Civitanova Film Festival,
dal David di Donatello
all’omaggio a Franco e Ciccio
CIVITANOVA - Dopo l’apertura con Claudia Gerini, il festival ha accolto Margherita Giusti con il corto vincitore dell'edizione 2024 del premio. Oggi un tuffo nel passato per celebrare i dieci anni della rassegna, mentre si avvicina il clou con proiezioni e incontri imperdibili

Margherita Giusti con gli organizzatori Michele Fofi e Peppe Barbera
Dopo il debutto con Claudia Gerini continua la decima edizione del Civitanova film festival, in città fino a domenica 29 settembre 2024. Ieri la programmazione si è aperta nel pomeriggio con il noto critico cinematografico Marco Giusti che ha presentato il suo libro “Tutti i film di Franco e Ciccio”. La sera poi, ospite al cine- teatro Cecchetti, è arrivata Margherita Giusti, con il cortometraggio vincitore del David di Donatello 2024 The Meatsteller.

Margherita Giusti
«Si tratta di un documentario animato – ha raccontato Margherita Giusti al pubblico del Cff -, uno strumento che ci ha permesso di raccontare una trama mescolando una tecnica ibrida, tra colorazione digitale e su carta». La sua genesi? «Nel 2020 ho iniziato a pensare ad un film con pillole di storie di donne che sono riuscite ad emanciparsi. Nel mezzo ho incontrato questa ragazza nigeriana che fa la macellaia a Roma. Mi sono innamorata subito di lei e della sua vita».
Un David di Donatello al miglior corto davvero speciale, se si pensa che a vincerlo è stato un prodotto d’animazione. Emozioni? «Certo – ha ammesso Margherita Giusti – intanto perché in Italia, a differenza di altri posti come in Francia, l’animazione non è stata fin da subito percepita come prodotto cinematografico con una sua dignità. Pensiamo a Miyazaki e come in passato nel nostro Paese non fosse ben distribuito. Ora, grazie ad artisti come Zerocalcare, le cose stanno cambiando. Quindi sono stata contenta di questo David ma lo sono non solo per me ma per tutto il nostro gruppo: dietro ad un prodotto d’animazione ci sono tante professionalità».

Manfredi Lucibello
Una giornata amarcord oggi, con alle 21.15 al Farmer market un appuntamento con gli organizzatori che ripercorreranno i 10 anni del festival e i suoi cambiamenti, dagli esordi ad oggi e nel pomeriggio alle 18.30 c’è la presentazione del libro di poesie Distanze di Antonio Malagrida.
Domani però si entra nel clou: alle 17.30, vengono proiettati i corti più rappresentativi della storia del Cff, dal 2015 ad oggi (alla sala Cecchetti della biblioteca Zavatti), mentre alle 21.15 al cine-teatro Cecchetti c’è il film Non riattaccare di Manfredi Lucibello, alla presenza del regista Lucibello e della produttrice Giulia Rosa D’Amico (ingresso 5 euro, ridotto 4).
Il lungometraggio, ispirato all’omonimo romanzo di Alessandra Montrucchio, fa luce sui dissidi interiori che portano un uomo a voler porre fine alla sua vita in piena epoca Covid. Irene, la sua ex fidanzata, sfiderà le restrizioni per cercare di salvarlo. Lucibello è un regista cinematografico: nel 2011 il suo cortometraggio “Storia di Nessuno” è stata l’unica opera italiana presente al “Los Angeles Film Festival”.
Nel 2015 dirige il documentario “Il Paese Perduto”, scritto da Ernesto Galli Della Loggia. Nel 2018 dirige “Tutte le mie notti” e nel 2022 presenta il documentario “Bice Lazzari – Il ritmo e l’ossessione” alla Festa del Cinema di Roma. D’Amico è una production coordinator presso l’industria cinematografica e segue la realizzazione di documentari e cortometraggi per Mompracem srl, gestendo il processo creativo, produttivo e distributivo.
Mercoledì 25 settembre continua la retrospettiva su Franco e Ciccio con la proiezione al Cecchetti di Le Avventure di Pinocchio di Comencini alle 17.30, e alle 21.15 la proiezione dei corti in concorso.