, vicesegretario, in vista delle elezioni comunali che si terranno a maggio o a giugno. Proprio nei giorni scorsi il partito tramite Deborah Pantana ha annunciato la discesa in campo in totale autonomia, sganciandosi così dal centrodestra (leggi l’articolo).

«È noto che le liste elettorali debbano essere presentate almeno trenta giorni prima del voto – proseguono Carelli e Garufi -. Va ricordato che Noi Moderati ha portato al centrodestra regionale 9.860 voti, mancando l’elezione di un consigliere per appena lo 0,3%. Un dato che certifica la consistenza e la serietà del nostro percorso politico. Proprio per questo desta una certa meraviglia il fatto che, a poche settimane dal voto, non sia ancora chiaro chi saranno i candidati sindaco, né nel campo del centrodestra né in quello del centrosinistra. Una situazione oggettivamente imbarazzante, che rende necessario, per autotutela politica, ribadire la nostra autonomia: una scelta che riteniamo l’unica possibile per dare chiarezza in un orizzonte che appare sempre più nebuloso».

Ma non solo. Dietro alla scelta di correre da soli alle prossime elezioni regionali, per Carelli e Garufi c’è il fatto che «il cittadino ha il diritto di conoscere è che il segretario cittadino e il partito non hanno mai ricevuto, in alcuna forma, telefonate, messaggi, comunicazioni o interlocuzioni ufficiali. Questo dato induce a interrogarsi su ciò che stia avvenendo dietro le quinte dell’attuale amministrazione.
Respingiamo con forza ogni critica alla nostra posizione: non vi è alcuna malafede, ma solo la volontà di esercitare un diritto politico legittimo e responsabile».

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Guido Garufi

Per Carelli e Garufi, la scelta di proseguire in solitaria «nasce da un principio di chiarezza e di tutela, non da calcoli utilitaristici.
Riteniamo inoltre che l’attuale amministrazione debba essere ripensata e aggiornata, aprendosi a nuove generazioni e a nuovi indirizzi politici che oggi emergono con forza nella società. Non intendiamo però alimentare confusione: per questo ribadiamo che la nostra autonomia non è e non vuole essere una manovra di convenienza. Quando necessario, riteniamo legittimo rompere i meccanismi di blocco che talvolta si creano tra giunta e consiglieri eletti dal popolo. Proseguire su una strada che allontana sempre più i cittadini dalla partecipazione politica significa ridurre la democrazia a una rappresentazione formale, affidata agli spot e alla comunicazione, svuotandola della sua sostanza».

Garufi e Carelli si dicono «contrari a questa deriva, che consideriamo una ferita grave per la democrazia, evidente agli occhi di tutti.
Andremo avanti con un nostro indirizzo politico e programmatico, che sottoporremo alle forze disponibili non per uno scambio di poltrone, ma per una concertazione vera e trasparente».

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