«Centro commerciale Simonetti,
Lega e Fdi cambiano idea
solo per salvare i conti del Comune»

MACERATA - Andrea Perticarari, consigliere comunale Pd, ipotizza lo scenario della seduta dell'assise che lunedì prossimo dovrà prendere in esame la variante: «L'ok al progetto darebbe una bella boccata d'ossigeno alle casse, con buona pace della vivibilità di Piediripa, dei commercianti del centro e dell'ambiente»

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Andrea Perticarari (Pd)

«A gennaio Lega e Fratelli D’Italia si schieravano contro la variante per il nuovo centro commerciale Simonetti ma oggi, dopo circa quattro mesi, la situazione si è capovolta e nel prossimo consiglio comunale, salvo colpi di scena, approveranno la variante». Il consigliere comunale Pd Andrea Perticarari lancia la sua previsione in vista della votazione prevista per la prossima settimana.

«Cosa sia accaduto in quattro mesi è un mistero. Perché tanti consiglieri comunali fermi sul no abbiamo cambiato totalmente idea anche – prosegue il consigliere comunale di opposizione – non sono Nostradamus, ma ipotizzo come andrà la discussione o, meglio, la pantomima, in consiglio comunale. Con fare cerchiobottista Lega e Fratelli D’Italia si cospargeranno il capo di cenere, sventolando a destra e sinistra la propria contrarietà al progetto e descrivendosi come costretti dalle passate decisioni del centrosinistra ad accettare la cosa vista la spada di Damocle sulla loro testa di un risarcimento danni a carico del Comune».

C’è però un non detto, secondo Perticarari, che va tenuto in considerazione per capire meglio la situazione. «E’ vero, passate amministrazioni di centrosinistra hanno deliberato un progetto che oggi possiamo chiamare X che già allora forse poteva far storcere il naso, ma che oggi dopo 20 anni quasi è totalmente fuori da ogni logica politica, sociale ed ambientale – rimarca Perticarari – è altrettanto vero che in virtù di tale ok il Comune ricevette dalla Simonetti una certa somma di denaro. Ora, di quel progetto in 10-15 anni, e solo ed esclusivamente per volere del privato, non se ne è fatto nulla. A riprova di questa semplice affermazione ci sono state le stesse uscite dell’imprenditore che qualche mese fa sui giornali ipotizzava che in caso di no al nuovo progetto Y avrebbe realizzato il vecchio progetto X o chiesto un maxi-risarcimento. Quest’ultimo passaggio è importante. Se infatti fosse che l’imprenditore ha già le carte in regola per costruire il vecchio progetto X, le sorti della discussione sul progetto Y del prossimo consiglio comunale sarebbero del tutto indifferenti rispetto sia all’eventuale maxi-risarcimento paventato sia appunto alla possibilità di costruire comunque l’X. Nella pratica, insomma, si sbugiarderebbe di fatto quanto sosterranno le forze politiche di centro destra al prossimo consiglio comunale per votare sì. Qualcuno potrebbe controbattere che con un no al progetto Y Macerata avrebbe una struttura commerciale peggiore (la X) di quella che eventualmente verrà approvata. Tutto vero, ma i dubbi al riguardo ci sono. Ci sono perché un imprenditore conosce il prezzo di scelte sbagliate, ovvero la costruzione del progetto X, e ci sono perché i 10-15 anni di immobilismo del privato sono probabilmente un indizio del fatto che il progetto X non è poi così tanto remunerativo o comunque economicamente appetibile».

Le conclusioni con una considerazione. «I consiglieri comunali sono eletti per esprimere un voto personale e libero a tutela degli interessi della cittadinanza e secondo la propria visione politica e del gruppo di riferimento – finisce Perticarari – n ascondersi dietro a mere scuse è quanto di più lontano ci sia dal loro ruolo e funzione. La verità, più che probabilmente, è che a causa delle scelte di questa amministrazione i conti della città sono sull’orlo del rosso e che il sì del prossimo consiglio darebbe una bella boccata di ossigeno al bilancio comunale. Svenderanno insomma la vivibilità della frazione di Piediripa, il lavoro di tanti commercianti del centro e della città, l’ambiente e tutto il resto per soldi».

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