di Alessandro Luzi
Aggressioni, insulti e minacce di gesti d’autolesionismo se la ex lo avesse lasciato: sotto accusa un 20enne abruzzese che è imputato al tribunale di Macerata per stalking. Vittima una ragazza che all’epoca dei fatti aveva 17 anni. Gli episodi contestati sarebbero avvenuti a Porto Recanati. Oggi il giudice Federico Simonelli ha ascoltato la testimonianza della ragazza, di sua mamma con una parente e dell’ex comandante dei carabinieri di Porto Recanati, Giuseppino Carbonari.
Il 20enne e la ragazza si sarebbero conosciuti in chat durante il periodo della pandemia. Lui era da poco 18enne e lei 17enne. Poi la fine del rapporto e, secondo l’accusa sostenuta dal pm Lorenzo Pacini, dal dicembre 2021 al 30 aprile 2022, la giovane sarebbe stata vittima di stalking. L’accusa parla di capelli tirati alla ragazza, di strattoni, di minacce di morte.

L’avvocato Vanni Vecchioli
Una volta sarebbe stata ferita anche ad una mano. L’imputato, continua l’accusa, l’avrebbe anche insultata dicendole frasi come: «Schifosa, bastarda schiava, poco di buono, ti devi suicidare». L’accusa parla anche di minacce di morte verso la madre della minore ed altre fatte alla ragazza stessa: le avrebbe detto che se l’avesse lasciato avrebbe compiuto gesti di autolesionismo.
Oggi in aula la giovane, che è parte civile (tutelata dal legale Michele Pagano), ha confermato i fatti che vengono contestati al 20enne. Il giovane è difeso dall’avvocato Vanni Vecchioli: «il mio assistito ha dei disagi che faremo emergere nel corso del processo».
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