«Coi fuoristrada in una riserva naturale,
inaccettabile l’ok dell’Unione montana»

APIRO - La Lega per l'abolizione della caccia, per bocca del delegato Marche Danilo Baldini, mette nel mirino il raduno nazionale off road 4x4 che si terrà domani sera nelle strade del Monte San Vicino: «Si mettono a rischio specie protette come i rapaci notturni, i caprioli e i lupi. Perché non spostarlo in altre zone dell'Appennino non tutelate come questa?»

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Il Monte San Vicino

«Non comprendiamo la necessità di svolgere un raduno di fuoristrada in notturna all’interno di una riserva naturale». È il quesito che pone la sezione marchigiana della Lega per l’abolizione della caccia all’Unione montana Potenza Esino Musone in merito al Raduno nazionale off road 4×4 che si terrà domani sera sul Monte San Vicino, con partenza da Pian dell’Elmo, un classico giunto alla sua ventiquattresima edizione che ospiterà centinaia di fuoristrada provenienti da tutta Italia.

«E’ l’Unione montana, in quanto ente gestore della Riserva naturale regionale dei Monti San Vicino e Canfaito, ad autorizzare lo svolgimento dell’evento lungo le sterrate, le carrarecce ed i tratturi dell’area protetta – rimarca Danilo Baldini, delegato di Lac Marche – sono previsti quindi in arrivo sul San Vicino centinaia di mezzi da tutta Italia, con il loro inevitabile “carico” di inquinamento acustico ed atmosferico, il danneggiamento della viabilità montana, il disturbo e la possibilità di investimento di specie animali selvatiche, alcune anche rare, presenti nell’area protetta. Essendo lo svolgimento del raduno in notturna, le specie animali maggiormente a rischio saranno i rapaci notturni e tra i mammiferi il capriolo, il cinghiale e soprattutto il lupo, specie particolarmente protetta e presente sul massiccio del San Vicino con alcuni nuclei familiari. La possibilità di investimento dei lupi, che peraltro in questo periodo si spostano in branco e con le cucciolate al seguito, percorrendo proprio quegli stessi sentieri e tratturi che verranno utilizzati dai fuoristrada off road del raduno, è scritta nero su bianco anche sulla determina con cui l’Unione montana autorizza lo svolgimento della manifestazione, ma evidentemente non è stata ritenuta dall’ente così pregiudizievole e pericolosa da vietarne lo svolgimento».

Baldini auspicherebbe che manifestazioni di questo tipo si svolgessero fuori da aree protette come quella in cui si sviluppa il tracciato del raduno. «Noi non ce l’abbiamo con l’associazione Monte San Vicino Off Road 4×4, organizzatrice del raduno nazionale, anche se non capiamo perché organizzare questo tipo di eventi così impattanti sull’ambiente, la natura, gli animali, proprio in una riserva naturale regionale e all’interno di siti Sic/Zsc e Zps della Rete Natura 2000, riconosciuti e tutelati a livello comunitario, quando il nostro Appennino è pieno di montagne dove questi siti non sono presenti – continua l’esponente di Lac – la nostra critica è, come altre volte in passato, rivolta all’Unione montana Potenza Esino Musone, che ha la responsabilità giuridica e morale di gestire la Riserva naturale di San Vicino e Canfaito, ed in particolare del comitato d’indirizzo della riserva che dovrebbe determinare l’indirizzo programmatico e gestionale della riserva e dove siedono i sindaci dei quattro Comuni interessati dall’area protetta: Matelica, San Severino, Apiro e Gagliole. A costoro vorremmo semplicemente ricordare che il loro compito primario dovrebbe essere quello di tutelare e salvaguardare tutte le specie vegetali ed animali, molte anche rare ed endemiche, presenti nell’area protetta, nonché i biotopi di eccezionale interesse geologico presenti sul massiccio del San Vicino e non invece quello di “accontentare” tutte le richieste di manifestazioni, anche le più invasive ed impattanti, provenienti dalle più disparate associazioni, che nulla hanno a che fare con la tutela dell’ambiente, del paesaggio, della flora e della fauna selvatica di una riserva naturale, in cambio di un supposto tornaconto politico-elettorale».


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