Dopo 33 anni chiude “Taverna Tre Corone”
«Commossi dalle manifestazioni d’affetto»
POTENZA PICENA - Per i titolari Fabio Borroni ed Augusta Morgoni è arrivato il momento della meritata pensione. Hanno voluto salutare i clienti più affezionati e il personale con un buffet, tra aneddoti e nostalgia

Fabio Borroni e Augusta Morgoni
Dopo 33 anni di attività chiude i battenti la “Taverna Tre Corone”, uno dei ristoranti storici e tra i più apprezzati della riviera di Porto Potenza. I titolari, Fabio Borroni ed Augusta Morgoni, hanno voluto salutare i clienti più affezionati e il personale, con un buffet conviviale in cui si sono rincorsi ricordi e aneddoti di quasi sette lustri di servizio al pubblico, in un’atmosfera piacevole ma non senza un pizzico di nostalgia.
Anche la sindaca di Potenza Picena, Noemi Tartabini, ha voluto portare il proprio saluto ai titolari, con l’augurio di godere al meglio della più che meritata pensione. Dopo oltre 10 anni di gestione come titolari del mitico “Black Cat Pub” a Civitanova, il 21 giugno 1992 aprono le “Tre Corone” che sin da subito si afferma come ottimo ristorante di pesce e di piatti della tradizione maceratese.
Borroni, inoltre, è stato tra i fondatori dell’Ara, l’Associazione ristoratori e albergatori di Potenza Picena e, nel 2014, ha partecipato all’Expo di Milano nella sede delle Regione Marche in Brera.

«Siamo commossi dalle tantissime manifestazioni di affetto – hanno detto Borroni e Morgoni – è stato un percorso talvolta faticoso ma bello e gratificante, soprattutto sotto l’aspetto umano. Vogliamo ringraziare di cuore i nostri clienti, molti dei quali ormai diventati amici, e tutti i dipendenti che ci hanno affiancato in questi anni».
Vi ricorderemo con un pizzico di nostalgia. Tante belle serate passate con la famiglia e con amici. Per noi pistacoppi è stato il pre-Lola, il pre-Babaloo. Eravamo molto giovani.
se nessuno rileva il locale per continuare ad essere un luogo di incontri e di amicizia, allora è un fallimento. E’ una “morte”… Dopo tanti anni di “vita” conquistata e mantenuta con gli affetti, le gioie, le paure… Quando vedo che un imprenditore, un artigiano, un ristorante, un bar, chiude, sento il cuore che soffre, perchè queste attività sono vita e speranze, che muoiono quando muore quell’attività.