«In via Zorli difficoltà per chi è in carrozzina,
va aperta una stradina provvisoria»

MACERATA - Il Comitato per la sicurezza nella via lamenta la situazione dopo la riapertura della rampa che porta a via Pace. «Basterebbe abbattere un muretto»

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Passaggio stretto per via Zorli

di Mauro Giustozzi

Il comitato “Via Zorli sicura” torna alla carica chiedendo al comune di Macerata di intervenire, adottando provvedimenti che consentano, in sicurezza, di percorrere le strade del quartiere. Finora tutti gli appelli dei residenti sono caduti nel vuoto, abitanti che convivono con il più grande cantiere della ricostruzione presente in città ed alle prese con una viabilità, sia automobilistica che pedonale, che presenta molte criticità. In particolare disabili, anziani, mamme con le carrozzine sono sempre più penalizzati in via Zorli.

Dopo un anno e mezzo di lavori, via Zorli è stata ora ricongiunta alla strada principale dalla rampa in salita, con un semaforo che regola la viabilità. La bretella è a senso unico. Ma questo intervento, secondo il Comitato, rischia persino di peggiorare la situazione di chi vive nella zona.

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«E’ stata riaperta la salita che da via Zorli immette in via Pace e già possiamo constatare i disagi di una bretella molto ripida: figuriamoci poi quando da mercoledì riapriranno le scuole quello che accadrà in questa zona – afferma una nota di “Via Zorli sicura” . Il problema di cui nessuno si fa carico è dare l’opportunità a chi ha un problema di disabilità e si muove solo con una carrozzina, o con le borse della spesa a piedi, di uscire dalla via, dove peraltro abitano anche molti anziani, in condizioni di sicurezza e autonomia. Del resto la legge 104/1992 prevede misure atte a garantire l’accessibilità e la mobilità delle persone con handicap. Il dl. 50/2016 prevede inoltre che le amministrazioni pubbliche debbano adottare misure per garantire l’accessibilità, la fruibilità in luoghi pubblici comprese le strade e le vie d’accesso». Tutto questo, secondo il comitato ‘Via Zorli sicura’, non avviene affatto. La battaglia portata avanti dal comitato non inizia oggi ma viene da lontano.

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I condomini di via Pantaleoni

«Già nei mesi scorsi – ricordano i residenti – furono segnalati al Comune problemi di sicurezza per chi vive in questo quartiere, con tanto di diffide. Anche per i mezzi di soccorso, medici, ambulanze o vigili del fuoco, non è facile arrivare rapidamente qui. Non comprendiamo questo disinteresse e perché non si prendano provvedimenti. A luglio abbiamo inviato una lettera al sindaco Sandro Parcaroli per invitarlo a fare un sopralluogo e vedere quali sono le condizioni in cui ci muoviamo, stretti tra i cantieri della ricostruzione ed una viabilità che dire critica è poco. Ma finora il primo cittadino non ci ha risposto». Altro punto controverso è il muretto che si trova alla fine della via che non permette di uscire neanche a piedi perchè è sempre ostruito da auto in sosta. L’area su cui insiste tale muretto appartiene ad un privato e questo è risultato finora un ostacolo insuperabile.

«Quello che abbiamo sempre chiesto al Comune è di aprire un’altra stradina provvisoria per accedere a via Pace: – ricorda il Comitato – si potrebbe fare nella zona dove insiste un muretto con un piccolo passaggio pedonale, peraltro sempre ostruito dalle macchine parcheggiate. Basterebbe demolire quel muretto per migliorare la situazione, con un accesso che garantirebbe l’uscita sicura verso via Pace». Per quanto riguarda invece la demolizione dell’ultimo palazzo rimasto in piedi in via Maffeo Pantaleoni si dovrà ancora attendere alcune settimane: è necessario, infatti, distaccare un paio di utenze, per cui la tempistica dell’abbattimento è slittata a fine febbraio.

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