Pestaggio mortale in cella, la difesa:
«Il detenuto non è morto per un pugno»

OMICIDIO PRETERINTENZIONALE - Il medico legale Mariano Cingolani, che ha svolto la perizia su incarico dei legali dell'imputato, il 25enne Zudi Jasharovski, è stato sentito oggi alla Corte d'assise di Macerata (anche come testimone del pm). L'avvocato difensore Vando Scheggia: «Ha detto che è probabile si sia trattato di una caduta». La prossima udienza, sulle cause della morte, parlerà il perito della parte civile

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Il medico legale Mariano Cingolani

Pestaggio mortale in cella, il medico legale consulente della difesa: «Morte non causata da un pugno, più probabile si sia trattato di una caduta». La testimonianza oggi davanti alla Corte d’assise del tribunale di Macerata quando il medico legale Mariano Cingolani, sentito anche come testimone del pm, ha detto che la morte non sarebbe legata ad un pugno, come sostiene l’accusa, ma ad «una caduta, con un braccio che gli è rimasto sotto il corpo» dice l’avvocato Vando Scheggia che insieme all’avvocato Marielvia Valeri assiste l’imputato, il 25enne Zudi Jasharovski, settempedano.

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Gli avvocati Marielvia Valeri e Vando Scheggia

L’uomo è accusato di aver colpito con un pugno e ucciso il compagno di cella Lorenzo Rosati, 50 anni. I due erano in carcere a Fermo e i fatti risalgono al 28 maggio 2021. L’accusa è di omicidio preterintenzionale.

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L’avvocato Marco Murru

Oggi oltre al medico legale è stato sentito uno dei compagni di cella di Rosati e Jasharovski, Ali Ali Ashraft. «Ha riferito che in cella nessuno ha menato nessuno, quel giorno Rosati è caduto a terra» dice Scheggia.

Sulla testimonianza Ashraft l’avvocato Marco Melappioni, che assiste, insieme all’avvocato Marco Murru, i famigliari di Rosati, parti civili al processo, dice: «Ha riferito di aver visto Rosati a terra e che l’hanno soccorso. Non ha visto quello che è successo prima».

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L’avvocato Marco Melappioni

Nel corso dell’udienza di oggi sono stati sentiti altri due testimoni, sempre detenuti, che non hanno assistito dai fatti ma hanno riferito su altre circostanze.

La scorsa udienza era stato sentito il compagno di cella (in tutto erano in quattro) di Rosati e Jasharovski, Ben Salim Houssine, che aveva detto di aver visto il 25enne colpire con un pugno il 50enne dopo che avevano litigato.

La prossima udienza è stata rinviata al 19 dicembre per sentire l’imputato e, tra gli altri, il medico legale Roberto Scendoni, consulente della parte civile.

(Gian. Gin.)

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