Discarica, ennesimo rinvio.
Centrodestra in testacoda:
bocciate le segreterie
RIFIUTI - Solo una ventina i sindaci presenti all'assemblea Ata di stamattina, chiusasi con l'ennesimo nulla di fatto: non c'è stato il voto sul piano per la localizzazione degli impianti di smaltimento, troppi gli scettici sulla proposta del vicepresidente della Provincia Luca Buldorini di un'ulteriore valutazione tecnica "esterna" prima di procedere con la scelta del nuovo sito

Luca Buldorini
di Luca Patrassi
Non che ci fossero dubbi di alcun tipo ma comunque va detto che anche oggi si è notata una certa distanza tra le segreterie dei partiti di centrodestra e i sindaci della stessa area. In cartellone in Provincia c’era l’annunciatissima assemblea dell’Ata che avrebbe dovuto discutere e votare la presa d’atto del piano per la localizzazione delle discariche nel territorio provinciale maceratese. Un piano arrivato a sintesi dopo una ventina di anni di chiacchiere sparse ed ovviamente di rinvii.
Stamattina si è visto subito che tirava un’aria gelida anche dentro la sala del Consiglio della Provincia: appena una ventina i sindaci che hanno risposto all’appello e si è capito subito che la proposta avanzata dal vicepresidente della Provincia Luca Buldorini ed avallata dalle segreterie provinciali dei partiti di centrodestra non sarebbe passata. Buldorini aveva incontrato alcuni comitati per il no alla discarica ed assicurato che ci sarebbe stata un’ulteriore valutazione tecnica, ad opera di esterni, prima di procedere con la scelta del nuovo sito. Il tempo per il vicepresidente leghista Buldorini di illustrare la proposta ed anche dal fronte moderato sono arrivati in serie elementi di perplessità: insomma l’esponente leghista ha intuito che non era il caso di insistere e si è optato per una mediazione consistente nel fatto che il punto sarebbe stato rinviato ma a breve termine, giusto. il tempo di convocare prima di Natale una riunione dei sindaci per valutare le varie segnalazioni e passare subito alla fase successiva, quella della Vas.
Diversi gli interventi a cura dei primi cittadini, Andrea Gentili per Monte San Giusto, Mauro Sclavi per Tolentino. Emanuele Pepa per Recanati. L’impressione è stata che il Comune di Macerata sia un po’ isolato nella posizione assunta contro l’inserimento del suo territorio ai vertici dei siti idonei per realizzarvi una discarica: nel particolare il primo cittadino sangiustese ha fatto osservare come il Comune di Macerata non abbia mai fatto osservazioni nel pluriennale “cammino” del piano discariche. Ora torna un momento di confronto tecnico riservato però ai sindaci e da quello che si è capito la maggioranza dei primi cittadini non ha la minima intenzione di smentire i contenuti del piano affidato ai tecnici.
Piano discariche, domani l’assemblea. Buldorini: «Tardi per dire no a Cingoli»
È difficile ignorare il quadro che emerge da queste riunioni dell’ATA3.
Nonostante le forti dichiarazioni sentite in questi giorni, non si muove nulla, non si decide nulla e la situazione procedurale rimane esattamente com’era prima.
Per tutta la retorica su “urgenza” e “inevitabilità”, il risultato è sempre lo stesso: un altro rinvio.
Anzi, la riunione di oggi mostra chiaramente che queste affermazioni hanno ben poca influenza sui sindaci che devono davvero votare. L’assemblea non è convinta, e le dichiarazioni di guida e determinazione non sembrano tradursi in alcuna reale direzione o chiarezza.
I cittadini meritano trasparenza, documenti completi e un ambiente decisionale stabile — non rinvii continui e dichiarazioni pubbliche che non corrispondono a ciò che accade davvero nella sala delle decisioni.
Si può andare avanti anche senza discarica ma bisogna implementare un sistema di raccolta efficace, non come quello attualmente implementato che determina troppi scarti e diseconomie. A parità di costi, si può sviluppare un modello funzionale tarato sulle esigenze del territorio, prendendo spunto da altri contesti in Italia dove hanno fatto questo passaggio. Il problema è che, lato Cosmari, è tutto increbibilmente fermo.
Se ci avere fatto caso, in Italia le cose provvisorie sono quelle che diventano definitive.
La situazione è intollerabile. l’assemblea dell’ATO (i sindaci) è incapace di assumere le decisioni che gli compete. Imperversano il localismo e gli interessi di bottega (vedi il servizio idrico che attende da un quarto di secolo). La soluzione è il commissariamento degli organi preposti da parte della Regione con la nomina di commissari ad acta che applichino le leggi in materia di rifiuti e del servizio idrico.