Centro per l’autismo, ora l’opposizione
chiede un tavolo tecnico-politico

CIVITANOVA - Inviata una lettera a Regione e Comune con la richiesta di convocazione di un confronto per sbloccare lo stallo: «Valutare strutture già esistenti utilizzabili in tempi brevi e individuare eventuali alternative all’area attualmente prevista»

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consiglio-comunale-centro-autismo-novembre-25-minoranza-civitanova-FDM-8-325x216Centro per l’autismo, l’opposizione chiede un tavolo tecnico-politico: «Serve un iter rapido e in linea con le norme». La richiesta scritta è stata avanzata dai consiglieri dell’opposizione a Comune e Regione con un appello: convocare un tavolo tecnico-politico per sbloccare la realizzazione del Centro per l’autismo a Civitanova.

A chiederlo sono i consiglieri comunali di minoranza, che hanno inviato una comunicazione formale al sindaco Fabrizio Ciarapica, all’assessore all’Urbanistica Roberta Belletti, al presidente della Regione Francesco Acquaroli e all’assessore regionale alla Sanità e alle politiche sociali Paolo Calcinaro.

Al centro della presa di posizione c’è lo stallo seguito al consiglio comunale del 6 novembre scorso quando la variante urbanistica presentata dal Paolo Ricci per la realizzazione della struttura non arrivò al voto sull’emendamento (sottoscritto da esponenti di maggioranza e minoranza) che chiedeva di tornare alla proposta originaria di 3.000 metri quadrati per il centro, rispetto all’ampliamento successivamente avanzato dall’Asp Paolo Ricci di 6mila metri quadrati.

Nel documento inviato alla Regione i consiglieri ripercorrono l’iter della vicenda, ricordando come già nel 2021 la giunta comunale avesse approvato una variante per consentire la realizzazione di un centro per l’autismo. Successivamente, però, la proposta si è trasformata in una variante ben più ampia, con una superficie complessiva di oltre 13mila metri quadrati, una volumetria ipotizzata di 23.125 metri cubi e una destinazione che, oltre all’autismo, include anche centro Alzheimer, centro di sollievo, residenzialità temporanea e altre funzioni socio-sanitarie. Una trasformazione che, secondo l’opposizione, presenta diverse criticità. A partire dalla localizzazione dell’intervento, in un’area a ridosso delle mura di Civitanova Alta, classificata dal piano regolatore come parco boscato e sottoposta a vincoli paesaggistici e di inedificabilità assoluta.

Ma le obiezioni non sono solo urbanistiche: i consiglieri richiamano anche il mancato rispetto della normativa regionale sui centri per l’autismo, evidenziando l’assenza di un progetto chiaro e specifico che consenta l’accreditamento regionale e quindi la gratuità del servizio per le famiglie. Viene inoltre giudicata inopportuna l’idea di una “cittadella sanitaria” che concentri in un unico luogo diverse fragilità, comprese ipotesi di residenze per turismo familiare.

A pesare, nella ricostruzione dell’opposizione, è soprattutto la scelta del presidente del Consiglio comunale Fausto Troiani di non mettere in votazione l’emendamento. Una situazione che, secondo i firmatari, sta producendo «gravi danni» alle persone con disturbo dello spettro autistico e alle loro famiglie. Da qui la richiesta di un tavolo tecnico-politico con la partecipazione di rappresentanti delle famiglie, tecnici ed esperti della Regione, membri delle commissioni comunali competenti allo scopo di valutare strutture già esistenti utilizzabili in tempi brevi e individuare eventuali alternative all’area attualmente prevista: «Oggi l’intera comunità civitanovese torna a chiedere con forza la realizzazione del centro per l’autismo – sottolineano – noi sottoscritti consiglieri comunali di opposizione ci associamo a tale richiesta considerata l’urgenza di dover garantire adeguate forme di assistenza alle persone affette dallo spettro autistico. Tale esigenza non è più procrastinabile ma ha carattere di urgenza».

 

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