La Lube ritrova gli azzurri Balaso e Bottolo:
«Il presente è già dei giovani»

CIVITANOVA - I due nazionali di volley si sono aggregati oggi al gruppo di coach Medei. Il libero: «L'anno scorso siamo stati a un passo da obiettivi importanti, ma tutti sfuggiti per un soffio. C'è rammarico, ma anche consapevolezza di essere sempre lì a lottare». Lo schiacciatore: «La carta d’identità non deve costituire un alibi»

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Fabio Balaso e Mattia Bottolo al primo giorno di lavoro a Civitanova

Dai Giochi olimpici di Parigi alla sala pesi dell’Eurosuole Forum dopo due settimane di relax servite a recuperare le energie e mettere a fuoco nuovi obiettivi in ottica Cucine Lube Civitanova. Nella mattinata di oggi i nazionali azzurri Fabio Balaso e Mattia Bottolo sono tornati al lavoro agli ordini del preparatore atletico biancorosso Max Merazzi.

Una scheda tonificante e una buona mole di attività con il club hanno tenuto a battesimo le prime fatiche stagionali dei due atleti cucinieri, apparsi subito motivati e sul pezzo. Nel pomeriggio, intorno alle 16,30, al palas il libero e lo schiacciatore hanno anche svolto una seduta tecnica, come sempre aperta al pubblico, insieme ai compagni. In casa Lube si attendono anche i rientri del campione olimpico, il centrale transalpino Barthelemy Chinenyeze, e dello schiacciatore canadese Eric Loeppky, mentre Adis Lagumdzija, opposto della Nazionale turca, arriverà a settembre.

«Nell’ultima annata, soprattutto nella parte finale, sono arrivato a un passo da obiettivi importanti – spiega il libero biancorosso – con la Nazionale ho sfiorato la medaglia ai Giochi di Parigi, ma ci siamo fermati ai piedi del podio, mentre con la Lube ho mancato la finale di Champions League cedendo in semifinale. Già a inizio stagione ci era praticamente scivolata dalle mani la Supercoppa al tie break. Da parte mia c’è il grande rammarico di non aver portato titoli a casa, ma anche la consapevolezza che l’Italia e la Lube lottino sempre per obiettivi importanti tenendo testa alle principali avversarie. Le mie ferie? Mi chiamate “La macchina”, ma anche io ho bisogno di rifiatare e questi giorni di relax sono serviti a staccare la spina sia mentalmente sia fisicamente. Le Olimpiadi sono state dure sotto tutti i punti di vista, dovevo ricarburare. Vengo da una stagione estiva più corta del solito, mi sento carico e pronto a ripartire. Sono felice di essere al lavoro con il gruppo e attendo che il team sia al completo».

«Torno alla base rigenerato e fiducioso nella stagione che verrà – aggiunge lo schiacciatore lubino – così come credo nei miei mezzi; il crescendo degli ultimi sei mesi ha contato molto. Il fatto di poter esprimere meglio me stesso mi dà energie rinnovate. Starà a me dimostrare quanto valgo, il lavoro quotidiano aiuterà me e il team. Il futuro della Lube è dei giovani? Semmai il presente è già dei giovani. L’età media è ancora più bassa, il gruppo è valido. Dovremo macinare esperienze, ma il collettivo troverà un’ideologia comune e la nostra unità d’intenti favorirà una crescita rapida a caccia di qualcosa di importante. La carta d’identità non deve costituire un alibi perché siamo tutti motivati e intenzionati a fare del nostro meglio, poi in Superlega non dipende solo da noi visto che le rivali si sono rinforzate, ma noi guardiamo dalla nostra parte del campo. Non scordiamoci poi che avremo da onorare anche la Coppa Italia, a cui teniamo molto, e la Challenge Cup, affascinante come tutte le coppe europee».


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