Madre di due figlie muore a 42 anni
dopo una lunga malattia
COLMURANO - Si è spenta all’hospice di San Severino Michela Mangiaterra, originaria di Urbisaglia. Il fratello: «Nel 2023 si era anche rimessa a studiare, non si è mai arresa». L'ultimo saluto giovedì nella parrocchia San Lorenzo di Urbisaglia

Michela Mangiaterra
di Francesca Marsili
Michela Mangiaterra, mamma di due bambine, è morta ieri pomeriggio, a soli 42 anni. Aveva 30 anni quando è iniziata la sua malattia. Originaria di Urbisaglia, dove è nata e cresciuta, viveva a Colmurano, assieme alla sua famiglia. Si è spenta ieri pomeriggio all’hospice di San Severino, dove era ricoverata a seguito dell’aggravarsi delle sue condizioni. In quel letto di ospedale, una settimana fa, aveva compiuto gli anni, gli ultimi undici della sua vita passati a fronteggiare un meningioma al cervello e sottoponendosi con coraggio a diverse operazioni. Una vita che si è interrotta nel suo pieno quella di Michela. Una donna coraggiosa, che ha affrontato la malattia e le tante difficoltà incontrate nella sua vita con forza e dignità.
Nel 2023, attraverso Cronache Maceratesi, aveva lanciato un appello alle istituzioni perché, nonostante due operazioni subite, una invalidità, l’esenzione e la priorità, era dovuta ricorrere a una visita a pagamento in Toscana perché dal Cup si era sentita rispondere che per la sua visita che faceva parte di un controllo programmato, in ospedale non c’era posto. Prima, nel 2016, aveva lanciato un appello contro la chiusura del punto nascite nell’ospedale di San Severino attraverso la sua personale positiva esperienza (leggi l’articolo). Nel giugno di quell’anno infatti Michela era al nono mese di gravidanza e si trovava proprio in quel reparto per un controllo quando ha avuto un improvviso distacco di placenta. Raccontò che aveva rischiato di morire e che solo grazie al tempestivo intervento del personale sanitario lei e la sua primogenita furono salvate.

Michela Mangiaterra
«Ironia del destino, in quello stesso ospedale dove ha dato alla luce la sua prima figlia e dove è stata salvata dopo diverse trasfusioni, mia sorella è stata ospitata nella sua ultima parte di vita – racconta il fratello Marco -. In questi anni ha subito tre interventi. L’ultimo, purtroppo, aveva lasciato in lei alcune conseguenze dalle quali si stava riprendendo: aveva ripreso a camminare. Ma a gennaio il meningioma ha ripreso a crescere rapidamente e piano piano le funzioni vitali di mia sorella, che con la riabilitazione aveva riacquistato, sono regredite. Nonostante queste difficoltà non si è mai arresa, ce l’ha sempre messa tutta e continuava a pensare agli altri. Michela era tenace, fedele, di parola, aveva una grande vitalità e non si abbatteva mai – prosegue il fratello – in tutti i reparti di riabilitazione che ha frequentato ha fatto sorridere tutti, nonostante avesse sulle spalle qualcosa che sarebbe stato difficile da sopportare per chiunque. Nel 2023 si era anche rimessa a studiare per conseguire il diploma all’Istituto alberghiero, lasciato in sospeso. Questo le fa onore, e fa ben capire come era Michela, che lascia due figlie non ancora maggiorenni, ma che da lei hanno imparato tanto».
La donna era un’operatrice socio sanitaria, in passato aveva lavorato nella casa di riposo di Sant’Angelo in Pontano e in quella di Urbisaglia. Poi, negli ultimi anni, la malattia l’ha costretta a fermarsi. Amante dell’estetica, aveva un’altra grande passione: la bicicletta, tra le prime cose che l’impietosa malattia le aveva sottratto. Messaggi di cordoglio da parte della comunità di Urbisaglia che in queste ore si è stretta attorno alla famiglia, in particolare alle due figlie Aurora e Gaia, di 15 e 12 anni. «Con Michela se ne va un esempio di forza, coraggio e amore per la vita – dice il sindaco Riccardo Natalini -. A nome mio personale, dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità di Urbisaglia, esprimo la più sincera vicinanza alle figlie, alla famiglia, a “Peppe” e a tutte le persone che le hanno voluto bene. Michela ci lascia un ricordo prezioso, fatto di coraggio, forza e dignità. Ha affrontato la sua difficile battaglia con uno spirito che ha saputo commuovere e ispirare chiunque l’abbia incontrata, donando un sorriso e una parola di speranza anche nei momenti più duri – prosegue il primo cittadino – . Oggi tutta la comunità di Urbisaglia piange una donna speciale, che con il suo esempio ci ha insegnato il valore della resilienza e dell’amore per la vita. Il suo ricordo resterà vivo nei nostri cuori, come un abbraccio che continuerà ad accompagnarci. Tempo fa ho avuto modo di parlare al telefono con “Peppe” e ho percepito nelle sue parole l’immenso amore e la dedizione con cui le sono stati tutti accanto. A lui e a chi le è stato vicino va il nostro abbraccio più sentito. Ci impegneremo a ricordarla in un modo che sappia onorarne i valori che vi ha lasciato».
Michela Mangiaterra lascia le due figlie Aurora e Gaia, il marito Luca, la mamma Liliana, il padre Giuseppe e il fratello Marco. Il funerale verrà celebrato giovedì alle 16 nella parrocchia San Lorenzo di Urbisaglia. La famiglia ringrazia l’Hospice di San Severino Marche «per l’umanità e per averla fatta sentire a casa».
Condoglianze alla famiglia