
Il cantiere di Pozzo del mercato
di Luca Patrassi
Sarà il fatto che i cantieri sono tanti a Macerata, sarà che le imprese devono rispondere a una lunga serie di richieste ma è anche vero che passano gli anni anche per opere che sembrerebbero di rapida conclusione. Il restauro della fonte Pozzo Mercato: nel marzo del 2023 era stato aggiudicato a una impresa che aveva offerto un ribasso del 18,5% per l’importo contrattuale di 372mila euro. A settembre del 2023, «nelle more – si legge nella determina del dirigente comunale – della stipula del contratto, a causa delle copiose precipitazioni a carattere alluvionale che hanno provocato ingenti danni al manufatto oggetto di restauro, è stato approvato il progetto di variante con un aumento rispetto all’importo contrattuale originario del 19,7%».
Nel corso dell’esecuzione dei lavori si è resa necessaria la redazione da parte della direzione lavori di una perizia di variante in quanto sono emersi imprevisti di natura tecnica e idrogeologica non prevedibili quali disallineamento dei coni terracotta della canalizzazione originaria, infiltrazioni laterali attraverso la muratura, scarso assorbimento del terreno argilloso». Imprevisti per i quali la direzione lavori ha predisposto alcune lavorazioni ulteriori: realizzazione di uno strato drenante in ghiaia, dotato di tubazioni per il convogliamento delle acque verso un nuovo pozzetto in posizione antistante alla vasca, intubazione delle acque provenienti dal muro ovest, con predisposizione per un futuro punto approvvigionamento idrico da falda, inserimento di pozzetti in cemento, realizzazione di un canale di scolo in corrispondenza dei punti di contatto tra la platea e i muri verticali per raccogliere acque piovane e infiltrazioni, sbancamento maggiore della scarpata est con arretramento del muretto di contenimento, rivestimento interno della vasca in cocciopesto, con intonacatura delle pareti esterne, sostituzione della pavimentazione con cubetti in arenaria, per migliorarne l’aderenza e ridurre il rischio di scivolamento per i fruitori». Il tutto fa salire il costo del restauro della fonte a 464mila euro con un aumento rispetto all’importo contrattuale originario del 4,1% come evidenziato nella relazione tecnica illustrativa dell’architetto Michele Schiavoni. Il costo totale dell’opera (Iva, progettazioni, incarichi tecnici, collaudi) è di 649mila euro.
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Sempre le stesse storie, sempre gli stessi toni, sempre lo stesso astio, CM piu’ che un giornale on-line sembra un disco rotto.
650k per restaurare una fonte??
Una soluzione al semaforo del cimitero che eviti le file interminabili di auto verso il centro e che consenta l’immissione di chi proviene da Vallebona non si riesce a trovare da 10 anni…
Dal cimitero alle Vergini sembra che non sia territorio comunale…
Come al solito ci si nasconde dietro gli “imprevisti” per giustificare la dilatazione dei tempi e dei costi degli interventi. Che il terreno fosse argilloso doveva essere noto sia agli Uffici che al progettista ed al DL, così come le infiltrazioni, altrimenti perché il restauro? Come per tutte le opere pubbliche maceratesi il solito refrain: ribasso, varianti ed aumento del costo a più della base d’asta. Cambiamo musica per favore.
Novità MOLTO presente in quasi tutti i cantieri aperti a MC….
Qui non si vuole polemizzare con nessuno ci mancherebbe ma le tempistiche andrebbero rispettate poi il contrattempo è sempre possibile ma a tutto c’e un limite o no? P.S. a Macerata c’è un problema parcheggi che riguarda tutti i quartieri ci si vuole mettere mano risolverlo almeno al 50% già sarebbe tanta roba.
INCREDIBILE che per un lavatoio di nessun valore artistico -architettonico – senza alcuna originalità tecnica o tipologica si spenda bel 650.000 euro. La sua posizione residuale e marginale rispetto la città, ne decreterà, come è avvenuto nel tempo, un suo rapido abbandono. Il tracking urbano di poche decine di persone non giustifica lo sperpero di risorse, che non appare giustificato neanche alla luce del recentissimo recupero di Largo Beligatti, realizzato con varianti residuali sul solco del mio progetto di venti anni prima. Il suo costo è lo stesso; incredibile no?
Se poi lo paragoniamo alla fontana il lumacone di pietra d’istria di piazza Mazzini realizzata dallo scultore Piermarini, progettata dal sottoscritto e DONATA alla città dalla famiglia Mariani, siamo alla paradosso. Nel 2010 questa costò alla società Macrosoft, della famiglia Mariani appunto, solo 30.000 euro. Non conosco il costo della orribile ringhiera eseguita da qualcuno del locale ufficio tecnico e pagata dal Comune, augurandomi che essa non sia costata il doppio della stessa fontana. Ma visti gli andazzi è possibile. Rilevante è anche l’impennamento dei costi per questione tecniche intimamente legate al funzionamento della fonte. Un privato con la stessa somma impiegata per quel misero lavatoio, avrebbe costruito una piscina con tanto di tubi getto e sauna. Le strade del centro storico sono a pezzi e con quella somma si sarebbe potuto fare qualcosa di sicuramente più importante.