Slitta l’ennesima proroga per l’emergenza:
l’Ast “chiede” a 10 medici pensionati
di tornare a lavorare gratis

SANITA' - Sono quasi tutti del distretto di Tolentino. I camici bianchi hanno accettato, si tratta di quindici giorni. Secondo l'Ast è una mossa necessaria per non rischiare di trovarsi con turni scoperti

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Ospedale_AST_Macerata_FF-19-650x488di Luca Patrassi

Il tempo di pensare che, in virtù purtroppo dell’età, potresti averne viste parecchie e un po’ di tutto ed ecco che il 2026 si apre con un inedito assoluto: una determina per “proporre” a dieci medici pensionati il rinnovo dei contratti di collaborazione con l’Ast a titolo gratuito per quindici giorni. Che il lavoro dovesse essere retribuito si pensava fosse un caposaldo del diritto ma i tempi cambiano e questa tipologia di contratto non viene offerta a un giovane da formare ma a pensionati di vasta esperienza.

Viene proposta da un’Azienda sanitaria che, come accade ovunque in giro per l’Italia, è costretta ad acquistare (al triplo della spesa corrente per un medico dipendente) dalle cooperative le prestazioni dei medici necessarie a coprire i turni nei reparti di Medicina di urgenza. Qualche scricchiolio si è manifestato durante le festività natalizie con turni scoperti in alcune postazioni ma una azienda pubblica che chiede ai medici di lavorare gratuitamente non si era vista mai.

Il campo va subito sgomberato da un possibile equivoco: l’adesione al lavoro gratuito è evidentemente su base volontaria ma, come dire, non è che i dieci medici in questione (quasi tutti del Distretto di Tolentino che si occupa tra l’altro del Ppi e di altri servizi a San Severino) siano andati in direzione a chiedere di lavorare gratis. Cosa è accaduto? Quello che accade oramai da anni e che la politica fa finta di non vedere: gli specialisti non ci sono ma si continua ad erogare servizi in strutture con pochissimi utenti come se i camici bianchi coprissero tutte le esigenze. In realtà, da anni, non è così: con i medici dipendenti si coprono più o meno il 30% dei turni che sarebbero necessari ed allora assunzioni di pensionati in proroga, gare per le coop ma dicendo che saranno azzerate o comunque ridotte. Al dunque la verità emerge, anche negli atti ufficiali ed appunto si ricorre a decisioni imbarazzanti pur di nascondere la precarietà di norme in scadenza, forse prorogate e forse no. Alla fine i dieci medici pensionati che da tempo vengono chiamati dalla Ast a coprire le “falle” nei turni di Tolentino hanno accettato di lavorare gratis per quindici giorni, poi si vedrà. Come dire, programmazione.

ast-macerataEcco cosa c’è scritto invece nella determina Ast che autorizza i dieci medici a lavorare gratis per quindici giorni per coprire i turni mancanti. Si parte dal fatto che con l’emergenza Covid era arrivata la possibilità «per le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, di conferire incarichi di collaborazione anche a medici e personale del ruolo sanitario collocati in quiescenza». Gli incarichi, le cariche e le collaborazioni, continua la determina: «sono comunque consentiti a titolo gratuito. Per i soli incarichi dirigenziali e direttivi, ferma restando la gratuità, la durata non può essere superiore a un anno, non prorogabile né rinnovabile, presso ciascuna amministrazione. La possibilità di ricorrere a forme contrattuali flessibili, introdotta dalla legislazione d’emergenza, è stata più volte prorogata, nel tempo, in relazione al perdurare delle esigenze emergenziali ed occupazionali. Da ultimo – prosegue la determina -, il decreto legge 21 giugno 2022, numero 73, come modificato dal decreto 27 dicembre 2024, numero 202, recante “Disposizioni urgenti in materia di termini normativi” (Milleproroghe), ha disposto che “l’applicazione delle disposizioni è prorogata fino al 31 dicembre 2025». Il 31 dicembre è trascorso e da Roma non sembrano giunti atti concreti lasciando le Ast nel buio più totale: «Presso alcuni servizi sanitari di questa Ast – continua la determina -, tra cui le unità di Medicina d’Emergenza-Urgenza e i Punti di Primo Intervento dove si rilevano le maggiori criticità, il numero di specialisti strutturati non è ancora sufficiente (per la verità siamo lontani dall’equilibrio, ndr) a garantire la copertura dei turni di servizio e il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza; le ordinarie procedure di reclutamento, benché regolarmente espletate, non consentono ancora (anche qui da parecchi anni, ndr) di soddisfare il fabbisogno occupazionale. Sono stati percorsi altri tentativi di utilizzare le risorse umane disponibili all’interno, mediante il ricorso a tutti gli istituti contrattuali previsti per il personale dipendente, come ad esempio l’utilizzo delle prestazioni aggiuntive, ma anche tali azioni non hanno consentito di realizzare la piena copertura dei turni. Si è reso quindi necessario procedere con ulteriori forme di acquisizione delle professionalità di cui si necessita al fine di garantire l’erogazione dei Lea e di scongiurare, specie in caso di assenze impreviste ed imprevedibili, il rischio dell’interruzione del pubblico servizio cercando, nel contempo, di limitare quanto più possibile, il ricorso all’esternalizzazione dei servizi alle cooperative. Allo stato non è ancora pubblicato il “Milleproroghe 2026” e quindi non è dato conoscere se la norma qui in questione risulti o meno prorogata. Al fine di scongiurare l’interruzione di servizi sanitari primari e di emergenza, la direzione sanitaria intende proporre ai professionisti interessati una breve prosecuzione della loro collaborazione a titolo gratuito per una durata massima di giorni quindici».

“La direzione intende proporre” c’è scritto nell’atto della Ast, nessun obbligo per carità e i dieci medici hanno accettato di lavorare gratuitamente dimostrando grande spirito di appartenenza e sensibilità sociale. Visto infine che la direzione sanitaria cita anche la questione delle cooperative, sarebbe interessante avere aggiornamenti sul cambio di cooperativa appena avvenuto all’esito dell’apposita gara che ha visto una società emiliana formulare una proposta tecnica di assoluto rilievo e molto apprezzata dalla commissione esaminatrice.



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