«Separazioni altamente conflittuali,
casi raddoppiati nelle Marche»

MACERATA - L'allarme da un incontro interdisciplinare tenutosi all'auditorium di via Padre Matteo Ricci: a confronto le figure che si occupano di minori in sede giudiziale ovvero avvocati, psicologi e assistenti sociali. Elisabetta Ripari, assistente sociale: «L’altro dato allarmante riguarda i maltrattamenti tra minori stessi, anch’essi in aumento»

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KATIA-MARILUNGO

Katia Marilungo, presidente dell’Ordine degli psicologi delle Marche

Un tavolo tecnico interdisciplinare tra figure che si occupano di minori in sede giudiziale alla luce della riforma Cartabia. L’evento organizzato dagli Ordini degli psicologi delle Marche, degli avvocati di Fermo e Pesaro e degli assistenti sociali, Aiaf, Università di Macerata e Consiglio regionale delle Marche è stato ospitato nell’auditorium universitario di via Padre Matteo Ricci. Vi ha preso parte, tra gli altri, Paolo Vadalà, presidente del Tribunale di Macerata.

Ilenia Marinelli, psicologa, psicoterapeutica e consigliere dell’Ordine degli avvocati delle Marche, ha rilevato che «negli ultimi anni i casi di separazioni altamente conflittuali sono aumentati nel numero e nell’intensità, nelle Marche sono praticamente raddoppiati. I minori arrivano sempre di più dai giudici e dai servizi pubblici e privati. La riforma Cartabia ha introdotto diverse novità, su tutte il ruolo del consulente tecnico di ufficio, che viene nominato dal giudice per conoscere il nucleo e proporre un progetto per il minore e per la famiglia».

«Un avvocato deve sapere cosa fa uno psicologo e viceversa – ha spiegato Katia Marilungo, presidente Ordine degli psicologi delle Marche – perché la finalità è andare a capire e ad aiutare i minori e le famiglie. Come Ordine ci muoveremo sempre per l’interdisciplinarietà per questa ed altre tematiche, proprio per andare a capire meglio quelli che sono i reali bisogni dei nostri interlocutori».

Elisabetta Ripari, assistente sociale specialista in servizio al consultorio familiare di Tolentino, ha ribadito che «la riforma Cartabia ha portato dei miglioramenti sui tempi tecnici dei processi e degli affidi ai servizi sociali, rispetto ai maltrattamenti non abbiamo potuto purtroppo registrare variazioni dei dati. I numeri sono in aumento, sia quelli di genere che quelli minorili. L’altro dato allarmante riguarda i maltrattamenti tra minori stessi, anch’essi in aumento. L’intervento che richiedono i servizi sulle famiglie ha tempi molto ristretti, i tempi di recupero di un minore o della sua famiglia non possono essere racchiusi in un range di tempo molto breve. Parliamo di tratti di bullismo, estorsioni, mentre la cronaca di Pescara ci fa riflettere anche sugli omicidi. Io lavoro in un consultorio familiare, ci occupiamo di sanità ma spesso siamo relegati a fare solo valutazioni e perdiamo di vista tutta la fase preventiva di accoglienza della famiglia».

«Il livello di allarme è nazionale, le cronache ci aggiornano su fatti estremi che coinvolgono minori – dice Marina Guzzini, presidente Aiaf Marche – nelle Marche non ci discostiamo dalla media nazionale e abbiamo un incremento di casi di violenza. Attraverso le sensibilizzazioni delle associazioni specialistiche c’è più preparazione culturale. Prima c’era un muro nei soggetti vittima di violenza, con il terrore di portare fuori dalla porta di casa queste problematiche. Con l’aiuto delle forze dell’ordine e di altre figure sinergiche cerchiamo di arrivare a una soluzione, possiamo vincere la battaglia anche se per la guerra c’è da aspettare ancora».


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