Un flash mob di abbracci
per la salute mentale
MACERATA - Si tratta del progetto Malamente, tre persone bendate invitavano i passanti ad abbracciarli. L'ideatrice, Ylenia Gazzella: «Molti ci hanno raccontato vissuti, storie personali e confidato un pezzetto di sé. Sono stati in tantissimi»

Un momento dell’iniziativa di Malamente
«Anche se fosse stato solo per accendere l’attenzione sul tema ad un solo ragazzo o ragazza in giro per Macerata avremmo raggiunto l’obiettivo» commenta soddisfatta l’ideatrice del progetto Malamente, Ylenia Gazzella.
Ma sono stati invece in tanti che hanno interagito con il gruppo dei volontari che ha invaso giovedì scorso la movida Maceratese. La stessa Ylenia, Luca Ferretti e Marco Cuppoletti si sono fermati in tre luoghi centrali della città, piazza Libertà, piazza Mazzini e corso Garibaldi, bendati e a braccia aperte per accogliere i passanti con dei cartelli che recitavano slogan espliciti: “Se anche tu ti senti incompreso abbracciami”, “Se anche tu hai il cuore a pezzi abbracciami”, “Se anche tu ti senti in ansia abbracciami”.
«Molti ci hanno raccontato vissuti, storie personali e confidato un pezzetto di sé. Sono stati in tantissimi – continua Ylenia – e devo dire che qualche lacrimuccia è scesa anche a noi».
Durante la serata, con cassa amplificata alla mano e dei piccoli microfoni, il gruppo, rinforzato da alcuni attori del laboratorio teatrale Labs, concluso sabato scorso con lo spettacolo Unoottozero nel parco di Villa Cozza (regia di Paolo Nanni e Luis Marreiros della Ctr), ha attraversato le vie affollate del centro. Tra djset e drink in tanti sono stati catturati dai personaggi interpretati da Juan Pablo D’Ambrosio, Mattia Crescenzi e Lucrezia Di Marco. «Anche in questo caso abbiamo avuto un riscontro positivo ed entusiastico, elemento questo che ci ha resi ancora più consapevoli di quanto sia necessario sfondare il muro del silenzio e del tabù attorno al tema della salute mentale. Vi promettiamo che continueremo ad impegnarci affinché, mattone dopo mattone, questo muro possa essere solo un ricordo. Ringraziamo il progetto Neet.Less e l’Associazione Glatad per aver creato tutto questo assieme a noi».











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